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Tommasone in azione sabato in attesa di tempi migliori

Tommasone con Cintura Carmine

INTERVISTA CON CARMINE TOMMASONE

 

di Andrea Bacci

Trentatreenne di Avellino, Carmine Tommasone è ormai a pieno titolo considerato il miglior peso piuma d'Italia. Negli ultimi anni non solo ha collezionato tre cinture di discreto peso (titolo Italiano, dell'Unione Europea e l'Intercontinentale Wba per due volte) ma si è fatto anche una bella esperienza, con annesse polemiche sue malgrado, all'Olimpiade di Rio. Tommasone, fermo dall'ottobre scorso, combatterà nella riunione targata Loreni del prossimo 20 maggio a Vicenza contro il collaudatore nicaraguense Cantillano, in attesa di combattere per il titolo Europeo.

-Carmine, io credo che la prima domanda da porti non possa essere che quella del racconto della tua esperienza olimpica...

-L'Olimpiade è il sogno di tutti gli sportivi. Era una cosa che avevo sempre desiderato e che mi era mancata, soprattutto dopo che mancai la qualificazione per i Giochi di Pechino nel 2008. Io mi trovavo bene da dilettante, sono dovuto passare professionista per tutta una serie di questioni e quando si è aperta questa possibilità c'ho provato, e ho fatto bene. L'esperienza mi ha arricchito non solo dal punto di vista umano ma anche da quello professionale: quando sono tornato sul ring a ottobre avevo un piccolo bagaglio d'esperienza da mettere in gioco che prima non possedevo. In pratica salgo sul ring più tranquillo.

-Sei arrivato a disputare l'Olimpiade in cui ti sei fatto onore uscendo solo per mano del cubano Alvarez che poi ha vinto il bronzo, dopo il torneo di qualificazione in Venezuela...

-Anche quella è stata una grande esperienza. Ho fatto due grandi match e secondo me avevo vinto anche quello che mi hanno dato perso contro il thailandese, ex campione mondiale. Certamente in certe occasioni la politica conta tantissimo... Ci tengo a precisare di ciò che in quel periodo veniva scritto nei social e su facebook, che la mia partecipazione a quel torneo e poi ai Giochi è costata una fortuna alla Federazione. Non è per nulla vero: sono costato poche migliaia di euro solo al Coni come atleta olimpico, e nulla alla Federazione. Ci sono stati atleti che sono costati enormemente di più di me attraverso le APB...

Tommasone in tuta

-Di polemiche sui professionisti ai Giochi ce ne sono state tantissime...

-All'inizio ero perplesso anch'io, poi però tutto dipende dai punti di vista. Capisco molto per esempio le scelte che ha fatto Clemente Russo di rimanere nei dilettanti dove ha dei guadagni garantiti e un'attività costante. In Italia c'è il paradosso che tutto funziona al contrario di altri paesi, specialmente il discorso del professionismo sportivo per un pugile. Puoi permetterti di vivere di boxe solo da dilettante se fai parte di un gruppo sportivo, da professionista non ci vivi di certo. Ora pare che i gruppi sportivi militari possano permettere ai pugili di passare professionisti e mantenere il loro posto di lavoro, come può essere il caso di Domenico Valentino, e sarebbe un bene.

-Certo, altrimenti puntare sempre sui soliti noti provoca una stroncatura di tutto il movimento...

-E noi professionisti siamo già abbastanza stroncati. Io personalmente, nonostante sia notoriamente uno dei pugili italiani più importanti per risultati e ruolino professionale, trovo parecchia difficoltà a fare attività, e per borse poi decisamente modeste. Mi era stato offerto di andare in Inghilterra a dicembre per combattere contro Scott Quigg nel sottoclou di Joshua-Molina, ma è chiaro che in quel momento avrei fatto poco più del collaudatore. Non sarei mai potuto essere messo sullo stesso piano di praparazione di Quigg, quindi ho rinunciato.

-Ora farai un rientro nella riunione di Vicenza. Insieme a te c'è anche Valentino. Cosa pensi di lui?

-Ho una grande stima per lui, spesso io, lui e Parrinello ci siamo trovati per fare i guanti insieme. C'è stata una polemica che ci ha visto protagonisti, quando pareva che avessi soffiato il posto olimpico a lui, ma poi ci siamo chiariti. Francamente non condivido il suo passaggio al professionismo in questo momento, forse sarebbe meglio lo avesse fatto diversi anni fa, ma comunque è un grande atleta che merita grande rispetto.

-Anche tu non vivi di pugilato...

-Quando ho fatto il titolo italiano ho guadagnato duemilacinquecento euro. Poi parlo con pugili del passato che mi dicono di come con un paio di anni di difese del titolo tricolore negli anni Novanta poi ci compravi un appartamento... Io ho una gelateria che gestisco insieme alla mia fidanzata, ed è grazie a lei che mi posso permettere di fare il pugile. In teoria un atleta delle mie caratteristiche potrebbe e dovrebbe essere tutelato maggiormente, ma in pratica non è così. Anche ad Avellino all'inizio mi hanno aiutato molto, ma adesso l'interesse verso di me è andato calando, ma io non dispero e vado avanti.

-Cosa c'è nel tuo futuro?

-Qualche mese fa sono stato contattato per fare le WSB, ma dietro insistenza di Mario Loreni ho rinunciato. Sembrava potesse esserci qualcosa di importante a breve, invece adesso potrei rifare il titolo italiano e poi cercare quello Europeo. Il danese Ceylan, che è il campione in carica, dovrebbe lasciare il titolo, quindi potrebbe essere più facile per me combattere in Italia con la cintura in palio. Beh, vedremo...

Andrea Bacci

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