Il 24 maggio del 1968, esattamente 56 anni fa, sul ring del Madison Square Garden di New York, battendo per KO alla quarta ripresa il nigeriano Dick Tiger, lo “Sceriffo di Albuquerque” Bob Foster (56-8-1) diventò campione mondiale dei medio massimi.
Dopo aver dominato le prime tre riprese, un micidiale gancio sinistro alla mascella mise fuori combattimento Dick Tiger, già campione tra i pesi medi, che nei precedenti 77 incontri non era mai andato al tappeto e che l’anno successivo sconfiggerà ai punti Nino Benvenuti.
In quella occasione ebbe inizio il regno di Bob Foster che manterrà il titolo sino al 1974, che difenderà in 14 occasioni con 13 successi e un verdetto di partita.
Fisico longilineo, con il quale sovrastava i suoi avversari in altezza, Foster era in grado di fulminare i suoi avversari grazie alla sua muscolatura lunga e sottile con la quale scaricava pugni che erano lampi, molto spesso definitivi.
Se si fosse accontentato di passare alla storia come il miglior medio massimo di tutti i tempi avrebbe avuto come concorrente solo Archie Moore, anche se la rivisita specializzata “the Ring” assegna il primo posto nella sua classifica “all time” ad Ezzard Charles, mai stato campione tra le 175 libbre, sua categoria naturale, ma tra i pesi massimi.
Con l’ambizione di poter emergere anche nella categoria regina della boxe non seppe resistere al fascino e ai maggiori guadagni che otteneva combattendo tra i pesi massimi.
Ma sia Joe Frazier, con il titolo mondiale in palio, che Mohammad Alì, ma anche i meno quotati Doug Jones ed Ernie Terrell lo sconfissero per KO senza troppi problemi.
Delle sue quattordici difese rimane impresso nella nostra mente il terribile KO alla seconda ripresa che inflisse nel 1972 al venezuelano Vicente Rondon, unificando il mondiale della categoria.
Il controverso pareggio ottenuto nel 1974 nella sua Albuquerque contro l’argentino Jorge Ahumada, che riuscì a mandarlo al tappeto, e i sempre maggiori problemi alla vista lo convinsero ad annunciare il suo ritiro dal pugilato attivo.

Problemi finanziari lo riportarono sul ring l’anno dopo. Tra il 1975 e il 1978 disputò sette incontri contro avversari di modesta levatura, perdendo gli ultimi due match della carriera.
Era quasi cieco quando nel 1978 venne ingaggiato da Mogen Palle per combattere a Copenaghen contro l’ugandese Mustafa Wasajja dal quale venne battuto per abbandono alla quinta ripresa.
Nel 1990 lo “sceriffo” Foster entrò a far parte della Hall of Fame di Canosota, il tempio degli immortali della boxe.
Max



