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Perde Oliha, peccato. Era molto difficile, ma non impossibile

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di Dario Torromeo

Etinosa Oliha ha perso al termine di una prova coraggiosa e di carattere. Gli sono però mancate, a mio avviso, un paio di cose che alla fine sono risultate determinanti. Non ha avuto l’esplosività che gli è consueta, non ha dato sostanza ai suoi colpi. Mentre scrivo, mi viene in mente una frase che mi ha detto alla vigilia il maestro Davide Greguoldo. Parole che potrebbero spiegare in parte quello che abbiamo visto sul ring di Dublino.
“Abbiamo lavorato molto sulla difesa, ma stando bene attenti a non snaturare la sua boxe. Ci sono meccanismi delicati nella gestione di un pugile, meritano la massima attenzione. Se gli togli la naturalezza dell’azione, probabilmente prende un colpo in meno, ma non ha più esplosività e fluidità nella fase d’attacco." Ecco, analizzando tra le pieghe della frase si potrebbe trovare una risposta assai vicina alla realtà.
E Aaron McKenna? Ha colpito di più e ha colpito meglio. Ha meritato la vittoria.
Peccato. Era molto difficile, ma non impossibile.
Per sei round ho pensato che il torinese potesse farcela. Bastava solo che con il passare delle riprese quei ganci e montanti acquistassero maggiore potenza, una concretezza che avrebbe convinto l’irlandese a non prendere fiducia e avrebbbero spinto (forse) i giudici ad assegnargli qualche ripresa in più. E invece è andata per il verso sbagliato. L’altro, l’uomo di casa, ha sentito questa carenza da parte dell’italiano, e con il passare delle riprese si è fatto più intraprendente. Nella seconda parte del mondiale ha portato i colpi migliori, qualche pregevole montante e un paio di efficaci ganci. E soprattuto ne ha messi di più a segno.
Una sconfitta chiara nel punteggio, ma nella sostanza non c’è stato il dominio che i bookmaker e la stampa irlandese&britannica prevedeva. L’ultimo italiano campione del mondo dei pesi medi resta Sumbu Kalambay, un ricordo che è datato 1989. L’ultimo campione del mondo in ogni categoria di peso resta Giovanni De Carolis. Anno 2016.
Pessimo, mi sia concesso l’uso di questo aggettivo ma è quello che trovo più vicino alla descrizione della realtà, l’arbitraggio di Padraig O’Reachtagin. Non ha mai visto le continue trattenute del neo campione, i clinch a lunga durata, il bloccaggio delle braccia del rivale. Un solo richiamo non ufficiale e nulla più. Poco, troppo poco.

RISULTATI - Medi (Mondiale IBF, titolo vacante) Aaron McKenna (Irl, 72,393 kg, 21-0, 10 ko) b. Etinosa Oliha (Ita, 72,166 kg, 22-1-0, 10 ko) ai punti in 12 riprese. Arbitro: Padraig O’Reachtagin (Irl); giudici: Colin Byrne (Irl) 118-110; Pawel Kardyni (Pol) 116-112; Marco Marzuoli (Ita) 117-111. Medi: Callum Walsh b Tyker Denny p.10; Connor Coyle b Mark Beuke p. 10; Sam Hickey b Brad Axe ko 7; Stephen McKenna b Owen O’Neil kot 1; Louis Greene b Daniel Bucuc p. 6; mediomassimi: Joseph Ward b Artjom Kasparian p. 10; massimi leggeri: Patrick O’Connor b Juan Manuel Muriel abb 1.

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