Lutto nel pugilato italiano per la scomparsa, avvenuta oggi a Fabriano all’età di 85 anni, di Primo Zamparini, medaglia d’argento ai giochi olimpici di Roma 1960, bronzo agli Europei del 1961 a Belgrado, Campione mondiale militari 1960 a Wiesbaden nonché campione nazionale dilettanti in tre occasioni (1959-60 e 61).
Dopo aver superato i primi quattro turni, eliminando nei quarti di finale lo statunitense Jerry Armstrong e in semifinale l’australiano Ollie Taylor, Zamparini venne battuto nella finale che assegnava la medaglia d’oro dal sovietico Oleg Grigoriev, sua autentica bestia nera, con verdetto di strettissima misura (2-3).
Nel 2961 avvenne l’approdo al professionismo sotto la guida di Steve Klaus, manager statunitense di origini ungheresi, per anni responsabile della squadra nazionale italiana.
Anche tra i pro Zamparini sembrava destinato a recitare un ruolo da protagonista.
Mise insieme una striscia positiva di 14 incontri, arrivando a sfidare, nel 1962 a Roma, Alberto Serti, in quel momento campione europeo dei piuma, in un match senza titolo in palio ottenendo un verdetto di parità.
Nel gennaio del 1963 arrivò la prima sconfitta della carriera ad opera di Gabriele Ceccangeli.
Nel marzo successivo mese di marzo pareggiò contro Federico Scarponi nel match valido per il titolo italiano dei pesi gallo.
Dopo quel match arrivò per lui un inaspettato calo di rendimento evidenziato nelle tre sconfitte subite nella sua tournée in Australia dove venne battuto ai punti da Ollie Taylor, nella rivincita dei giochi di Roma, e prima del limite da Billy Males e dal ghanese Bob Allotay.
Al suo ritorno in Italia il suo declino fu purtroppo confermato.
Terminò la sua carriera nel 1966 con il record di 16-6-6. Max




