
Vito&Vito guardano la tv seduti sul divano del salotto di casa. Sullo schermo Floyd Mayweather affronta Shane Mosley. È il primo maggio 2010.
Junior: “Ho deciso cosa vorrei per il mio compleanno”.
Senior: “Cosa?”
Junior: “Un corso di un mese in palestra”.
È nel seminterrato di una chiesa che comincia a tirare pugni, ha otto anni. È l’unico bambino bianco in quel salone pieno di afroamericani. Gli sembra che tutti gli occhi siano su di lui. Un po’ di ginnastica e poi subito sul ring per giocare con i guantoni. Qualcuno lo prende in giro. Lui scappa, scende i tre gradini e corre tra le braccia del papà. Si sente solo, senza amici. Vito Sr sorride e lo riaccompagna sul ring. Dopo pochi minuti, la scena si ripete. La terza volta Junior, trattenendo a forza le lacrime, decide che l’unica via di uscita è provarci. Ce la fa.
Nel New Jersey non danno la licenza da professionista a chi non ha compiuto 18 anni. Vito Jr ne ha 17. Larry Hazzard, il Commissioner, l’ha seguito da sempre, fa un’eccezione.
Il 13 luglio 2019 Vito Mielnicki jr, statunitense di origini italiane, debutta battendo per ko 1 Tamarcus Smith. Diventa il più giovane professionista nella storia del New Jersey. È già sogna una sfida mondiale. Tricia Cuzzi, italiana, è preoccupata come tutte le mamme. Se qualcuno provere a fare del male al suo piccolo, dovrà vedersela con lei.
Vito Mielnicki Sr, il marito, è nato in Polonia, poco alla volta riesce a convincerla che non si può privare il ragazzo dei suoi sogni.
Oggi Vito Melnicki Jr ha 24 anni e fa il pugile professionista, boxa da peso medio. Nelal notte tra venerdì e sabato (ora italiana) ha battuto nettamente ai punti (dopo avergli inflitto uno spettacolore knock down nel round iniziale) Austin Williams a Newark; Ha un record niente male 24-1-0 (13 ko). È nella Top 10 di Wbc, Wba, Ibf. E guarda avanti, il sogno mondiale non lo ha mai lasciato.



