Fino a quando durerà tutto questo?
Qualche giorno fa il campione del mondo dei pesi massimi Oleksandr Usyk ha comunicato di rinunciare alle cinture di sigla in suo possesso e subito una delle sigle, il WBC, si è affrettato a sostituirlo con il tedesco Agit Kabayel.. Altre due sigle, la WBA e la IBF lo considerano tuttora il loro campione mentre la WBO non lo considerava tale, cosa assurda, neppure prima anche se il loro campione, Daniel Dubois, era stato messo K.O. 2 volte da Usyk. Probabilmente il fuoriclasse ucraino si è reso conto che il suo cammino pugilistico, almeno dentro il ring, è giunto al termine e, per il passo d'addio, intende scegliersi lui l'avversario senza dovere pagare nessuno. Dategli torto. Intanto si è prouso in ringraziamenti alle sigle che hanno più il sapore dello sfottò che della sincerità.
Non mi risulta, cito a memoria, che nessuno sia stato nominato campione del mondo senza combattere contro il campione in carica o contro un co-sfidante prima che lo stesso WBC detronizzasse Leon Spinks per avere concesso la rivincita a Muhammad Ali, non un frillo qualsiasi, invece che affrontare lo sfidante ufficiale Ken Norton, che rimane il primo campione dei pesi massimi a non aver mai vinto un match per il titolo avendo subito perso contro Larry Holmes. Parliamo della fine degli anni 70 quando le sigle erano ancora solo due, oltre al WBC esisteva la WBA a cui si sono poi aggiunte la IBF e la WBO.
Quello che poi è successo con la moltiplicazione di titoli e titolini fino a quelli regionali che ribattezzai di condominio è noto a tutti, ma se chiedete a chi si interessa di boxe chi sia il campione del mondo della massima categoria non potrà che rispondervi col nome di Usyk. A volte mi domando come organizzatori e televisioni o servizi streaming non si rendano conto dell'imbroglio che stanno subendo. Un match come quello che abbiamo visto fra Ennis e Zayas lo si potrebbe benissimo vendere senza che nessuna sigla ci metta sopra il cappello.
Il problema è principalmente nell'ignoranza. Purtroppo chi ha gestito questo problema prima nelle televisioni di stato e poi in quelle commerciali, pay-tv e servizi streaming, spesso non ha la più pallida idea del valore di un pugile e tanto meno dell'accoppiata tra due pugili. L'ultimo risultato di tale ignoranza è la vendita pay per view di match che non meritano certo un supplemento di danaro per essere visti. Ciò ha portato a un enorme problema di pirateria web che è pressocchè impossibile da risolvere ma giustificato più che in altri casi. Ma c'è un problema dall'altra parte e cioè che troppi pugili fanno finta di non sapere che quei titolini non valgono niente ma sanno che sono comunque utili per stare nel giro e, nei casi più di basso livello, per esibire quelle pacchiane cinture a parenti ed amici.
Rino Tommasi diceva che il problema non è avere 4 campioni definiti "del mondo", ma di averne più di uno. Sante parole.
Per contrastare questa assurdità, lo sapete, è nato il Transnational Boxing Rankings Board che ora pubblica le vere classifiche, stilate in base al confronto fra esperti del settore non a libro paga di organizzatori manager ed enti, anche per quanto riguarda la boxe femminile. E' un rimedio che si potrà cancellare quando tutte queste sigle moriranno e il re si dimostrerà essere nudo, come si suol dire.
Gutta cavat lapidem



