Come abbiamo avuto già modo di segnalare L’Arabia Saudita ha già monopolizzato il golf professionistico ai massimi livelli, ha investito miliardi nel calcio costruendo un campionato dove militano campioni di assoluto prestigio ed ora si appresta a sbarcare sul pianeta “boxe” per cambiarlo e introdurre novità assolute e mai sperimentate prima.
L’ambizioso progetto saudita grazie a risorse liquide illimitate prevede che il Fondo per gli investimenti pubblici, metta a disposizione un finanziamento iniziale di 2 miliardi di dollari per dare il via ad un campionato di pugilato a livello mondiale .
Secondo la proposta saudita, circa 200 dei migliori pugili maschi verrebbero ingaggiati e poi divisi in 12 categorie di peso per avviare un torneo di boxe a punteggio .Ogni categoria e relativa classifica includerebbe circa 15 pugili ciascuna, consentendo ai migliori talenti di affrontarsi regolarmente durante il periodo del torneo che , ovviamente, sarebbe spalmato, nella sua durata, in diversi mesi .
Un progetto del genere naturalmente cambierebbe totalmente il lavoro di alcune figure professionali che “abitano” nel pugilato da sempre come gli organizzatori, i manager, e toglierebbe potere in maniera tangibile alle varie sigle mondiali.

Una autentica rivoluzione , quindi , che sembra non tenere conto del contributo del tifoso “ dal vivo” che non servirebbe più portando tutto lo spettacolo del campionato di boxe “globale “ in televisione e proposto per gran parte dell’ anno in Arabia Saudita e negli States.
Tremate, gente, tremate….



