logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Ultime notizie

Stefania Bianchini, la pioniera. Europeo al secondo match, poi il primo mondiale Wbc

b.jpg.jpeg

 

di Vittorio Parisi

L'ingresso di Stefania Bianchini nella Hall of Fame Italiana, dove raggiunge Simona Galassi, non è solo un tributo dovuto a una campionessa ma anche al pugilato femminile italiano essendo stata la prima donna del nostro Paese a conquistare un titolo ritenuto mondiale da una delle principali sigle, una impresa che ora, ad anni di distanza, sembra interdetta alle nostre atlete.
Come la Galassi, anche Stefania Bianchini avrebbe moto beneficiato dal nascere almeno 10/15 anni dopo, ma questa verità non toglie nulla ai suoi conseguimenti sportivi. Avvicinatasi piuttosto tardi agli sport da combattimento questa donna colta, arguta, anche con studi musicali alle spalle (suonava uno strumento difficile come l'oboe) si è dapprima rivelata come kickboxer ai più alti livelli mondiali per poi passare al pugilato con un esordio professionistico che definire micidiale è davvero poco. 
Emula di Pete Rademacher, lo statunitense vincitore alle Olimpiadi di Melbourne del 1956 che esordì nel professionismo battendosi per il titolo mondiale dei massimi perdendo dal campione Floyd Patterson,  Stefania si ritrovò sul ring di Monaco di Baviera opposta alla tedesca Regina Halmich, campionessa del mondo delle peso mosca, oggi dimenticata dai più ma all'epoca, era il 1998, una vera star del risorgente pugilato tedesco e una che sui ring di casa era talmente protetta che ai punti non avrebbe perso mai come del resto attesta la storia.
Perso il primo match Stefania conquistò il titolo europeo delle peso mosca al secondo match, battendo a Copenhagen la danese di evidenti origini turche Sengul Ozokcu che era imbattuta in 10 match disputati.
Stefania tornò campione europea battendo l'ungherese Reka Krempf. ma soprattutto conquistò il titolo mondiale WBC il 7 agosto 2005 a Rimini superando per la seconda volta l'inglese Cathy Brown e diventando la prima campionessa a quel peso per quell'ente. 
Appropriatamente soprannominata "Principessa", Stefania era promossa dall'organizzatore bresciano Mario Loreni e combatteva spesso in Lombardia e, quando non era impegnata lei stessa, era spesso fra il pubblico delle riunioni in zona.
Ci conoscemmo in quelle occasioni, lei spesso accompagnata da un simpatico cagnolino e, devo ammetterlo, fu il suo esempio a trarmi dall'incertezza sul pugilato femminile del quale divenni un sostenitore. Non altrettanto si può dire certo del grande Rino Tommasi che lo contrastava invece con fermezza. Stefania non era e non è certo donna che si lasci intimidire da nessuno, dentro e fuori da un ring, e fu capace di contrastarlo di persona. Tommasi fra le sue enormi qualità non aveva certo quella della modestia come testimonia il soprannome di "Io" che qualcuno gli affibbiò, e Stefania non riuscì a convincerlo che per una donna battersi sul ring fosse non una sbagliata concessione di un mondo maschilista come quello del pugilato ma un preciso diritto. Il tempo ha dimostrato chi avesse ragione.
Stefania partecipò anche alla creazione del sito Nonsoloboxe da me creato poi confluito in Boxeringweb nel 2009 e io cercai di seguirla il più possibile. Nel suo record di difese compaiono due pareggi che avrebbero dovuto essere vittorie. Autodefinitasi un diesel ma in realtà una combattente nata, mancina, che dava il suo meglio nel combattimento a media e corta distanza imponendo alle avversarie un ritmo frenetico, la Bianchini pareggiò a Montecarlo contro la forte cinese Xiyan Zhang solo a causa del discutibile regolamento del WBC che in caso di scontro fortuito di teste toglieva un punto alla pugile che ne era uscito senza danni al contrario della rivale.
Anche ad Ariano Polesine, dove ero a bordo ring, fu danneggiata da un verdetto di parità quando aveva vinto sia pure di stretta misura contro l' esperta e forte statunitense Eileen Olszewski in una durissima battaglia. Ma il ricordo da bordo ring più a me caro fu la vittoria di Udine ottenuta contro un'altra ragazza italiana, la siciliana Maria Rosa Tabbuso battuta nettamente. Ricordo la spasmodica concentrazione di Stefania prima, durante e anche dopo il duro match. 
Arrivò poi Simona Galassi, che da dilettante aveva vinto 3 volte il Campionato del Mondo. Se il pugilato italiano fosse stato quello di decenni prima e non già quello in declino tanto da essere ridotto alla quasi estinzione, la rivalità fra le due avrebbe potuto forse avvicinarsi a quella fra Nino Benvenuti e Sandro Mazzinghi che erano tanto diversi come lo erano le due ragazze. C'era rispetto nella rivalità fra le due e quei match arrivarono forse un pochino tardi per Stefania il cui pugilato si adattava a quello da incontrista della romagnola. Stefania vi perse 2 volte, la seconda meglio della prima, con grande dignità battendosi allo stremo per poi prendere la saggia decisione di ritirarsi per dedicarsi alla propria vita personale e al lavoro di personal trainer.
E chissà che non sia un giorno lei ad allenare una nuova campionessa targata Italia.

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 865 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go