Mondiale dei massimi leggeri in Arabia Saudita
Era il 2 luglio del 2022 quando ll vero e unico campione del mondo dei pesi massimi leggeri, il lettone Mairis Briedis, incontrava l'australiano Jay Opetaia da chiaro favorito. L'unica incognita era il luogo del combattimento, in Australia, quindi una lunga e difficile trasferta. Opetaia però fece il botto e conquistò il titolo vincendo ai punti dopo una durissima battaglia che lasciò il segno su entrambi, in particolare sullo stesso Opetaia che riportò la frattura della mandibola.

Nella mega riunione di domani a Riyad i due tornano ad affrontarsi con lo stesso titolo in palio ma con differenti situazioni, non solo ambientali. Briedis, ora sfidante, non ha più combattuto ed è quindi assente dal ring da 22 mesi e mezzo che non sono pochi, in più ha 39 anni che anche fra i 200 libbre è una età considerevole. Dal canto suo Opetaia, che di anni ne ha 28, è tornato due volte sul ring battendo prima del limite gli inglesi Jordan Thompson ed Ellis Zorro, due pugili che erano imbattuti ma in realtà che hanno fatto il passo più lungo della gamba, il primo superato in 4 riprese e il secondo in sole due.
Quello che però ha fatto impressione è stata la potenza unita alla determinazione mostrate dall'australiano, come se la conquista del titolo mondiale unico e vero, lo sottolineiamo, gli avesse dato una consapevolezza diversa delle proprie forze.
Briedis è un pugile difficile dal pugilato non spettacolare e a volte poco pulito dotato di una buona potenza, Opetaia, che è un mancino, picchia ancora più duro e ha un vantaggio in velocità. La mancanza di attività e l'età di Briedis, oltre al risultato del primo confronto, fanno pendere la bilancia dalla parte dell'australiano che potrebbe anche chiudere anzitempo una sfida che appare tuttavia intrigante.



