Come già segnalato da Boxeringweb, il Tribunale Nazionale Antidoping, accogliendo la richiesta della Procura nazionale ha sospeso in via cautelare Fabio Turchi (25-3).
Tracce di Drostalonone, uno steroide anabolizzante, utilizzato in campo medico per abbassare i livelli di colesterolo, sarebbero state rinvenute nell’organismo del pugile fiorentino al controllo anti doping del match vittorioso dello scorso 8 giugno a Firenze contro il lettone Milans Volkovs che gli valse la conquista della cintura “Global” WBO dei massimi leggeri.
Attraverso il suo profilo Facebook, Fabio ha così commentato quanto successo:
“Con incredulità e profonda amarezza ho appreso dell’esito positivo al controllo antidoping effettuato in occasione del mio ultimo incontro.
È una notizia che mi ha letteralmente sconvolto.
Mai, nemmeno per un istante, avrei immaginato di trovarmi coinvolto in una situazione simile.
Questo risultato arriva come un fulmine a ciel sereno, totalmente incompatibile con la mia storia personale e sportiva, improntata da sempre alla lealtà, alla disciplina e al massimo rispetto delle regole.
Sono assolutamente certo che si tratti di un errore o, al massimo, di una contaminazione involontaria, e posso affermare con assoluta certezza che non c’è mai stato, da parte mia, alcun comportamento scorretto o scorciatoia illecita.
Proprio perché ho la coscienza completamente pulita, ho già provveduto a richiedere spontaneamente di essere ascoltato dalla Procura Nazionale Antidoping, per offrire ogni elemento utile a chiarire questa vicenda assurda e contribuire a far emergere, in tempi rapidi, la verità.
Parallelamente, ho conferito incarico ai miei legali, gli Avvocati Cosimo Cappelli e Gaetano Mari, e al mio consulente tecnico, il Dottor Giuseppe Pieraccini, Direttore del Centro di Spettrometria di Massa dell'Università di Firenze, che stanno già lavorando per ricostruire i fatti e dimostrare in modo inequivocabile la mia totale estraneità alle contestazioni mosse.
Chiedo rispetto e prudenza. La mia carriera, la mia reputazione e i sacrifici di una vita non possono essere messi in discussione da un risultato inspiegabile e contrario a tutto ciò che ho sempre rappresentato.
Sono pronto a difendermi in ogni sede, con determinazione e trasparenza.
Ringrazio di cuore chi mi è vicino in questo momento difficile. Con la forza della verità, tornerò sul ring più forte di prima, con la stessa passione e la stessa dignità che hanno sempre guidato ogni mio passo”.
Questo risultato arriva come un fulmine a ciel sereno, totalmente incompatibile con la mia storia personale e sportiva, improntata da sempre alla lealtà, alla disciplina e al massimo rispetto delle regole.
Sono assolutamente certo che si tratti di un errore o, al massimo, di una contaminazione involontaria, e posso affermare con assoluta certezza che non c’è mai stato, da parte mia, alcun comportamento scorretto o scorciatoia illecita.
Proprio perché ho la coscienza completamente pulita, ho già provveduto a richiedere spontaneamente di essere ascoltato dalla Procura Nazionale Antidoping, per offrire ogni elemento utile a chiarire questa vicenda assurda e contribuire a far emergere, in tempi rapidi, la verità.
Parallelamente, ho conferito incarico ai miei legali, gli Avvocati Cosimo Cappelli e Gaetano Mari, e al mio consulente tecnico, il Dottor Giuseppe Pieraccini, Direttore del Centro di Spettrometria di Massa dell'Università di Firenze, che stanno già lavorando per ricostruire i fatti e dimostrare in modo inequivocabile la mia totale estraneità alle contestazioni mosse.
Chiedo rispetto e prudenza. La mia carriera, la mia reputazione e i sacrifici di una vita non possono essere messi in discussione da un risultato inspiegabile e contrario a tutto ciò che ho sempre rappresentato.
Sono pronto a difendermi in ogni sede, con determinazione e trasparenza.
Ringrazio di cuore chi mi è vicino in questo momento difficile. Con la forza della verità, tornerò sul ring più forte di prima, con la stessa passione e la stessa dignità che hanno sempre guidato ogni mio passo”.




