Poco fa, 11 maggio, sul ring dell’Ota City General Gymnasium di Tokyo, L’argentino Fernando “Pumuta” Martinez (18-0), ha difeso vittoriosamente il titolo mondiale dei super mosca WBO battendo ai punti il giapponese Kazuto Ioka (31-4-1).
Unanime, ma alquanto discutibile, il verdetto che ha favorito il campione argentino (114-113, 115-112 nonché un 117-110 fuori ogni logica).
All’età di 36 anni, Ioka, campione mondiale in quattro diverse categorie di peso, a dieci mesi di distanza dal suo primo incontro con Martinez, in cui subì una netta sconfitta, ha disputato un grande match che avrebbe meritato maggior fortuna.
Le prime riprese erano la fotocopia della sfida dello scorso luglio, con Ioka che metteva a segno colpi efficaci, ma che veniva sovrastato dalla vigoria fisica, dalla potenza e dalla mole di pugni di Martinez.
A partire dalla sesta ripresa il giapponese invertiva la rotta grazie ad un efficace lavoro al corpo che fiaccava la resistenza e la mobilità del “Pumita”.
Nella decina ripresa Ioka riusciva a mettere al tappeto Martinez con due ganci sinistri consecutivi, episodio che alla gran parte degli addetti ai lavori sembrava aver portato il match dalla sua parte cosa che invece non è avvenuta.
Per Martinez, olimpionico a Rio 2016, è stata questa la prima difesa della versione WBA del titolo dopo aver abbandonato quella IBF che aveva conquistato nel 2022 battendo ai punti il filippino Jerwin Ancajas.
Già detentore delle cinture paglia WBC e WBA, mini mosca WBA, mosca WBA, super mosca Wbo e WBA, Ioka nel corso della sua carriera ha disputato ben 27 incontri con titolo mondiale in palio con un bilancio di 23 vittorie, 4 sconfitte (Ruengrueng, Donnie Nietes e due volte Martinez) e 1 pareggio (Franco).




