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Mike Tyson è stato l'ultimo campione universale della boxe

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Mike Tyson non era solo potenza, era abile soprattutto sul piano tecnico. Fisicamente partiva con l’handicap dell’altezza. Questa situazione gli imponeva due problemi. Primo, la difficoltà di accorciare la distanza. Secondo, la necessità di chiudere l’azione quando riusciva a creare il corpo a corpo. Li ha risolti entrambi brillantemente. La capacità di raggiungere l’obiettivo l’ha trovata evitando i colpi con una continua oscillazione del tronco. Millimetriche schivate, scelta di tempo e rapidità di esecuzione. Erano il suo marchio. Una volta agganciato l’avversario, l’abilità tecnica nel portare i colpi girati (ganci e montanti), con velocità e precisione, ovvero potenza, faceva il resto. Questo è un concentrato di quello che è stato Tyson sul ring. Forte e bravo nell’applicare le lezioni di Cus D’Amato.
Dopo essere diventato il più giovane campione del mondo nella storia dei pesi massimi (20 anni, cinque mesi, 22 giorni) battendo Trevor Berbick (foto), ha sconfitto James Smith, Pinklon Thomas, Tony Tucker, Tyrrell Biggs, Larry Holmes, Tony Tubbs, Michael Spinks, Frank Bruno, Carl Williams. Non penso di dire un’eresia se affermo che non mi sembra una schiera di fenomeni. I due più titolati sono Larry Holmes (39 anni all’epoca del match) e Michael Spinks (che veniva dai mediomassimi). Ma erano sicuramente il meglio che i pesi massimi potessero offrire in quel momento.
Poi, ll’11 febbraio 1990, è arrivato James Buster Douglas e la storia è cambiata. È vero, l’arbitro Octavio Meyran ha effettuato un conteggio lungo 13 secondi quando Douglas è stato spedito al tappeto da un montante destro di Iron Mike, ma è anche vero che il pugile di Columbus ha comandato il gioco. E Douglas era uno dei più deboli tra i rivali incontrati da Tyson in un mondiale.
“Il problema per Mike è quello che accade tra un match e l’altro" (cit. Bill Cayton). Per questo lo facevano combattere in continuazione.
Quindici match nell’anno dell’esordio (1985).
Tredici nella stagione del mondiale (1986).
Dopo Douglas non è stato più lo stesso, anche se è riuscito a tornare campione del mondo sconfiggendo Frank Bruno e difendendo il titolo contro Seldon. Umilianti sul piano tecnico le due battute d’arresto prima del limite contro Holyfield, pesante su quello fisico il ko subito da Lewis. Ha chiuso la carriera con tre sconfitte per knock out negli ultimi quattro incontri, perdendo anche con Danny Williams e Kevin McBride.Eppure nella testa di molti rimane l’immagine di un giovane campione che stendeva chiunque avesse il coraggio di affrontarlo.
Ha boxato come natura e tecnica gli imponevano, non ha mai risparmiato energie ed emozioni. Per questo Mike Tyson ha avuto un'enorme presa popolare. È stato l’ultimo campione universale, conosciuto in tutto il mondo..

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