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Cacace batte prima del limite Wood a Nottingham

 Lancio dell'asciugamani al 9° round. Per Wood carriera finita?

Continua la seconda giovinezza del peso superpiuma nordirlandese, ma di origine italiana (campana per la precisione), Anthony Cacace, 36 anni, che ha probabilmente chiuso la carriera del coetaneo inglese Leigh Wood per salvare il quale dall'inettitudine di un arbitro ha lanciato la spugna il suo allenatore Ben Davison al nono round.

Fin dall'inizio si è notata la differenza fisica fra i due pugli. Cacace è infatti un superpiuma naturale, Wood debuttava nella categoria ed appariva molto più esile. L'inglese ha approcciato l'incontro con molta decisione ma Cacace, che ha iniziato in guardia normale pur essendo essenzialmente un mancino, ha piano piano cominciato a dettare legge con il suo notevole jab sinistro che mandava spesso all'indietro la testa di Wood.  Dalla terza ripresa i continui cambi di guardia del nordirlandese hanno confuso Wood che ad onor del vero non ha mai fatto un passo indietro. A noi è parso che Cacace, che pur è andato alcune volte a vuoto senza che l'inglese sapesse approfittarne, fosse più efficace quando si decideva ad assumere l'iniziativa e lasciasse andare le mani. Sulla carta Wood avrebbe dovuto avere la mano più pesante fra i due ma probabilmente non a questo limiite di peso. 

Nel prosieguo del match si evidenziava in modo più evidente la qualità tecnica superiore di Cacace il cui jab destro era efficace, in guardia destra, come lo era il jab sinistro all'inizio. Wood aveva i suoi momenti perché le sue mani apparivano più veloci, forse lo erano anche ma ciò che conta sul ring è la scelta di tempo che era invece tutta di Cacace.

Wood cominciava il 9° round come un ossesso stringendo il nordirlandese alle corde e lì perdeva definitivamente l'incontro perché Cacace, pur combattendo sul piede dietro, lasciava andare le mani in ganci e montanti che aprivano la guardia di Wood e lo riportavano a centro ring dove una serie faceva sbandare all'indietro Wood che veniva tenuto in piedi solo dalle corde. L'arbitro John Latham faceva benissimo a contarlo nonostante le sue proteste e Wood poi si lanciava  in un assalto disperato e scriteriato finendo in balìa delle serie di Cacace. Qui sbagliava davvero l'arbitro, se uno scappa dando le spalle all'avversario, barcolla, traballa e non ne ha più che senso ha farlo continuare? Per fortuna ci pensava Ben Davison. Si chiudeva così il miglior match della serata, la serata stessa e, come detto, la bella carriera di Leigh Wood

 

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