Sesto round da paura per il messicano
Nessuno si aspettava, tanto meno Jaime Munguia, che il pressocchè sconosciuto russo Nikita Zon potesse andare vicino a togliere dalle mani del messicano il titolo di sigla WBA dei pesi supermedi, anzi nessuno si aspettava che questo match, previsto come squilibrato, percorresse tutta la distanza delle 12 riprese. Intendiamoci, nessun dubbio sulla chiara vittoria ai punti del 30enne messicano sul 32enne russo, ma ciò che è avvenuto nel 6° round ha minacciato di cambiare la storia recente della categoria portando questo round al ruolo di candidato al titolo di round del 2026.
Munguia lo conosciamo da anni, ne sappiamo pregi e difetti, il cuore da messicano, l'abilità tecnica, la capacità di combattere sul piede avanti così come la difesa, pur migliorata, non perfetta, i troppi colpi di conseguenza subiti, e un mento sospetto dopo che un non picchiatore come il còrso Bruno Surace lo aveva messo knock out. Questa storia del mento sospetto in uno che ha resistito a pugili come Canelo Alvarez è decisamente strana dato che nella boxe il colpo della domenica ci può stare ma certamente Zon ha creato problemi al messicano costringendolo inizialment d arretrare.
Munguia ha saputo rimettersi al centro del ring a partire dal 5° round e ciò ha portato ai furibondi scambi del 6° round dove un gancio sinistro di Zon ha fatto barcollare il messicano poi sottoposto a un assalto che lo ha portato a un passo da uno stop che l'arbitro Tony Weeks non ha imposto solo perché in qualche modo Munguia ha sempre risposto. Zon ha finito la benzina dopo due minuti e mezzo e Munguia ha iniziato una replica furibonda interrotta dal suono del gong.
Zon ha iniziato la carriera da mediomassimo, Munguia da superwelter e c'era un vantaggio fisico evidente per il russo che appare anche uno in possesso di un pugno notevole, però Zon non era mai andato oltre le 8 riprese nella sua breve carriera professionistica e infatti nel finale, dopo uno sforzo nel decimo round, è calato mentre Munguia cercava una soluzione prima del limite che rimediasse in qualche modo all'immagine di una fatica imprevista.
Nell'insieme il russo ha dimostrato di avere un discreto jab e una buona varietà di colpi ma meno continuità del messicano che gli è comunque superiore come varietà di colpi e continuità oltre che in precisione. Sta di fatto che a Riyadh questi due pugili hanno rubato la scena a Canelo.
Punteggi di 117-111 due volte e 116-112, concordiamo con quest'ultimo cartellino.



