Il 2 giugno del 1973, 52 anni fa, sul ring dello Stade Louis II di Montecarlo, Carlos Monzon difese per la settima volta il titolo mondiale dei pesi medi battendo con un verdetto unanime si punti sull’ex monarca Emile Griffith delle Isole Vergini.
È stata questa la seconda sfida tra questi due campioni, che si erano già trovati di fronte nel settembre del 1971 al Luna Park di Buenos Aires, dove Monzon si impose per KO alla quattordicesima ripresa.
Anche in questa occasione si pensava che Monzon, 31 anni, non avrebbe avuto problemi ad imporsi sul 35enne Griffith che aveva già una lunga e logorante carriera alle spalle con 90 incontri disputati.
Le cose non andarono proprio così.
Monzon si presentò a questo match non al massimo della forma ed ebbe grossi problemi ha rientrare nei limiti di peso della categoria.
Si trovò di fronte un Griffith ispirato.
Nell’ottava ripresa Monzon barcollò per un gancio destro dell’uomo delle Isole Vergini che però non seppe approfittare della situazione favorevole.
Alla decima ripresa Monzon era indietro nel punteggio, ma riuscì ad invertire l’andamento del match buttando il cuore oltre l’ostacolo, sfruttando la sopraggiunta stanchezza di Griffith.
Alla fine il campione argentino si aggiudicò l’incontro, salvando il titolo, con un verdetto unanime ai punti (147-143, 147-144 e 147-145).
Al termine del combattimento Monzon dichiarò:
"È stato il match più difficile della mia carriera, in bilico fino all'11 round. Griffith è un grande campione, ma alla fine ho vinto giustamente”.
Per questo incontro Monzon guadagnò una borsa di 100.000 dollari. A Griffith ne andarono 45.000.
Altri tempi.
Negli anni a venire, entrambi entrarono a far parte
della International Boxing Hall of Fame di Canastota, il tempio degli immortali della boxe.




