Nella straordinaria cornice dell’Arena di Piazza Santa Croce a Firenze, domenica 8 giugno, Fabio Turchi ha conquistato il titolo WBO Global dei pesi massimi leggeri, battendo ai punti l’esperto lettone Milans Volkovs dopo una vera e propria battaglia.

L’evento, intitolato LEONE BOXING NIGHT, è stato organizzato dalla storica società OPI Since 82 della famiglia Cherchi e Leone 1947, marchio simbolo del pugilato italiano.
A distanza di poche ore dal match, abbiamo raccolto le parole del campione fiorentino.
Ciao Fabio, siamo al giorno post-match dopo un confronto sicuramente impegnativo sia fisicamente, sia psicologicamente. Come ti senti?
-Sono contento della vittoria e di aver conquistato questo titolo. È una soddisfazione che ripaga anche i dolori e gli acciacchi del post match.-

Proviamo a fare l’analisi del tuo match.
-Volkovs è stato un avversario tosto. I suoi colpi non erano particolarmente pesanti, ma al terzo round ho subito una frattura all’orbita destra che mi ha ridotto molto la visione periferica. Questo ha complicato notevolmente il resto dell’incontro, che ho affrontato praticamente con un occhio solo.-
Alla fine dell’incontro ti abbiamo visto con il viso abbastanza segnato. I colpi di Volkovs sono molto pesanti?
-Non direi pesantissimi, ma la frattura ha reso ogni scambio più insidioso e faticoso.- P
Non è la prima volta che mostri di essere un guerriero sul ring. Questo stile dispendioso è una tua scelta o una necessità?
-Per la mia conformazione fisica, spesso mi trovo di fronte avversari con leve più lunghe. Per questo sono “costretto” a prendermi più rischi e a combattere a viso aperto. È uno stile che fa parte di me, anche se ovviamente è molto dispendioso.-
C’è stato un momento in cui ti sei sentito in vera difficoltà?
-Direi quasi tutto il match. Combattere senza vedere da un occhio non è semplice, ma ho stretto i denti e ho pensato solo a fare il mio dovere.-
Dopo aver visto Balli e Rao perdere nei match precedenti, hai sentito più pressione?
-No, sinceramente no. Ho pensato solo a me stesso e a quello che dovevo fare.-
Avevi preparato una strategia specifica per questo match?
-Con Giacobbe Fragomeni abbiamo lavorato molto su movimenti di testa e cintura, proprio per affrontare al meglio un avversario come Volkovs.-
Il suo colpo migliore? Il suo punto debole?
-Il suo miglior colpo è sicuramente il gancio sinistro, mentre il punto debole l’ho trovato nei colpi al corpo.-

Come è stata la preparazione per questo match?
-Abbiamo lavorato duramente negli ultimi tre mesi, con grande qualità. La sinergia nel mio team mi ha permesso di arrivare al match con la giusta tranquillità.-
Da tempo sei seguito da Giacobbe Fragomeni. Come è nata questa collaborazione?
-Giacobbe è sempre stato il mio idolo. Quando ha iniziato a seguire i professionisti, io attraversavo un periodo in cui avevo bisogno di nuovi stimoli, quindi mi è venuto naturale cercarlo. E oggi posso dire che è stata una scelta giusta.-
Hai detto che una sfida con Kogasso non ti interessa. È un discorso chiuso?
-Non è una priorità. Il mio obiettivo sono sfide internazionali e lascio al mio manager il compito di disegnare il percorso. Io sono pronto per tutto.-
C’è già qualcosa di pianificato per il futuro?
Non ancora, nei prossimi giorni valuteremo insieme alla famiglia Cherchi e a Fragomeni i prossimi passi. Ma questa vittoria dimostra che posso puntare in alto.
Notizie dell'ultimora segnalano che dopo una accurata visita medica il referto non è risultato negativo. Fabio non ha subito fratture importanti e il tempo lo aiuterà a tornare in forma .




