Grande prova dello statunitense ad Atlantic City
A Jaron Ennis, detto "Boots", era richiesta una grande prestazione dopo quella un po' opaca offerta contro Karen Chuckhadzhian e grande prestazione c'è stata sul ring di Atlantic City dove il peso wekter di Filadelfia ha demolito in 6 riprese il lituano Eimantas Stanionis. Non che sia stato facilissimo ma al termine del 6° round e dopo un atterramento subìto pochi secondi prima dal pugile baltico i secondi di quest'ultimo lo hanno convinto a non continuare una battaglia perduta e lo stesso pugile non ci è sembrato ribellarsi affatto a questo saggio consiglio.
Ennis si è presentato come nei suoi migliori momenti dopo che le incertezze per un incontro sfumato con Terence Crawford e per l'idea di salire di peso lo avevano un po' distratto. Stanionis non è un pugile mediocre, ha un buon jab e spara colpi improvvisi quando riesce ad accorciare la distanza ma Ennis è troppo più bravo, più veloce di braccia e gambe, ha più potenza e maggiore personalità. Sono stati però i colpi al corpo a demolire il lituano, già un po' confuso dai cambi di guardia dell'americano che ha boxato prevalentemente da mancino.
Stanionis ha cercato di avvicinarsi per tutto il match, vi è anche riuscito, ma ha pagato un prezzo troppo alto bersagliato dai colpi d'ncontro che gli hanno insanguinato il volto e le cose sono ulteriormente peggiorate quando Ennis ha aggiunto alle sue armi il montante sia destro che sinistro. Forse Ennis, proprio per cercare il pelo nell'uovo, dovrebbe a volte non fidarsi della propria superiorità perché in fondo qualche destro volante al volto se lo è preso e con gente che ha più pepe nei guantoni di quanto ne abbia Stanionis la cosa può diventare pericolosa.
Ma, ripetiamo, è stato il lavoro al corpo, implementato da Ennis già dal 2° round, a piegare Stanionis. L'atterramento alla fine del 6° round è arrivato dopo una scarica di colpi sotto che hanno tolto la resistenza al lituano. La decisione di fermarlo è stata dunque saggia.
Rimane da vedere cosa potrà ora fare Ennis, 27enne proveniente da una famiglia di pugili, titolare di sigla IBF e adesso anche WBA, ma soprattutto miglior peso welter del mondo. Saranno forse i petrodollari sauditi a dargli quei grandi avversari che merita.



