
Il titolo WBA rimane in Russia
Ci piacerebbe molto visitare Ekaterinburg e dintorni, soprattutto nella bella stagione come ora. Se però ci fossimo andati per vedere il match fra Denis Lebedev e Mark Flanagan avremmo certo perso tempo attorno al ring perché questo match è stato parecchio noioso. La regola che dice che i match fra un destro e un mancino sono spesso noiosi ha molte eccezioni anche recenti ma in questo caso si è rivelata esatta. Ci sono diverse cose che non riusciamo però proprio a capire. Innanzitutto quali fossero i meriti di Flanagan, 27enne australiano, per arrivare a questo match con in palio quella cintura che la sigla WBA chiama pomposamente Super, categoria massimi leggeri, in possesso di Lebedev. Poi certo non bisogna dare troppa retta alle dichiarazioni della vigilia dei pugili e dei loro entourage ma perché Flanagan e i suoi abbiano manifestato intenzioni bellicose resta un vero mistero. Infatti Flanagan se ne è stato sulle sue per lunga parte dell'incontro. Ma come, uno può dire, ti regalano un match di peso, tu dici che farai fuoco e fiamme e poi ti accontenti di non correre rischi e vedere che aria tira pur essendo tu lo sfidante? Lebedev, in versione piuttosto pallida lui e i suoi 37 anni, si è prontamente adeguato accontentandosi di una superiorità abbastanza sterile che però serviva ad accumulare punti.
Al 9° round improvvisamente un sinistro lungo al volto da parte di Lebedev metteva giù Flanagan. L'australiano prontamente si rialzava ma Lebedev si accontentava di controllarlo senza provare a chiuderla lì e consentendo allo sfidante di recuperare al punto che Flanagan faceva una buona decima ripresa. L'australiano capiva che la partita era persa da un pezzo e alzava il ritmo, Lebedev si adeguava mostrandosi migliore di lui e tutto finiva così. Francamente un po' pochino per un match etichettato come di livello e non è che nemmeno Lebedev ci abbia fatto una grande figura. Punteggi per il russo di 120-107 e due volte 119-108 forse un po' severi per l'ospite.




