L'inglese ancora una volta fa pesare la sua potenza a Londra
Incredibile vittoria prima del limite all11° round di Fabio Wardley che ancora una volta rovescia non solo il pronostico ma anche l'andamento dell'incontro eliminando Joseph Parker dalla rincorsa ad Oleksandr Usyk e prendendone, forse, ll posto. Proprio quando sembrava che il match avesse preso la strada della vittoria per il neozelandese il destro dell'inglese è risultato determinante.
Parker aveva vinto la prima ripresa con una scarica nei secondi finali che aveva costretto Wardley all'angolo e il neozelandese aveva rischiato grosso nel 2° round colpito dal destro atomico di Wardley ed aveva sputato il paradenti guadagnando secondi preziosi per riprendersi. Il match però dal 4° round stava scivolando verso lo stesso Parker che aveva iniziato a far funzionare il jab sinistro con una certa continuità e portava colpi in combinazione mentre Wardley cercava il colpo duro e sembrava in affanno. Wardley aveva fatto una discreta ottava ripresa ma poi Parker aveva ripreso a guidare il gioco e sembrava essere così pure nel 10°round quando un montante destro di Wardley cambiava tutto.
Parker accusava e arretrava, Wardley si scatenava ma non riusciva a chiudere mentre il neozelandese cercava di sfuggire alla tempesta muovendo il tronco e cercando inutilmente di legare. Salvato dal gong Parker non si riprendeva a sufficienza nel minuto di intervallo ma anche Wardley sembrava pagare lo sforzo sostenuto. Bastava però un altro destro al volto a mettere nuovamente in crisi Parker che subiva colpi su colpi alle corde con Wardley ancora scatenato.
L'intervento del terzo uomo potrà essere sembrato lievemente affrettato ma non ci sentiamo di sostenere questa tesi, mancava ancora parecchio al gong e il rischio cominciava ad essere alto. Il pugile accennava a una protesta, il suo angolo no.
Joseph Parker è un buon peso massimo, ha un bel jab e buona selezione dei colpi ma a questi pesi basta un colpo messo bene e Wardley lo ha fatto troppe volte perché possa sembrare un caso. L'inglese, che ricordiamo non è mai stato dilettante ma migliora ad ogni incontro e lento certo non è, ha evidenti lacune difensive però incassa molto bene e ha la dinamite nei guantoni e questa dinamite ha fatto la differenza. Che questo possa bastare contro un fuoriclasse come Usyk è tutto da dimostrare ma il risultato di stasera insegna ancora una volta che sul ring, soprattutto fra pesi massimi, di scontato non c'è nullla.



