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Il mitico cubano Felix Savon in libertà vigilata dopo sei anni di carcere

La leggenda del pugilato cubano, tre volte campione olimpico e sei volte campione del mondo Félix Savón Fabré, sta godendo del beneficio della libertà vigilata dalla fine del 2024 dopo aver scontato sei anni in un penitenziario di L’Havana.
 
Savon era stato accusato di aver commesso un reato sessuale nei confronti di un minore e la sua condanna non è mai stata resa nota all'opinione pubblica, anche se la segretezza ufficiale non ha impedito che la notizia trapelasse dentro e fuori Cuba. 
 
Il caso è stato gestito nel più assoluto riserbo dalle autorità cubane al punto che non si sa né quando ne dove si sia tenuto il processo. 
 
Inoltre non è ancora chiaro se la richiesta di libertà vigilata sia stata richiesta dal campione o dai suoi legali e se gli sia stata concessa per aver estinto più della metà della pena o per motivi di salute.
 
Il rilascio di Savón ha iniziato ad essere di dominio pubblico quando è apparso frequentemente nelle foto di famiglia pubblicate su Facebook da una delle sue figlie, in modo particolare nel periodo natalizio.
 
Savón è da sempre considerato come un eroe sportivo dell’isola e, dopo Teófilo Stevenson, il pugile più amato dal defunto Comandante Fidel Castro. 
 
Dopo il suo ritiro dall’attività, avvenuto dopo la conquista del terzo oro olimpico a Sydney 2000, Savón ha dedicato parte del suo tempo alla pittura esponendo i suoi lavori in diversi luoghi della capitale. 
 
Non si sa se ha continuato a coltivare con questa passione anche nel periodo di detenzione.
 
Nella sua ineguagliabile carriera ha vinto i titoli olimpici a Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sydney 2000, eguagliando così le imprese realizzate da Stevenson e dall’ungherese Laszlo Papp.
 
Avrebbe potuto vincere un quarto oro olimpico se Cuba non avesse boicottato i Giochi di Seoul del 1988. 
 
Ha inoltre vinto sei campionati del mondo consecutivi: nel 1986 (Reno), 1989 (Mosca), 1991 (Sidney), 1993 (Tampere), 1995 (Berlino) e 1997 (Budapest), oltre a un argento a quelli del 1999 (Houston).
 
A Budapest perse in finale contro l'uzbeko Ruslan Chagaev, ma settimane dopo al cubano venne assegnata la medaglia d'oro in quanto Chagaev fu squalificato per aver disputato due combattimenti tra i professionisti.
 
Nel 1999 a Houston, Savon perse il titolo contro il locale Michael Bennett per non essersi presentato in finale dopo che la squadra Cubana annunciò il ritiro dal torneo per protestare contro le decisioni arbitrali che considerava "ingiuste", dopo un ordine ricevuto da Castro in persona.
 
Ha vinto inoltre 13 volte il campionato nazionale cubano tra il 1985 e il 1998.
 
Quando si ritirò, nel gennaio 2001 dopo 20 anni passati sul ring, aveva messo insieme un record stratosferico di 342 vittorie e 17 sconfitte, nove delle quali contro pugili cubani. 
 
Nessuno avrebbe mai immaginato che un campione del suo spessore avrebbe macchiato la sua leggenda con un episodio così nefasto.
 

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