I progetti del manager Mario Loreni. Frattanto, ci si interroga per la modesta affluenza di pubblico all’Evento di venerdì a Bologna
Di Maurizio Roveri
Mario Loreni, con tutta la sapienza da esperto manager, e organizzatore, ha pilotato Pamela Malvina Noutcho Sawa alla conquista del titolo Mondiale IBO (International Boxing Organization). Seguendo in questi anni un percorso logico. Attraverso una lucida programmazione, che si è rivelata corretta. In sintonia, ovviamente, con la Bolognina Boxe la palestra popolare che ha sempre preparato la pugile bolognese ad affrontare passo dopo passo questo percorso. Dalla conquista del campionato d’Italia del settembre 2023 alla vittoria nella sfida con l’inglese Jordan Barker Porter per il titolo EBU Silver, trampolino di lancio per arrivare all’Europeo vero e proprio. Quell’Europeo che Pamela Noutcho vinse nell’ottobre dell’anno scorso sconfiggendo ai punti, nettamente, la serba Nina Pavlovic. E che ha successivamente difeso con successo (KOT al primo round).
La sfida mondiale alla quotata Karen Elizabeth Carabajal rappresentava un chiaro salto di qualità. Un impegno decisamente più improbo. Per il valore dell’avversaria. E per la sua maggiore esperienza. Ovvio, trattandosi di un Mondiale.
E Pamela, allenata da Alessandro Danè, s’è fatta trovare prontissima alla difficile sfida. Ci ha messo l’anima nella trepidante battaglia, laddove la tecnica - in certi momenti - sembrava non sufficiente. Realizzando - a mio parere - una prestazione importante sul piano dell’intensità, della pressione, della solidità mentale. In considerazione soprattutto, ribadisco, dello spessore della “Burbuja” Carabajal e della sua espressione pugilistica.
In tre sigle mondiali (compresa la stessa IBO) la pugile argentina era posizionata davanti alla pugile italiana.
Voglio ricordare che Pamela è arrivata a questo appuntamento mondiale con appena 9 match Professionistici alle spalle. Contro i 27 della Carabajal, che peraltro aveva vissuto già due esperienze mondiali (affrontando Katie Taylor e Rhiannon Dixon).
Tutto bene nella notte del primo Mondiale in assoluto nella lunga storia del pugilato di Bologna?
Sì e no.

Sì per la conquista della cintura IBO da parte di Pamela Malvina Noutcho. Diventata campionessa del Mondo da imbattuta e al decimo combattimento da Pro.
No per la risposta della città. A livello di “presenze”, intendo dire. Ampi vuoti nel “Madison” bolognese di Piazza Azzarita. Strano. Veramente strano, trattandosi di un autentico Evento.
La realtà è che ci si aspettava decisamente più pubblico. Considerando anche la spettacolarità non soltanto del match Mondiale, ma anche di altri match (tra i quali il Campionato d’Italia dei pesi piuma).
Un pubblico non da Mondiale.
Sarà motivo di una profonda riflessione.
Presumo comunque che Mario Loreni continuerà a lavorare sulla “piazza” di Bologna. Presumibilmente in occasione d’una difesa volontaria del titolo da parte di Pamela Malvina Noutcho.
Fra i progetti dell’apprezzato manager, e presidente della Organizzazione Promo Boxe Italia, c’è la crescita dell’attività professionistica della giovane Biancamaria Tessari. Portare la pugile della Sempre Avanti Bologna al titolo italiano e poi al titolo Europeo Silver.



