
Grande successo dell'ottava edizione della Hall Of Fame del Pugilato Italiano, celebrata sabato 24 ottobre nelle sale del Best Western Globus Hotel di Forlì. Quella del 2026 ha visto entrare nella Casa della Gloria quattro protagonisti assoluti della nostra boxe.
Leonard Bundu (campione italiano ed europeo dei pesi welter), Lucio Zurlo (maestro e fondatore della Boxe Vesuviana, creatore di talenti e uomni), Stefania Bianchini (campionessa europea e due volte mondiale dei pesi mosca). Nell'ordine, da sinistra nella foto. (tutte le immgini di questo servizio sono di Cristiano Frasca). Il quarto premiato avrebbe dovuto essere Paolo Vidoz che, purtroppo, non ha potuto partecipare alla manifestazione. Campione italiano ed europeo, medaglia di bronzo ai Giochi di Sydney 2000.
Per la prima volta un'alta carica della Federazione Pugilistica Italiana ha voluto essere presente a una cerimonia che onora la memoria storica di uno sport dalla grande tradizione. È stato con noi il vice presidente vicario Rosario Africano (nella foto, il primo a destra, accanto a Dario Torrormeo e Alessandro Ferrarini) , che ha accompagnato a Forlì il premiato Lucio Zurlo.

Nell'evento che ha preceduto l'ormai tradizionale cerimonia della Hall of Fame, sono stati premiati nel corso di una Serata di Gala i campioni romagnoli.
Nella foto sotto, da sinistra: Matteo Signani, Valerio Nati, Alberto Servidei, Pierangelo Pira, Roberto Masini, Francesco Damiani, Simona Galassi, Nino Fiumana, Maurizio Stecca, Loris Stecca, Daniele Laghi, Alfio RIghetti. Non male, il gruppo mette assieme sei titoli mondiali e svariate cinture europee, oltre a detentori della corona italiana.

Flavio Dell'Amore, direttore ed editore di BoxeRingWeb, il quotidiano di pugilato online che organizza la Hall of Fame Italia, ha ringraziato il Comune di Forlì per il suo appoggio (nella foto sotto il consigliere comunale Leonardo Gallozzi assieme a Dell'Amore), e ha fatto gli auguri all'Edera Forlì che ha festeggiato i suoi ottanta anni di attività. In sala con noi il presidente Franco Dall'Agata e l'allenatore capo Nino Fiumana.

L'evento clou è stato ovviamente l'ingresso nella Casa della Gloria dei nuovi campioni.
Purtroppo, a causa di un malore improvviso, Paolo Vidoz non ha potuto partecipare. Niente di grave, abbastanza però da tenerlo lontano dalla festa. La targa dedicata al friulano è stata ritirata da Alessandro Ferrarini, stimato matchmaker internazionale. Il giornalista Dario Torromeo ha sottolineato i pregi e il carattere dell'ex campione europeo dei massimi (foto sotto).


Stefania Bianchini (campionessa d'Europa al secondo match, prima italiana a conquistare una cintura mondiale Wbic, due volte regina del mondo) ha raccontato le sue esperienze.
Stimolata da un ricordo di Ferrarini, ha commentato la richiesta (fatta agli albori del pugilato femminile) di sfilare per la cerimonia del peso in bikini. “Avevamo fatto tanto per conquistare credibilità e dignità, non ci sembrava certo quello il modo per guardare al futuro del nostro sport. Mi sono rifiutata:"

Le è stato chiesto quale fosse la sua qualità migliore, ha risposto: “La fame. Ero combattiva, forte, preparata. Ma è stata la fame a farmi andare avanti, non l'ho mai persa."
Sul piano personale, Stefania ha anche ricordato quanto le piacesse suonare l'oboe, di quanta passione ci mettesse. Un'abitudine persa nel tempo. “Era troppo impegnativo."

Leonard Bundu è arrivato tardi al professionismo, ma ha avuto comunque il tempo per mostrare il suo talento. Campione italiano ed europeo dei welter. Ha sconfitto in Inghilterra due campioni del livello di Gavin e Purdy. Ha battuto Daniele Petrucci in un memorabile derby per la cintura europea, in una riunione organizzata all'interno dello Stadio Pietrangeli al Foro ITalialcio con ottomila persone sugli spalti. Ha affrontato Thurman e Spence.

Ha fatto tutto questo, eppure il suo più bel ricordo... “È il mio primo titolo italiano Novizi B. Lì, dove tutto è iniziato."
Bundu ha anche ricordato che: “Il record di difese europee consecutive nei welter è mio: sono sei. Non lo sapevo, me lo ha ricordato mia sorella Antonella."
Alla domanda quale fosse la dote principale che un pugile deve avere, ha risposto così.
“La testa, è quella che gestisce tutto. Comanda i muscoli e sceglie tempo e misura. La testa governa il nostro sport."

Lucio Zurlo è il Maestro. Ha fondato la Boxe Vesuviana a Torre Annunziata, ha creato campioni tra i dilettanti e i profesisonisti. Ha salvato ragazzi da un presente difficile e da un futuro poco raccomandabile. È un grande innamorato del pugilato.
“In palestra trovo serenità. Lì sto bene. In palestra non mi serve il bastone che fuori uso per camminare. Il pugilato per me è come l'aria, indispensabile per vivere."
Ex infermiere, ha insegnato a boxare e a vivere a quellli che hanno chiesto aiuto, a chi si è rivolto a lui per imparare uno sport e fuggire dalla strada.
Con lui abbiamo parlato di un amico comune, un grande giornalista e scrittore che ci ha lascati per sempre nell'aprile scorso, il napoletano Franco Esposito. Lucio si è commosso e ha voluto abbracciare la ceramica che BoxeRIngWeb ha voluto dedicare all'uomo che è stato tra i fondatori della Hall Of Fame.

A Franco da quest'anno è intolato il Premio all'arbitro emergente della stagione. Per il 2026 è stato assegnato a Fabio Macchiarola, lo ha consegnato Giuseppe Quartarone, presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna. Lo ha ritirato Giuseppe Macchiarola, papà del premiato.

Domani pubblicheremo un video della serata.
Dentro ci saranno i campioni romagnoli e i protagonisti della Hall of Fame.
Poi, appuntamento al 2027.
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