A Bergamo, nello stesso giorno che avrebbe compiuto 82 anni, è venuto a mancare Ermanno Fasoli (36-5-2), olimpionico a Tokyo 64 e campione italiano tra i super leggeri.
Grazie alla vittoria ai campionati nazionali dilettanti del 1964, Fasoli riuscì ad ottenere il posto da titolare della squadra nazionale per i giochi di Tokyo, dove al terzo turno venne eliminato dal rumeno Mihalic.
Combattè tra i dilettanti per un altro anno vincendo la medaglia di bronzo agli europei di Berlino 65, battuto in semifinale dal polacco Jerzy Kuley, campione olimpico in carica.
Nel 1966 passò professionista disputando 22 incontri in meno di tre anni, cosa oggi impossibile.
Nel 1969 a Cecina conquistò il titolo italiano battendo ai punti il livornese Romano Fanali che quattro mesi prima lo aveva battuto per intervento medico alla settima ripresa.
Difese il titolo in quattro occasioni (Cerù, Duranti, Fanali, Melissano), prima di lasciarlo nel marzo del 1971 a Cantù nelle mani di Piero Cerù.
Dopo la sconfitta per KO alla quarta ripresa contro il non trascendentale Joseph Sossou, del febbraio 72 a Parigi, Fasoli, a solo 28 anni, appese i fatidici guantoni al chiodo.




