Da tempo sofferente di un tumore alla vescica, all’età di 66 anni, in un ospedale di Londra, è venuto a mancare James Cook (25-10), giamaicano naturalizzato inglese, ex campione britannico ed europeo dei super medi.
Dopo un tentativo fallito di conquistare il titolo britannico dei pedi medi, battuto in cinque riprese nel 1988 a Sheffield da Herold Graham, Cook sali nella categoria superiore dei super medi dove raccolse le più grandi soddisfazioni della sua carriera.
Nel 1990 a Belfast divenne campione britannico con il successo in dieci riprese su Sam Storey.
Nel 1991 a Parigi conquistò il titolo europeo battendo per KO alla dodicesima ripresa il girano Pierre Winterstain, cintura che difese battendo Mark Kaylor e il francese Tarmo Uusivirta, per lasciarlo nell’aprile del 1992 nelle mani del francese Frank Nicotra.
Riconquistò il titolo britannico nel 1993 con il successo su Fidel Castro Smith per poi perderlo un anno dopo contro Cornelius Carr nell’ultimo incontro disputato in carriera.
Se Cook è stato un buon pugile nel prosieguo della sua esistenza è diventato un uomo eccezionale, un eroe silenzioso, che ha dedicato la sua vita ad aiutare il prossimo.
Ha infatti aperto una struttura nel famigerato quartiere Murder Mile di Hackney dove col il suo lavoro disinteressato si è dedicato all’insegnamento del pugilato, dando ai ragazzi una struttura che li tenesse lontani dalla strada e dalla delinquenza.
Il “centro” oltre palestra di boxe, è provvisto di uno studio musicale, tavoli da Ping pong, calcio balilla, una sala d’arte per lezioni di teatro.
Per questa sua eccezionale opera, nel 2007, a Cook è stato assegnato il “Most Excellent Order of the British Empire, una delle più importanti onorificenze del Regno Unito.




