Tardiva decisione di arbitro e medico
Tutto ci si poteva aspettare dal match fra Emanuel Navarrete ed Eduardo Nunez tranne che, seppur combattutissimo, fosse a senso unico. Sembra un ossimoro ma non lo è dato che Nunez non ha mai smesso di provarci, ma Navarrete ha colto la sua migliore vittoria e l'ha colta prima del limite quando arbitro e medico hanno tardivamente detto basta all'inizio dell'11° round con Nunez che dal 9° round aveva l'occhio destro completamente chiuso e stava davvero rischiando troppo.
La prima impressione vedendo i due pugili salire sul ring è stata di una sproporzione fisica a favore di Navarrete. Non disponiamo dei pesi reali a inizio match ma fra i due, che sarebbero ufficialmente due superpiuma, Navarrete sembrava essere un superwelter e Nunez un leggero. non al limite. E sorprendente è stato anche il fatto che per 3 round Navarrete abbia tenuto l'iniziativa costringendo Nunez a combattere sul piede dietro e bersagliandolo di montanti e ganci sparati da angoli imprevedibili,una delle sue migliori caratteristiche.
Solo a partire dal 4° round Nunez, sovrastato in allungo, ha cercato di dare una scossa al match accorciando la distanza e prendendo lui l'iniziativa. La scelta, comunque tardiva, era quella di lavorare duramente Navarrete al corpo per fiaccarne la condizione e il match è diventato la battaglia che ci si attendeva. Sono seguiti un 5° round al calor bianco e un 6° round che è l'unico che chi scrive ha assegnato a Nunez in virtù di un assalto alle corde nell'ultimo minuto che ha sicuramente messo qualche dubbio allo stesso Navarrete.
In realtà però Navarrete era troppo superiore nella pulizia dei colpi d'incontro, più saggio di tante altre volte nel chiudersi e anche la potenza sembrava essere nettamente dalla sua parte. A quel punto Nunez ha combattuto un match disperato con quell'occhio destro già segnatp dai sinistri di Navarrete a partire al 3° round e la situazione si faceva preoccupante per la salute di Nunez nonostante la sua trance agonistica. Il mito della boxe messicana, Julio Cesar Chavez, impegnato come telecronista, auspicava a viva voce l'nterruzione del match ma il controllo medico di inizio 10° round consentiva la prosecuzione davanti a un Eddie Hearn evidentemente preoccupato quanto perplesso.
Non siamo abituati a discutere l'operato dei medici ma decenni di boxe ci lasciavano allibiti davanti a questa decisione di lasciar proseguire che aveva come correi l'arbitro Benjamin Rodriguez e l'angolo di Nunez. Per fortuna l'arbitro e il medico rinsavivano a inizio del penultimo round forse perché il sangue aveva cominciato a sgorgare da quell'occhio. Non smetteremo mai di sostenere che la boxe non deve essere una macelleria. Nunez protestava ma questo non può sorprenderci conoscendo l'orgoglio dei pugili veri ma questa è stata la serata di un Navarrete ispirato come non mai che oltre a difendere il titolo di sigla WBO si è preso anche quello della sigla IBF che apparteneva a Nunez.



