Con l’impresa della Noutcho l’Italia ha di nuovo un titolo Mondiale. Nel sottoclou l’arte di Weslati
Di Maurizio Roveri
Nel cuore d’una magica notte bolognese, nei sotterranei del “Madison” di Piazza Azzarita, vecchio e ancor fascinoso tempio di basket e di boxe, la neo-campionessa del mondo della IBO (International Boxing Organization) ha improvvisato una conferenza stampa. Per i giornalisti presenti, per gli amici, per la sua famiglia. Parole che arrivavano dal cuore, dette con profondo sentimento, in semplicità, da una Donna speciale. Davanti a lei, sul tavolo, un microfono. E la cintura IBO, che sotto la luce dei neon rifletteva i suoi colori dorati illuminando la scena.

“Non riesco ancora a realizzare. Ho paura che sto dormendo e che mi sveglierò e dovrò ancora combattere. Non ci credo. Ho fatto un Mondiale, un titolo così prestigioso. E di averlo vinto. La cosa che mi fa realizzare che è tutto reale sono queste bozze (e lo dice toccandosi la fronte) e il mal di testa che ho…”.
“Ho combattuto duro. E’ stato un bel match per come l’ho vissuto io. Una battaglia di grande intensità perchè lei, Karen Elizabeth Carabajal, ha lottato duro fino all’ultimo round e mi ha costretta a tirar fuori tutto l’orgoglio e a non mollare mai”.
“Un match che mi ha fatto vedere quei lati sui quali dovrò lavorare per migliorarmi ancora. Ne parlerò con il mio staff tecnico e valuteremo. Intanto, sono qui. Con questa cintura mondiale davanti a me. L’emozione è forte forte. Riuscire a partire dal basso, da una piccola palestra come la Bolognina Boxe, e anno dopo anno con un costante rigoroso lavoro poter passare dal titolo Italiano all’EBU Silver, al titolo Europeo, conquistato e poi difeso vittoriosamente, fino ad arrivare a battermi per il Mondiale. E conquistarla, questa cintura. Il titolo IBO dei pesi leggeri”.
“Le cose che molto spesso sottovalutiamo nascondono dei grandi tesori. Ecco, questa conquista è l’esempio che, coltivando e investendo, in tutti i lati della società e della vita si possono raggiungere obiettivi importanti”.
Pamela Malvina Noutcho ha dunque allungato i suoi pugni da pugile imbattuta (10+, 0-) sulla cintura della International Boxing Organization. Un titolo, quello della IBO, che in passato - fra i grandi della boxe mondiale - è stato detenuto da Personaggi come Manny Pacquiao, Mike Tyson, Larry Holmes, Lennox Lewis, George Foreman, Evander Holyfield. Recentemente da due italiani come Michael Magnesi (dal 2020 al 2022) ed Etinosa Oliha.
Attualmente l’IBO è uno dei titoli dei quali è in possesso Oleksandr Usyk. Anche Dmitrij Bivol.
La parola al Sindaco di Bologna. Matteo Lepore. “Voglio ringraziare Pamela a nome della città di Bologna. E le persone che lavorano con Pamela, anche perchè da anni lei è cresciuta in questa città, con persone che hanno creduto in lei. Per noi tutti questo successo di Pamela significa tanto: per la Bolognina, per la Bolognina Boxe e per Bologna. Sicuramente la premieremo a Palazzo Comunale. Mi piacerebbe premiare lei e tutte le persone che collaborano con lei”.
Il Premio, per Pamela e i suoi collaboratori, dovrebbe essere la Turrita d’argento.
Alessandro Danè è il giovane tecnico che gestisce, con energia ed entusiasmo, l’organizzazione e gli allenamenti della Bolognina Boxe. Una palestra popolare, la cui avventura è cominciata non tanti anni fa, ma è cresciuta in fretta. Con la sua attività, la sua credibilità. Più di duecento tesserati, di diverse età e di diverse etnie. La vittoria di Pamela è una festa per tutti loro, per quei ragazzi ad esempio che hanno storie delicate, difficili alle spalle come quella di Romina che è diventata un docu-film, già pluripremiato, del regista Valerio Lo Muzio, oppure quella di un ragazzo che fuggì dalla guerra e, partito da Kabul, attraversò mezzo mondo dentro un container, fino ad arrivare nel territorio bolognese.
Storie di vita, di inclusione, di accoglienza, di amicizia, di riscatto sociale. Questo è il mondo multietnico della Bolognina Boxe. All’insegna di uno slogan “Gente che lotta dentro e fuori dal ring”.
Pamela Malvina Noutcho Sawa, che ha 33 anni e vive in Italia da quando era bambina di 8 anni, bolognese da quand’era maggiorenne, laureata all’Università di Bologna (per studiare alla celebre Alma Mater Studiorum lasciò Perugia, e la famiglia che ancora vive in Umbria), Infermiera del Pronto Soccorso del Maggiore dal 2019, rappresenta perfettamente l’immagine di chi nella vita - con costanza, determinazione, fatica, sacrificio, lavoro, umiltà - ce l’ha fatta. Ad emergere. A conquistare la stima ed il rispetto di tutta la gente. Nel lavoro di tutti i giorni (e il suo è di enorme responsabilità). E nello sport, sul ring, dove occorre una grande solidità mentale. Principalmente. Altrimenti battaglie durissime come quella di ieri sera non si potrebbero vincere.

Pamela è stata più forte della sofferenza. Ha toccato anche il tappeto, inciampando sì nell’indietreggiare, ma raggiunta anche dal montante della Carabajal. Un knock down di pochi attimi.
Giusto il conteggio dell’arbitro spagnolo.
Pamela non si è disorientata. Non ha concesso spazio ai cattivi pensieri. Ha raddoppiato lo sforzo. Continuando ad attaccare, a pressare l’atleta argentina, la quale ha cercato di fermare la bolognese con quel sinistro tentacolare insidiosissimo.
Di colpi, in una sera di fuoco sul ring del PalaDozza, Pamela ne ha subìti e diversi! Ma ne ha portati di più. Di più. Riuscendo alfine a prevalere su un’avversaria profondamente esperta e tecnicamente brava. Onore anche a lei, a Karen Elizabeth Carabajal. Soprannominata “la Burbuja”. Sconfitta di stretta misura.
Verdetto di vittoria ai punti per la pugile bolognese. Con un giudizio di split decision. Vale a dire due Giudici sui loro cartellini hanno valutato Pamela in vantaggio al termine dei dieci intensissimi, selvaggi round. E per il giudizio di un giudice era davanti l’argentina Carabajal.
Alessandro Danè, l’allenatore di Pamela, è anche lui sul tetto del mondo. Ecco quelle che, nella notte bolognese, sono state le sue prime riflessioni. “Sapevamo che Karen Elizabeth Carabajal era un’avversaria di altissimo livello, e tale s’è dimostrata. Sono stati dieci round molto molto combattuti. Decisione sul filo di lana. Anch’io ho valutato 95-94 per Pamela. E lei, Pamela, ha dimostrato di poter stare ai livelli mondiali. Credo che, in questa dimensione, sia al primo gradino della sua ascesa”.
Il tecnico della Bolognina Boxe, parlando del significato di questa vittoria e di questo titolo mondiale conquistato dalla sua Pugile, afferma: “Pamela è una donna forte, che ha cuore, che sa essere competitiva. Ci riempie d’orgoglio. Non abbiamo niente da invidiare all’Inghilterra o agli Stati Uniti. Anche in Italia abbiamo Pugili di alto livello”.
Ancora una domanda per Pamela: Adesso, dopo 130 giorni di rigorosissima e dura preparazione, e una battaglia sul filo del rasoio che così aspra, così difficile, non l’avevi affrontata mai in carriera, ti prenderai finalmente un po’ di vacanza…
“No, per ora no. Vado al lavoro”.
In realtà Pamela non ha mai “staccato”. Era a lavorare anche alla antivigilia del match mondiale. Quando, durante le rare pause (tipo la pausa pranzo) ne approfittava per “mimare” i colpi, le serie, le combinazioni da portare sul ring del PalaDozza. E forse i colleghi le stavano ad una certa distanza…
E ORA IL COLOSSEO? - Nella lunga notte bolognese è spuntata anche una voce. Strana, molto strana. Comunque gonfia di suggestioni. Si ipotizza un evento straordinario, nel 2026, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni della Federazione Pugilistica Italiana. I pugili più grandi del nostro pugilato sarebbero impegnati in una notte “unica” a Roma. A combattere, nel Colosseo. E Pamela Malvina Noutcho, attualmente detentrice dell’unico titolo mondiale della boxe italiana, potrebbe affrontare la Campionessa di un’altra Sigla mondiale. Forse Terry Harper, che detiene la cintura WBO dei Leggeri.
Una… indiscrezione, questa del Colosseo, che Mario Loreni bolla immediatamente usando il termine “fantasticherie”.
Il manager di Pamela, e organizzatore della serata bolognese in collaborazione con Bolognina Boxe, polemizza con il verdetto di split decision. “Per me, Pamela aveva vinto di 3 punti”.

WESLATI VERO TALENTO - Nel sottoclou del Mondiale femminile è andato in scena il Campionato d’Italia dei pesi piuma. Ecco, ho visto un “gioiello”. Ghaith Weslati, il tunisino di Livorno. E la bellezza della sua boxe. Lui rappresenta il futuro del pugilato italiano.
RISULTATI
Campionato Mondiale IBO dei Pesi Leggeri: Pamela Malvina Noutcho (Bologna, kg. 60,500) batte Karen Elizabeth Carabajal (Argentina, kg 60.800) ai punti. Split Decision.
Arbitro Salvador Rodriguez (Spagna).
Giudici: Roda, Piras, Montella.
I cartellini: 97-92, 94-95, 95-94.
Campionato d’Italia Pesi piuma: Ghaith Weslati (Livorno, kg. 56,850) batte per KOT al quarto round Nicoló Setaro (Sesto San Giovanni, kg 56.300).
Pesi superwelter: Francesco Magrì (Taranto, kg 70.250) e Luigi Francesco Zito (Cagliari, kg. 69.900) incontro pari sulla distanza delle 8 riprese.
Pesi Leggeri femminile: Biancamaria Tessari (Bologna, kg 60) batte Dunja Bocan (Serbia, kg.58.100) per abbandono a 1’45” del terzo round.
Pesi Superwelter: Cezar Iezeanu (Crema, kg 70.750) batte Riccardo Pompeo Mellone (Eboli, kg. 71.450) per KOT a 28” del terzo round.



