E non è fiinita: chi il prossimo?
Un incredibile dopo match è la cosa più bella che si sia vista a Manchester dove Derek Chisora ha dominato un mediocre Otto Wallin con una prestazione sorprendente per un peso massimo 41enne dato per finito un bel po' di volte. L'ultimo valzer come si diceva? Manco per niente. Mai credere alle promesse dei pugili quando dicono che smetteranno, non è mai così.
Non si sa da dove partire, se dal match o dal dopo match ma a noi interessano i fatti e dal match si parte. Ci piacerebbe sapere che diavolo ha visto il giudice, un incompetente ungherese che purtroppo si trova sempre in giro, che ha visto solo 114-112 per il britannico. orignario dello Zimbabwe. Se a volte la boxe è questione di opinioni rispettabili qui siamo nel campo, a ben pensare, della più totale ignoranza pugilistica. Gli uomini di Chisora avevano preteso un ring di dimensioni minime consentite e avevano ragione. Wallin, il cui unico vero fiore all'occhiello era una sconfitta ai punti con un Fury tormentato da una ferita enorme, ha recitato la parte dell'agnello sacrificale, è andato giù due volte e per l'ineffabile ungherese se così non fosse stato avrebbe addirittura pareggiato il match e se questi fosse durato 10 secondi meno l'avrebbe sddirittura vinto. Incredibile!
Al di là di questo ci si poteva attendere un Chisora d'assalto e così è stato, troppo debole il jab destro del mancino Wallin, troppo esitante e raro il destro d'incontro, troppo lenta la lettura dei ganci da vicino di Chisora. Gli incontri di Chisora non sono mai esteticamente belli. L'uomo non brilla nè per qualità tecniche nè, fatte le debite proporzioni, per potenza, ma ha una volontà e un carattere che di ferro è dir poco e per questo appuntamento, pur pesando più del solito, era preparato anche meglio di altre volte.
Del match vale la pena di raccontare che Chisora ne ha combattuto due terzi con una brutta ferita all'occhio destro che ha portato a un controllo medico, che Chisora stava per chiudere all'8° round con una valanga di colpi quando l'arbitro Mr John Latham ha pensato bene di ergersi a protagonista e lo ha richiamato chissà per cosa per diversi secondi salvando il massimo svedese, che Wallin è andato giù al 9° round su un destro alla tempia che lo ha visto arretrare senza equilibrio per tutta la diagonale del ring per ritrovarsi seduto sui pantaloncini, che al tappeto vi è ritornato negli ultimi secondi del match dopo una lunga serie al volto con il gong che lo ha trovato ad ascoltare il conteggio dell'arbitro.
Dopodichè, ascoltato il verdetto (gli altri due punteggi un 116-110 e un condivisibile 117-109) è iniziato lo show di Chisora che ha afferrato il microfono ringraziando mezzo mondo da perfetto showman per poi chiamare sul ring un po' di gente a partire dai suoi fratelli che gli hanno portato due enormi pacchetti/busta che, aperti, mostravano i volti di Daniel Dubois, Anthony Joshua e Oleksandr Usyk con Chisora che, in una sorta di applausometro, ha chiesto al pubblico contro chi lo vorranno vedere la prossima volta. Dalle urla del pubblico il dubbio è fra Joshua e il campione del mondo dei pesi massimi Usyk. Frank Warren è stato ovviamente più cauto parlando di decisioni da prendersi con calma.
Finita qui? Manco per idea!. Chisora ha fatto salire sul ring il suo primo allenatore John Oliver che ha calorosamente ringraziato e poi altri personaggi. Una volta Chisora recitava la parte del maleducato che rovesciava i tavoli alle conferenze stampa, adesso è un perfetto intrattenitore. Non è certo un caso se quest'uomo è il pugile più amato dell'intera isola.
Una serata iniziata con le lacrime di questo omone e un pianto dirotto all'ingresso negli spogliatoi è terminata con un intrattenimento che nemmeno i lmiglior Mike Bongiorno. Tanto di cappello!



