
Nel clou del Madison Square Garden
Concludendo il nostro articolo di presentazione del match Kovalev-Shabranskyy previsto al Madison Square Garden di New York scrivevamo che se Kovalev fosse stato sempre Kovalev era possibile una soluzione prima del limite. Detto e fatto. Kovalev, 34enne russo ha dimostrato due cose travolgendo il rivale ucraino in meno di 2 round completi e cioè di essere un grande pugile e nello stesso tempo che Andre Ward, che lo ha battuto prima del limite prima di ritirarsi imbattuto, era un fuoriclasse che rischia ingiustamente di non avere nella storia il posto che merita solo perché non era un personaggio. Kovalev un personaggio lo è, anche poco gradevole a volte, ma tant'è, anche molti grandi musicisti, pittori, scultori o architetti erano, passatemi l'espressione, dei gran figli di buona donna ma non per questo meno grandi artisti.
il match del Madison è iniziato con Kovalev che dettava legge con il jab sinistro appena possibile doppiato dal destro dritto o in gancio e subito si aprima una ferita al sopracciglio sinistro di Shabranskyy il quale però con un jab molto pesante faceva leggermente traballare Kovalev costringendolo a un paio di passi indietro. Subito dopo però lo stesso Kovalev metteva a segno, nemmeno completamente a dire il vero, un gran gancio destro alla testa e Shabranskyy cadeva in ginocchio. La differenza di scelta di tempo e di distanza era evidente e il match già segnato. L'ucraino, rialzatosi, tornava a terra su una serie di colpi iniziata da un sinistro ma puntualizzata soprattutto dal destro. Shabranskyy questa volta si rialzava parecchio scosso ma la fine del round rimandava la sua fine.
Nel 2° round Shabranskyy dimostrava grande cuore cercando di imporre lui il match come se nulla fosse accaduto ma tornava a terra su un gancio destro. L'arbitro Harvey Dock aveva chiaramente dei dubbi ma lasciava proseguire l'ucraino anche se speranze non ce ne potevano più essere per lui. Kovalev si scatenava e l'arbitro interrompeva il match decretando il K.O.T. con qualche secondo di ritardo. Con questa vittoria Kovalev si riprende il titolo di sigla WBO che era rimasto vacante dopo l'addio di Ward e una domanda si impone, non capisce Adonis Stevenson, campione del mondo, che continuare ad evitare Kovalev lo indica come un campione indegno?



