Match in crescendo, verdetto netto
Dopo un match inizialmente noioso che ha preso però quota nella parte centrale l'inglese Caroline Dubois, 25enne sorella minore del peso massimo Daniel Dubois, ha conservato il titolo di sigla WBC delle pesi leggeri annettendosi anche quella della sigla WBO che apparteneva alla rivale sconfitta, la connazionale 29enne Terri Harper. Il pronostico è stato rispettato e la differenza secondo noi l'hanno fatta sia la superiore potenza della Dubois che una tattica eccessivamente cauta nella prima parte da parte della Harper forse intimorta dalla fama di una rivale che fra le donne è una notevole picchiatrice.
L'inizio come dicevamo è stato parecchio noioso con le due ragazze molto attente e forse un pochino nervose visti i tanti colpi a vuoto ma dal 4° round dei 10 previsti sui 2 minuti ciascuno, la musica è cambiata perché la Dubois ha cambiato passo e siccome la Harper si affidava ai piedi veloci e si spostava per il ring cercando senza trovarli i colpi d'incontro, si è messa a lavorarla per quanto possibile al corpo.
La pressione della Dubois è aumentata e a fine 6° round la Harper è andata al tappeto poco prima del gong dopo un uno-due diretto destro-gancio sinistro della mancina Dubois. Il match a questo punto ha preso una piega nettamente favorevole alla Dubois e i guai della Harper sono aumentati all'8° round quando uno scontro di teste le ha causato un brutto taglio fra naso e occhio sinistro, taglio che sanguinava copiosamente.
Negli ultimi 2 round la Harper ha tardivamente messo in atto un piano b cercando di anticipare costantemente la rivale e il match si è acceso con scambi pesanti da ambo le parti. Se è vero che in passato la Harper aveva evidenziato qualche problema di solidità che l'hanno forse portata a un pugilato più speculativo è anche vero che, visto che questo tipo di pugilato non funzionava, avrebbe dovuto correre qualche rischio in più, tanto continuando allo stesso modo il risultato non poteva essere che lo stesso.
Cartellini di 97-92 e di 98-91 due volte, quest'ultimo corrisponde al nostro.



