I due supermedi si affrontano nel sottoclou del match tra Brook e Spence
di Matteo Biancareddu
Sarà un match innervato di forti emozioni, per George Groves, quello che avrà stasera a Sheffield, in Inghilterra, dove il pugile di Londra contenderà al russo Fedor Chudinov il vacante titolo WBA Super dei supermedi. Groves, infatti, torna sul ring dopo lo sciagurato match con il tedesco Eduard Gutknecht, vinto ai punti dall'inglese a novembre 2016. Al termine di quell'incontro, Gutknecht collassò negli spogliatoi e fu subito trasferito in ospedale, dove ha giaciuto in uno stato di coma per cinque settimane, prima di risvegliarsi con funzioni cerebrali e neurologiche gravemente compromesse. A oggi, Gutknecht non ha ancora recuperato la parola e la motilità; l'auspicio è che lo faccia parzialmente in futuro, anche se i medici hanno già chiarito che non tornerà autosufficiente. Groves, come sempre accade in questi casi, ha faticato a smaltire il senso di colpa: ci è riuscito soprattutto grazie ai familiari di Gutknecht, che hanno avuto la nobiltà d'animo di rincuorarlo e sgravarlo di qualsiasi responsabilità. Delle volte, gli incidenti sul ring sono variamente addebitabili a colpe o negligenze degli attori in gioco, dall'arbitro ai secondi fino ai pugili stessi; altre volte, come in questo caso, sono da imputarsi perlopiù alla fatalità. La possibilità di inconvenienti anche gravi è comune a molti sport: per questa ragione, le speculazioni giornalistiche sull'eccessiva pericolosità del pugilato sono da considerarsi pretestuose.
Quella di sabato sarà una serata di forti e contrastanti emozioni non solo per Groves, ma anche per il pubblico che accorrerà alla riunione, imperniata sul match tra l'idolo di casa Kell Brook, campione IBF dei welter, e lo statunitense Errol Spence Jr: la ferita del recente attentato terroristico alla Manchester Arena, già teatro di innumerevoli incontri di boxe, è ancora sanguinante e lontana dal rimarginarsi. La risposta migliore al terrore collettivo generato da eventi del genere è il ritorno alla normalità, che certifica il fallimento dei subdoli intenti di qualsiasi attentato terroristico. In tal senso, c'è da augurarsi che la gente di Sheffield partecipi con il dovuto entusiasmo.
Su George Groves (25-3-0, 18 KO), ventinovenne di Hammersmith, Londra, pende come una spada di Damocle l'incognita delle scorie lasciate dal match con Gutknecht. Per il resto, il pugile inglese non può che essere molto motivato, perché ha l'impagabile occasione di vincere finalmente un titolo di sigla. Alle sue spalle, ci sono già tre tentativi andati a vuoto: un quarto fallimento non sarebbe forse una pietra tombale sulle sue persistenti ambizioni, ma certo le ridimensionerebbe drasticamente. I primi due assalti a una cintura iridata risalgono al 2013 e al 2014 e si conclusero con altrettante sconfitte per KO, entrambe per mano del connazionale Carl Froch. Tra l'insolente Groves, impaziente di usurpare il primato nazionale del rivale, e l'orgoglioso Froch, temprato da mille battaglie, c'era un'acrimonia di indubitabile autenticità, non costruita con fini promozionali. L'acredine si inasprì dopo il primo match, che Froch, atterrato nel primo round e indietro nel punteggio, vinse per il KOT sancito dall'arbitro nella nona ripresa: il provvedimento, molto criticato da Groves, fu in realtà ineccepibile. Il secondo match ebbe uno sviluppo molto più lineare: Groves preferì la boxe di rimessa a quella d'assalto esibita nel primo match, ma fu messo brutalmente KO nell'ottavo round con un diretto destro di rara potenza. L'inglese faticò a riaversi da quella duplice caduta: fece un terzo tentativo nel 2015, sfidando il campione WBC Badou Jack, ma fu battuto ai punti con verdetto non unanime. Decise allora di ripartire dal basso: le sue ultime due vittorie, sul connazionale Martin Murray e sul già citato Gutknecht, gli hanno spalancato le porte della quarta sfida mondiale. Che, in caso di ennesimo insuccesso, potrebbe restare l'ultima.
Il russo Fedor Chudinov (14-1-0, 10 KO), coetaneo di Groves e fratello del peso medio Dmitrii, è noto al grande pubblico soprattutto per l'increscioso furto che subì a febbraio 2016 in Germania, quando fu defraudato del verdetto e del titolo WBA dal locale Felix Sturm. Da allora, Chudinov non ha più combattuto e, per ovvia conseguenza, non è più tornato in possesso di un titolo di sigla. Ci proverà sabato sera a Sheffield.
Il match contrappone due pugili che fanno ampio uso del jab, senza tuttavia sottrarsi al confronto. In questo senso, dovrebbe prevalere chi terrà di più l'iniziativa e porterà il maggior numero di colpi. La conclusione prima del limite, per l'uno come per l'altro, è da considerarsi un'ipotesi poco probabile. Molto più verosimile è un verdetto ai punti, su cui potrebbe pesare il fattore ambientale favorevole a Groves.

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