Il medio massimo olandese Gradus Kraus (5-0), ha messo in mostra quel talento speciale che molti vedono in lui, al suo debutto televisivo su DAZN in un contesto di rilevanza internazionale, vincendo alla sua maniera il quinto incontro da professionista.
Poco fa, 4 aprile, sul ring della iconica York Hall di Bethnal Green a Londra, Kraus ha letteralmente surclassato il francese Tony Amoaku (5-1-1), che si presentava imbattuto a questo appuntamento, battuto per kot dopo un minuto e mezzo della prima ripresa.
Il 23enne olandese ha preso subito il comando delle operazioni andando a segno con serie a due mani al corpo e con precisi montanti che atterravano una prima volta Amoaku, che, una volta rialzatosi, veniva poi travolto da una serie al volto che lo metteva al tappeto per il KO definitivo.
Le prestazioni di Kraus diventano sempre più impressionanti ad ogni incontro. Il match odierno è solo l'inizio della sua scalata internazionale e con questo successo ha dimostrato di essere pronto per palcoscenici più grandi.
Gradus è figlio del leggendario kickboxer Albert Kraus, che ha combattuto nel circuito giapponese della K1, conquistando il mondiale nel 2002.
Buoni anche i suoi trascorsi dilettantistici. Nel suo palmares spicca il successo ottenuto nel 2023 a Montecarlo sul fuoriclasse cubano Arlen Lopez, campione olimpico 2016 e 2020.
Non è però riuscito a partecipare ai giochi di Parigi in quanto battuto per SD dal francese Yojerlin Cesar al torneo di qualificazione di Bangkok.
Sin dall’età di dieci anni Gradus è seguito da Peter Fury, zio dell’ex campione dei pesi massimi Tyson, che sul ragazzo si esprime così: “Kraus diventerà campione del mondo, garantito".
Il ragazzo sembra avere le idee chiare sul suo futuro visto che, non solo vuole arrivare sul tetto del mondo, ma anche riuscire a far sì che il pugilato arrivi ad essere lo sport più popolare nei Paesi Bassi.
“Voglio diventare il volto della boxe nel mio paese, proprio come sta facendo Max Verstappen in Formula 1. Mi piacerebbe riempire la Johan Cruijff Arena di Amsterdam (55.000 posti) o il Gelredome Stadium di Arnhem (25.000)”.




