Carriera e vita difficile di uno sfidante di Patterson
Esiste un motto di autocommiserazione che lamenta “Se non fosse per la cattiva fortuna non avrei avuto affatto fortuna” e questo motto riassume la vita di Tommy “Hurricane” Jackson. Era nato e cresciuto in povertà. Scelse per professione uno sport per il quale non aveva doti naturali. Ha avuto più successo rispetto alle sue capacità, era troppo coraggioso per il suo bene e doveva essere protetto da se stesso, fuori dal ring fu piagato dai guai e morì a 50 anni per un incidente stradale.
Jackson era nato il 9 agosto 1931 a Sparta, Georgia, era uno di 8 figli, 4 maschi e 4 femmine, cresciuti dalla madre. Ebbe poca istruzione e rimase tutta la vita analfabeta. Non aveva idea di cosa volesse fare e aveva poche scelte ma tutto cambiò quando vide un film del secondo match fra Louis e Walcott e decise che voleva essere un pugile. Con molta poca preparazione gareggiò al torneo Golden Gloves di New York del 1951 perdendo nelle semifinali delle 175 libbre nella categoria dei sottonovizi mentre Floyd Patterson vinse nelle 160 libbre categoria Open dello stesso torneo.
Con solo pochi incontri dilettantistici alle spalle Jackson passò professionista il 14 luglio del 1952 alla Eastern Parkway Arena di Brooklyn. Il suo stile eccentrico lo rese velocemente un favorito del pubblico nel circuito delle piccole sale di New York. Sviluppò anche un montante portato simultaneamente con le due mani. Il suo stile selvaggio, a mulino a vento attaccando senza tregua nascondeva i suoi molti difetti tecnici e riduceva di molto la sua potenza.
Dopo avere vinto I suoi primi 6 incontri fu inserito in una riunione al Madison Sqare Garden contro Shirley Pembleton e fu un pareggio sui 6 round. Subì la prima sconfitta il 30 giugno 1953 perdendo ai punti da Bert Whitehurst ma tornò al Madison nell’agosto del 1953 con un paio di vittorie. Al quindicesimo match nel gennaio del 1954 prese parte al suo primo incontro principale atterrando l’esperto Rex Layne due volte e battendolo prima del limite al 6° round alla Eastern Parkway Arena. Seguirono vittorie contro avversari di buon livello come Clarence Henry e Dan Bucceroni che aveva un record di 50 vittorie e 3 sconfitte. Era in un gran momento e la rivista Ring Magazine lo elesse Pugile del Mese. I difetti c’erano ancora e anche l’allenatore Whitey Bimstein, futuro Hall of Famer, non potè correggerli e Jimmy Slade, uno con le mani leggere, li mise in evidenza battendo ai punti Jackson nell’aprile del 1954.
Tornò al Madison in maggio battendo prima del limite Charley Norkus in 5 round ma fu poi portato oltre i suoi limiti opposto in luglio al cubano Nino Valdes. Jackson aveva detto che non usava il sacco perché questo non poteva rispondere ai colpi e a lui piaceva essere colpito. Valdes lo fece godere molto atterrandolo 3 volte nel secondo round per l’automatica fine. Con la spinta del duo Jim Norris/Frankie Carbo e della International Boxing Club Jackson mise insieme una fila di 9 vittorie nel 1955 inclusa una vittoria in rivincita su Jimmy Slade, due vittorie ai punti su un Ezzard Charles molto in declino e una vittoria prima del limite su Rex Layne per taglio a un occhio. Era salito al nr 3 nelle classifiche di The Ring Magazine e nel 1955 la sua foto fu ospitata sulla copertina. Nonostante questi riconoscimenti il fastidioso Slade salì alla ribalta battendo ai punti Jackson alla fine dell’anno. Jackson cominciò il 1956 con una vittoria ai punti su Bob Baker e una prima del limite sul gallese Johnny Williams. Il campione del mondo Rocky Marciano si era ritirato nell’aprile del 1956 e in giugno Jackson e l’imbattuto Floyd Patterson combatterono in una eliminatoria col vincitore che avrebbe affrontato Archie Moore per il titolo vacante. Più di 11.000 persone assistettero all’incontro che Patterson vinse per split decision con molti che avevano visto Patterson chiaro vincitore. In novembre Patterson mise K.O. Archie Moore conquistando il titolo vacante.
Il titolo dei pesi massimi era stato sotto il controllo della IBC ma il manager di Patterson, Cus D’Amato, si rifiutava di far firmare a Patterson un contratto con la IBC. La IBC voleva ancora il controllo del titolo così a Patterson fu ordinato di fare la sua prima difesa ancora con il loro uomo, Jackson. D’Amato si rifiutò di fare accordi con la IBC e per la prima volta in 8 anni un titolo dei massimi non fu organizzato dalla IBC. Dati i cartellini del match di eliminazione D’Amato era molto preoccupato che Patterson potesse essere derubato ma davanti a una folla di 18.000 persone al Polo Grounds di New York il 29 luglio 1957 Patterson battè Jackson prima del limite al 10° round. Atterrò Jackson nel primo, nel secondo e nel nono round. Jackson subì una dura punizione e dopo il match fu portato all’ospedale. Secondo il complicato sistema frazionato in uso con il sistema dei 10 punti Patterson era avanti 9-0 e un quarto su tutti i tre cartellini.
Jackson aveva preso un serio pestaggio in quei 10 round e solo 4 mesi dopo soffrì altri 10 ulteriori round di danni perdendo con Eddie Machen per abbandono.
Lo stile irregolare e frenetico, aperto, era stato visto come divertente ma ora c’era genuina preoccupazione per la salute di Jackson. Il capo della Commissione Atletica dello Stato di New York supplicò Jackson di ritirarsi e dopo il match con Machen la Commissione della California lo sospese e lo stessa Commissione di New York la seguì. Ci fu una proposta per Jackson in Gran Bretagna ma la Federazione Britannica seguì la decisione presa da California e New York. Il suo tempo come pugile di alto profilo era finito e si ridusse a combattere per piccole borse contro avversari modesti terminando la carriera il primo ottobre 1960 messo K.O. in 8 round da Hans Kalbfell in Germania a 29 anni.
Penso che oggi lo stile eccentrico, ad alto numero di ottani, e la sua personalità sarebbero classificati come un deficit iperattivo di attenzione ma ai tempi di Jackson questa condizione era sconosciuta. Mentre questa cosa può riguardare le disavventure sul ring non è tuttavia la piena estensione dei suoi problemi. Nel gennaio del 1957 mentre guidava la sua auto Jackson investì e uccise una passante. Fu assolto per l’investimento ma condannato per guida con patente falsa. Evitò serie conseguenze e il giudice disse: “ Credo che uno come lui sarebbe abbastanza stupido da accettare una licenza come quella, così per questa volta lo scuso”. Sei mesi più tardi Jackson combatteva con Floyd Patterson per il titolo mondiale.
Nel 1962 fu arrestato per aggressione poi sparì dalle notizie lavorando come lustrascarpe e guidando un taxi. Soffrì un infarto nel 1981 e il 20 febbraio 1982 fu investito da un’auto morendo per le ferite riportate.



