Al PalaDozza l’esperienza dell' argentina, e il tentacolare sinistro, insidie per l’imbattuta italiana. Occhi puntati anche sul Tricolore dei piuma
di Maurizio Roveri
“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto” (Oscar Wilde).
Il famoso scrittore e drammaturgo irlandese dell’Ottocento, l’autore del celebre romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, aveva capito benissimo l’universo femminile. E la forza mentale delle donne. In quella sua citazione c’è davvero una grande verità.
Le donne sanno combattere. Le donne sanno essere competitive. Nella vita. Nello sport.
Anche sul ring.
Lo dimostrano le storie di Pamela Malvina Noutcho Sawa e di Karen Elizabeth Carabajal. Avversarie stasera sul ring del “Madison” di Piazza Azzarita. In palio la cintura mondiale IBO dei pesi Leggeri.
Donne coraggiose. Donne che hanno combattuto per una vita migliore.

Pamela, nata in Camerun e arrivata in Italia all’età di 8 anni assieme a mamma e fratelli, a Perugia. Dove papà Andre Raymond Noutcho s’era trasferito per studiare all’università, trovando poi un buon lavoro e potendo così riunire tutta la famiglia nel capoluogo umbro. Pamela che poi, appena maggiorenne, scelse di andare a vivere da sola a Bologna. Per frequentare la prestigiosa Alma Mater Studiorum. Pochi soldi in tasca, ma una enorme costanza a indirizzare il suo futuro. La laurea in Infermieristica, il tirocinio, poi due anni all’ospedale di Sassuolo e dal 2019 è Infermiera al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna.
Per 22 lunghi anni, dall’arrivo in Italia, ha atteso quel “pezzo di carta” che sanciva la sua cittadinanza italiana. “Sono una donna, sono nera, sono Pamela. E mi sento italiana”. Disse così, un giorno, in un video apparso in Facebook. Aveva da poco vinto i Campionati Assoluti Dilettanti. Amava quella medaglia d’oro. Sognava l’Olimpiade in maglia azzurra, ma… non poteva, non era cittadina italiana. All’età di 30 anni, finalmente, veniva sancito quello che era un suo diritto.
Sul ring, dal settembre 2023, ha dato vita ad una autentica cavalcata che in breve l’ha portata verso i livelli più alti. L’uno dopo l’altro, ha vinto il titolo Italiano, l’Europeo Silver dell’EBU, il campionato Europeo vero e proprio, difeso poi con una vittoria alla maniera forte. E’ stata designata dalla International Boxing Organization per questa sfida che la Promo Boxe Italia organizza. Il titolo è vacante. Pamela, la “guerriera di Bologna”, è anche la numero 1 fra le contenders di Beatriz “The Beast” Ferreira la campionessa brasiliana della IBF.
Si è preparata in maniera maniacale con il suo allenatore Alessandro Danè, con il preparatore atletico Simone Tropiano, e ascoltando i preziosi suggerimenti del “vecchio saggio” Franco Palmieri. E senza mai “staccare” dal suo lavoro principale, quello di Infermiera del Pronto Soccorso, un lavoro di grande responsabilità che quotidianamente ti porta a contatto con sofferenza, emergenze, difficoltà.

Karen Elizabeth Carabajal, argentina di Buenos Aires, detta “La Burbuja” per quei suoi grandi occhi che risaltavano come bolle su un viso che era magro quando frequentava da adolescente la palestra dell’Almagro Boxing Club, è cresciuta in un quartiere popolare della metropoli argentina. Il padre ha avuto problemi con l’alcolismo. Disagi che si sono riflessi sulla famiglia. La palestra è stata una seconda casa per Karen Elizabeth. Di più, è stata per lei una seconda famiglia. Inizialmente era silenziosa, ascoltava ed eseguiva le indicazioni dell’allenatore. Era l’unica ragazza, lì nella Gym dell’Almagro. E allora faceva sparring con i ragazzi. Nel tempo è andato a crearsi un bellissimo feeling. E lei si è aperta di più. La boxe l’ha aiutata a crescere. Le ha trasmesso personalità.
Pugile Professionista dal 2013, Karen “Burbuja” Carabajal ha vinto 25 match su 27. Tre volte detentrice del Titolo del Sudamerica, due volte campionessa del Titolo Latino, e due volte campionessa d’Argentina.
Pugile e psicologa. Scelse di studiare psicologia, laureandosi nel 2015 alla Universidad de Buenos Aires (UBA).
Da sei anni Karen è anche mamma.
Quali sono le insidie per Pamela Malvina Noutcho? 1) La vasta esperienza della argentina. Carabajal ha il triplo dei match di Pamela (la quale è imbattuta, in 9 incontri) e ha disputato due volte il mondiale, seppur perdendo ai punti; 2) il tentacolare sinistro che “la Burbuja” sa usare in tanti modi e con incisività; 3) l’allungo superiore della pugile di Buenos Aires; 4) la mobilità sulle gambe.
LE ITALIANE “MONDIALI” - Se la bolognese Pamela Noutcho stasera vince, diventa la sesta italiana a conquistare il mondo. Quali sono state le altre cinque? In ordine cronologico: Stefania Bianchini, “la Principessa”, milanese, campionessa mondiale WBC dei pesi mosca nel 2005, 2006, 2007. Simona Galassi, “la Regina di Romagna”, forlivese, mancina, la più grande pugile italiana in assoluto. Dopo una carriera Dilettantistica da 25 “Ori”, tra i quali 3 Mondiali, in una attività da 87 match, 86 vittorie e… un furto in Turchia, Simona ha dominato anche da Professionista: campionessa del mondo WBC dei mosca togliendolo alla Bianchini (battuta anche nella rivincita), titolo mantenuto nel 2009 e nel 2010. Conquistando poi la cintura IBF dei supermosca nel 2012. Oltre ad essere stata 6 volte numero 1 in Europa. Straordinaria. E ancora: Laura Tavecchio, lombarda di Erba, detentrice (ad interim) del Mondiale WBA dei leggeri. Emanuela Pantani, maremmana, il 19 dicembre 2008 conquistò il titolo iridato WBA dei gallo. Vissia Trovato, milanese, campionessa del mondo IBO dei supergallo nel 2016.
Una curiosità. C’è già stata una sfida italo-argentina. Quando la grossetana Pantani vinse il mondiale nel 2008 sconfisse Betina Garino, di Rio Tercero (Cordoba).
Il talentuoso Weslati
I MATCH DI CONTORNO - Il match per il titolo italiano dei piuma fra Weslati e Setaro. Un match tutto da gustare. A livello tecnico e tattico. Ghaith Weslati, il tunisino-livornese, “gioiello” del maestro Lenny Bottai, è un talento. Grande senso del tempo e della misura. Avrebbe potuto combattere prima per il Tricolore, non è stato possibile per rinunce degli avversari. Setaro no. Setaro ci sta. E’ pronto alla sfida. Il lombardo in conferenza stampa ha detto: “Mi è stata data questa opportunità e l’ho presa al volo”.
Il lombardo Nicolo Setaro
E un altro combattimento da ammirare, prevedibilmente gonfio di emozioni, sarà la sfida dei superwelter tra l’imbattuto Francesco Magrì e il sardo-ligure Luigi Francesco Zito che ha fiato ed energia per un pressing continuo. Da ammirare un altro “prospetto” molto interessante, il ventiquattrenne superwelter imbattuto Cezar Ieseanu. Ovviamente a Bologna occhi puntati su Biancamaria Tessari, stella emergente della Sempre Avanti. In lei crede molto Loreni. Che ha già annunciato: “Nel 2026 faremo con Biancamaria Tessari il titolo EBU Silver”. Sulla strada, dunque, già percorsa da Pamela Noutcho.
IL PROGRAMMA ORARIO
(Palasport di Bologna, Piazza Azzarita).
Ore 20.25. Pesi super welter: Cezar Ieseanu (Crema, 8+, kg.70,750) contro Riccardo Pompeo Mellone (Eboli, 3+, 43-, 1=, kg 71.450). 6 round.
Ore 20.55. Pesi leggeri femminile: Biancamaria Tessari (Bologna, 3+, 0-, kg. 60.00) contro Dunja Bocan (Serbia, 2+, 15-, 1=, kg. 58.100). 8 round.
Ore 21.25: Francesco Magrì (Taranto, 7+, kg. 70.250) contro Luigi Francesco Zito (Cagliari, 5+, 5-, 4=, kg 69.900). 8 round.
Ore 22.05: Campionato Italiano pesi Piuma: Ghaith Weslati (Livorno, 11+, kg. 56.850) contro Nicolò Setaro (Milano, 8+, 2-, kg. 56.300) 10 round. Titolo vacante.
Arbitro: Mani Ajet. Giuria: Harpula-Roda-Nardelli. Supervisor: Luigi Boscarelli. Medico: dott. Giuseppe Romeo.
Ore 23: Campionato Mondiale IBO Pesi leggeri (10 round):
Pamela Noutcho Sawa (Bologna, 9+, kg. 60.500) contro Karen Elizabeth Carabajal (Argentina, 25+,2-, kg. 60.800) 10 round.
Titolo vacante.
Giuria IBO. Supervisor: Erica Petroni (Stati Uniti). Arbitro: Salvador Rodriguez (Spagna). Giudici: Roda-Piras-Montella. Medico: dott. Giovanni Iancu.
Davide Novelli Intervista Pamela
Diretta televisiva. RaiSport, ore 23.
Apertura cancelli: ore 18,30



