L’Infermiera salita sul trono d’Europa dei leggeri è già al lavoro con un nuovo delicato incarico al Pronto Soccorso
di Maurizio Roveri
Quel grande urlo davanti alle telecamere di Rai Sport, e l’emozionante dedica alla sua città colpita duramente in questi giorni da eventi drammatici. “Rialzati, Bologna, questa cintura europea è per te”.
Quanta sensibilità, quanta forza mentale, quanto amore in questa dedica di Pamela Malvina Noutcho. Lei che la sofferenza la conosce, la vede e la vive ogni giorno, nella sua professione di Infermiera al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Lei che ha appena conquistato l’Europa con i suoi pugni, con la sua passione, con il suo coraggio.
Il titolo Europeo dei pesi leggeri è suo. La prima Donna campionessa d’Europa nella storia del pugilato bolognese. Il suo nome ora va ad affiancarsi a quelli dei soli due pugili che in un passato già lontano avevano portato la città delle Due Torri così in alto: Lucio Cusma, che conquistò la cintura dell’EBU nel 1983, vale a dire 41 anni fa (coincidenza, nella categoria dei pesi leggeri, la stessa di Pamela) e il leggendario Francesco “Checco” Cavicchi il colosso che portò 60 mila spettatori allo stadio Comunale di Bologna in quella magica sera del giugno 1955 quando vinse l’Europeo dei pesi massimi.

Ora c’è Pamela. Una donna coraggiosa. Con il suo carattere. Con la sua costanza. Con il suo sentimento. E soprattutto un grande senso di responsabilità.
Non era semplice mantenere la concentrazione e la giusta carica quando ti vedi all’improvviso cambiare più volte lo scenario, nello spazio di un giorno e mezzo: il “Madison” bolognese di Piazza Azzarita di colpo indisponibile perchè giustamente messo a disposizione della Protezione civile per l’organizzazione dei soccorsi dopo l’alluvione, lo spostamento a tempo di record da parte degli Organizzatori dell’evento pugilistico nella grande Unipol Arena di Casalecchio di Reno, poi la necessità di farlo svolgere a “porte chiuse” poichè sul territorio bolognese rimane l’allerta meteo arancione. A tormentare ancora Bologna e la sua provincia.
Un titolo Europeo di boxe a porte chiuse. Faceva un effetto strano, quell’immagine. Surreale. Nel silenzio di una grande Arena da 10 mila posti vuota. Soltanto gli addetti ai lavori erano presenti all’impresa di Pamela Malvina Noutcho.
Senza il calore del pubblico, senza il tifo della gente è come… se mancasse l’anima ad uno sport da combattimento. Ma la decisione presa dalla Prefettura della città metropolitana di Bologna, e del Sindaco di Casalecchio, era inevitabile. Giusta. Necessaria.
Racconta Pamela: “Quando è uscita la notizia che la serata pugilistica sarebbe stata a porte chiuse, ho ricevuto messaggi da tanta gente. Nessuno lamentandosi. Tutti mi scrivevano: ti guardiamo da casa, siamo con te, non sarai da sola… E dunque sapevo che, se anche dentro la Unipol Arena c’erano soltanto duecento persone, la città mi stava guardando. Ho ricevuto anche una bellissima lettera da parte dei Volontari che stanno lavorando qui dopo l’alluvione. Nello spogliatoio l’ho letta prima del match e mi ha dato molta molta forza. Ci sono stati momenti in cui ci eravamo chiesti, io e gli organizzatori, se era il caso di andare avanti o di rinviare. Ma poi, leggere quelle parole bellissime di chi generosamente sta dando una grossa mano alla città lavorando per ore e ore all’aperto, sotto la pioggia, per raccogliere il fango, be’ è stata un’emozione forte. E allora mi sono detta: ok, la cosa giusta è salire sul ring e farlo per loro”.
E di forza ne ha avuto veramente bisogno, venerdì sera fra le sedici corde della Unipol Arena. Ha vinto con verdetto unanime ai punti, in maniera chiara (99-91, 100-91 e 99-91 i cartellini dei giudici), tuttavia non è stato un match di semplice interpretazione.
E allora Pamela spende volentieri due parole per complimentarsi con Nina Pavlovic.
“E’ stata un’avversaria valorosa. Ha portato buoni colpi. Sempre reattiva. Non è stato semplice per me prenderle le misure all’inizio del match. Si muove bene. Io ho faticato un po’ ad interpretare il suo stile di pugilato. Infatti andavo all’angolo e chiedevo che cosa dovessi fare per essere più efficace. Trovando le indicazioni giuste dal mio allenatore Alessandro Danè. Lei, Nina, ha retto alla mia pressione e se ne usciva con colpi rapidi. E’ stato un match intenso. Mi sono anche divertita, perchè è bello quando incontri un’avversaria che ti impegna mentalmente, che ti fa crescere come esperienza, non ti permette di abbassare la guardia dalla prima alla decima ripresa. Ho dovuto tenere sempre alta la soglia di attenzione, e ci sono riuscita ”.
A FERRARA LA DIFESA DEL TITOLO - Il futuro di Pamela Malvina Noutcho campionessa d’Europa?
Molto probabilmente fra tre-quattro mesi difenderà il titolo. Con una difesa volontaria. Si ipotizza come sede il Palazzo dello Sport di Ferrara poichè la Promo Boxe Italia potrebbe organizzare lì, nella stessa serata, anche il match del ferrarese Antonio Licata. L’assalto al Tricolore. Licata, con la sua intelligente boxe di rimessa, fatta di precisione e scelta di tempo, è uscito bene alla distanza nella durissima battaglia - sul ring della Unipol Arena - combattuta contro un valorosissimo Luigi Francesco Zito.

Pamela Malvina Noutcho prosegue la sua carriera Professionistica da imbattuta. Otto incontri, altrettante vittorie.
Se manterrà il titolo europeo, il suo manager Mario Loreni ha già pronto un ulteriore step. Un passo in avanti, che richiederà alla pugilessa bolognese un salto di qualità.
Potrebbe essere un titolo Mondiale.
Alessandro Danè ( nella foto con la neo campionessa ), il tecnico della Bolognina Boxe che dal 2019 lavora meticolosamente e in perfetta sintonia con Pamela, esclama lanciando un messaggio di sfida. Destinataria Terri Harper, la campionessa del mondo per la WBO. “Vogliamo te, saremo pronti a sfidarti, verremo lì per un grande match a Londra!”.
Frattanto, oggi Pamela sarà già al lavoro. Al Pronto Soccorso del Maggiore. E l’attende un altro… esame. Debutterà al Triage. Dove concentrazione, lucidità, senso di responsabilità sono fondamentali. In un Pronto Soccorso l’infermiere triagista ha il compito delicatissimo di valutare il paziente che arriva e assegnare un codice di gravità in un tempo molto limitato.



