logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

In arrivo nuove emozioni a Ferrara con un Europeo e un Tricolore

 

 

Pamela Noutcho mette in palio il titolo EBU dei leggeri contro Martina Righi. Il ferrarese Antonio Licata sfida Patrizio Moroni per il titolo italiano “interim” dei welter

 

 

 

Di Maurizio Roveri

 

 

Ferrara. Ancora Ferrara al centro della scena pugilistica italiana. 

Per la seconda volta nello spazio di venti giorni la “Bondi Arena” di Piazzale Azzurri d’Italia si vestirà di colori intensi. Con un’altra serata da forti passioni. Accadrà domani. A partire dalle ore 19,30. Per l’Organizzazione della Promo Boxe Italia e della Ferrara Boxe.

Sei combattimenti fra Pugili Professionisti. Una “fight card” ampia, interessante, coinvolgente, che propone diversi motivi di curiosità. L’entusiasmo di giovani fighters emergenti da scoprire, pronti a dare tutto sul ring, in combattimenti sulla carta equilibrati e dunque non scontati. E poi… la qualità di due vibranti sfide con titoli in palio, destinate ad infiammare il pubblico del palasport ferrarese, e a trasmettere intense emozioni ai telespettatori di RAI Sport.

Evento pugilistico che praticamente ha la particolarità di esprimere un “doppio clou”. Il Campionato d’Italia dei pesi welter, che avrà per interpreti il ferrarese Antonio Licata e il romano Patrizio Moroni, poi il Campionato Europeo femminile dei pesi leggeri: con la bolognese Pamela Malvina Noutcho, imbattuta e numero 3 nel ranking mondiale della IBF, sfidata dalla fiorentina Martina Righi già campionessa d’Italia, attualmente posizionata al quarto posto per l’EBU e al numero 7 nella classifica IBF. Parliamo, pertanto, di alto livello. 

Il match Tricolore dei welter si porta dietro la definizione “ad interim”, locuzione latina che significa “nel frattempo”. Nel senso che il vincitore sarà temporaneamente campione, cioè campione momentaneo, poichè dovrà poi obbligatoriamente incontrare Michele De Filippo il duro fighter pugliese detentore della cintura e che, causa infortunio, non può difendere - com’era programmato - il suo titolo dall’assalto di Antonio Licata(foto sotto) . Il ferrarese, pertanto, troverà sulla sua strada Patrizio Moroni. Il quale è pugile che propone caratteristiche molto differenti a quelle di Michele De Filippo. L’improvvisa sostituzione ha costretto Licata e il suo allenatore Roberto Croce a modificare di colpo la preparazione e la strategia. Si tratta indubbiamente, come sempre in questi casi, di un contrattempo che porta naturalmente un evidente disagio per chi ha lavorato rigorosamente in palestra in una certa maniera per mesi, trovandosi poi a dover cambiare tanto (e con poco tempo disponibile) dal punto di vista tattico e dell’interpretazione del match. 

e3333333.jpg

Maestro” Croce quanto può essere condizionante questo intoppo?

“Una rottura di scatole, questo contrattempo. Tre mesi di intenso lavoro, preparando il combattimento sulle caratteristiche del campione in carica. E poi…”.

E poi, di colpo, dover cambiare tutto per affrontare un avversario che ha caratteristiche differenti

“Completamente differenti”.

Moroni, dunque, esprime un tipo di pugilato più simile a quello di Antonio?

“E’ meno bravo tecnicamente. Però, il vero discorso è un altro: riguarda la differenza fisica fra De Filippo, che avremmo dovuto incontrare, e Moroni che lo sostituisce. De Filippo è basso, essendo un welter di 1,70, statico, ma aggressivo e porta colpi duri. Moroni è 1 metro e 80, si muove bene sulle gambe, braccia lunghe, molta esperienza. Ha quasi una ventina di combattimenti, ne ha persi la metà ma affrontando gente di valore. Non è assolutamente da sottovalutare. Non so chi era meglio trovare fra i due…”.

I problemi rimangono, insomma, anche se davanti a Licata non ci sarà il campione in carica. E’ così?

“De Filippo sarebbe stato pericoloso per la potenza. L’altro ci porrà delle insidie per l’esperienza e per la stazza fisica. Tuttavia, ci sono anche le nostre certezze. Antonio Licata il pugilato lo sa fare bene, ha tecnica e senso tattico, con il passar dei round dovrebbe essere in grado di adattarsi alle caratteristiche dell’avversario e prendere il controllo. Verrà fuori un bel match. Tutto da vedere, da apprezzare”

Antonio Licata, un beniamino dei ferraresi, ha 25 anni, è ancora imbattuto nella sua carriera Pro: 11 combattimenti, tutti vinti. Tre successi prima del limite (1 KOT e 2 KO) dal novembre 2023 al luglio 2024, prima di quella sfida intensissima ed equilibrata contro un valoroso Luigi Francesco Zito sul ring della Unipol Arena di Casalecchio. Licata, pugile lineare, composto, dall’ottima scelta di tempo e un incisivo diretto destro, si fece preferire alla distanza. Guadagnandosi il diritto di battersi per il titolo italiano. Era il 25 ottobre 2024. La notte magica della conquista del titolo europeo da parte di Pamela Malvina Noutcho(foto).

Ed ecco Pamela. L’Infermiera del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna e contemporaneamente campionessa d’Europa dei pesi leggeri. Sul ring della “Bondi Arena” mette in palio la cintura EBU. In una difesa volontaria.

Alla faccia della difesa volontaria! Si è scelta per avversaria Martina Righi, coraggiosa ed esperta fiorentina, anche lei collocata in buona posizione nella graduatoria mondiale della IBF. 

Avvincente sfida europea fra donne italiane.

Otto match, otto vittorie per Pamela, stella della Bolognina Boxe. Se vince ancora, si apriranno per lei suggestivi orizzonti. Si ipotizza una eliminatoria mondiale. E sarebbe clamoroso, pensando che questa ragazza ha cominciato a fare la boxe tardi. Salì la primissima volta sul ring, da dilettante, che aveva 25 anni.

“Conosco le insidie di questo combattimento con Martina Righi. Abbiamo fatto questa scelta e va bene così. Il mio Team e io volevamo necessariamente un match di livello, un impegno competitivo. Perchè dobbiamo salire altri gradini. Scegliersi un’avversaria di comodo, come difesa volontaria del titolo, non avrebbe avuto senso”.

Pamela Noutcho è andata due volte, in tempi diversi, a “fare i guanti” a Londra. Contro una campionessa del mondo. Ellie Scotney. Bravissima e imbattuta detentrice di tre cinture mondiali (IBF, IBO, WBO) dei superbantam.

Ebbene, Martina Righi ha risposto andando a fare i guanti in Spagna con la stella emergente del pugilato femminile spagnolo. Sheila Martinez, già campionessa europea dei piuma, attualmente co-sfidante per il titolo dell’EBU, nonché numero 4 al mondo per la WBA nella categoria dei leggeri. Non solo. La Righi ha fatto i guanti anche con Katharina Thanderz, che è stata campionessa d’Europa e mondiale.

La trentaquattrenne atleta fiorentina, detentrice del titolo dei leggeri nel 2022 e nel 2023, prima d’una sconfitta comunque dignitosa al “Regent Circus” di Swindon contro la forte Elizabeth Oshoba il 25 novembre 2023 per  il titolo internazionale IBO dei Superpiuma, successivamente interprete di un solido combattimento a Marsiglia (ed un verdetto stretto di parità) affrontando Emma Gongora, sente di avere ancora qualcosa d’importante da dimostrare. 

Ha cambiato palestra. “Adesso io mi alleno ad Arenzano, alla Rossetto Boxe. Sono seguita, sulla parte tecnica, dal maestro Simone Rossetto. Mentre per quanto riguarda il condizionamento atletico lavoro con Jobel De Castro a Firenze, che è la mia città”

A proposito di Jobel de Castro. E’ un personaggio del Calcio Storico fiorentino. Origini filippine, ma nato e cresciuto a Firenze, De Castro è giocatore di rugby ed è stato inoltre vincitore dell’edizione 2022 del Calcio Storico Fiorentino giocando da mediano negli Azzurri di Santa Croce.

Martina, dopo i tanti round di guanti fatti con Pamela negli anni scorsi, adesso arriva il momento della sfida vera e propria. In palio c’è il titolo europeo!

“E sono convintissima verrà fuori un match spettacolare, perchè il livello è alto, siamo preparatissime. Abbiamo due stili di boxe completamente opposti, e ciò favorirà lo spettacolo. Il movimento del pugilato femminile in Italia è in crescita. C’è energia, c’è vitalità. Speriamo che la gente se ne accorga”.

Lo meritano, le donne della boxe italiana.

Martina Righi avrà un tifoso speciale, il figlio Mattia. Che ha 14 anni. Martina cominciò a salire sul ring, da dilettante, due anni dopo la nascita di Mattia.

Ecco, la dimostrazione di una donna che ha trovato la sua strada. Come mamma, come pugile, come persona.

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 661 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go