
Articolo di Stefano Buttafuoco
Di nuovo in Germania, di nuovo contro tutto e contro tutti.
E’ il destino di Giovanni De Carolis, Campione Mondiale Wba dei Supermedi, in procinto di difendere per la seconda volta l’ambita cintura iridata fuori dall’Italia.
Questa volta il match avrà luogo presso la MBS Arena di Potsdam, non lontano da Berlino, e suo avversario sarà quello stesso Tyron Zeuge che lo scorso 16 Luglio lo costrinse ad un verdetto di parità al termine di un incontro appassionante ed incerto fino alla fine.
Il suo avversario si dice convinto questa volta di spuntarla ed ha già rilasciato dichiarazioni di fuoco:
"Sono molto contento di avere questa seconda opportunità. Nel primo incontro sono stato fermato da un infortunio alla spalla che non mi ha permesso di esprimermi al meglio nelle ultime riprese, ma ora sto bene e le cose andranno diversamente. Dimostrerò di essere il più forte e riporterò la cintura in Germania”
Parole che danno l’idea di una apparente sicurezza e che smentiscono quanto detto a caldo da De Carolis che a fine match, lo scorso Luglio, si congratulò con il giovane tedesco per la sua sportività che lo aveva indotto ad ammettere che il dolore alla spalla fosse derivato dai colpi subiti dall’italiano.
Dettagli, che però fanno capire come la sfida, sia pure solo a livello mediatico, sia già iniziata.
“Mi sorprendono le sue dichiarazioni” ci dice il pugile romano “ma in fondo penso facciano parte del gioco. E’ evidente che Zeuge non può ammettere di essere stato sull’orlo della sconfitta prima del limite e che il primo ad accettare la mia superiorità fosse stato lui stesso. Ricordo che anche Vincent Feigenbutz cercò di sminuire la mia prestazione dichiarando di aver combattuto con la febbre, poi però nel secondo match, quando sarebbe dovuto stare meglio, ha fatto decisamente peggio perdendo per Ko. Chissà se la storia non si ripeta”.
Come è andata la preparazione ?
“Meglio non poteva andare. Dopo l’incontro di Luglio ci siamo presi una decina di giorni di riposo, poi abbiamo subito ripreso gli allenamenti. Una preparazione seria necessita d’altra parte di dieci-dodici settimane di lavoro e già prima di ferragosto siamo rientrati in palestra con carichi di peso chiaramente adeguati alle tempistiche”
Parli sempre al plurale a dimostrazione del grande legame che hai con chi ti segue da vicino
“Assolutamente si. Io, il mio staff tecnico (Italo Mattioli, Luigi Ascani e Paolo Moresi) ed il mio preparatore atletico (Antonello Regina) ci sentiamo al pari di una grande squadra. Faccio del gruppo la mia forza, sia fisica che morale, solo così posso esprimermi al meglio. Ho faticato per raggiungere il tetto del mondo e qua voglio rimanere il più possibile”
Su quale aspetto avete lavorato in particolare ?
“Ci siamo concentrati soprattutto sull’aspetto tattico. Nel primo combattimento ci siamo accorti di essere stati forse troppo monotoni e prevedibili. A Novembre vogliamo stupire tutti con una condotta decisamente diversa che metterà sono sicuro metterà in difficoltà il mio avversario”
Dal punto di vista più prettamente atletico avete introdotto elementi di novità nella preparazione ?
“Nel primo incontro abbiamo puntato molto sull’accrescimento della forza esplosiva mentre questa volta ci siamo concentrati maggiormente sulla velocità e sulla agilità. Vogliamo fare un match diverso ed abbiamo adattato la preparazione alla nostra nuova stategia tattica”
Chi ti ha aiutato nello sparring ?
“Ho lavorato con Adriano Sperandio, Emanuele Blandamura e Mirko Geografo. Non siamo molti in Italia a fare i pugili professionisti ma in questi appuntamenti cerchiamo sempre di darci una mano vicendevolmente. Nell’ultima settimana ho poi incrociato i guanti con Robin Krasniqi, ex sfidante al Titolo Mondiale ed attuale Campione Intercontinentale. Con lui ho sostenuto tre sedute molto intense che mi hanno lasciato delle sensazioni positive. Ora inizia la fase dello scarico, è partito il conto alla rovescia e non si possono più rischiare ne infortuni ne ferite”

Un'altra volta in Germania, poi forse finalmente un incontro in Italia..
“Contrattualmente dopo questo match sarò libero di combattere ovunque, ma devo essere sincero, non mi pesa difendere il titolo all’estero e non a caso stiamo già valutando delle proposte fuori. Sono molto concentrato quando salgo sul ring e non penso a dove sto combattendo. In quel quadrato alla fine ci siamo solo io ed il mio avversario, tutti e due con due braccia e due gambe. Insomma, è chiaro che il mio sogno è quello di difendere la cintura nella mia città (Roma) ma per ora va bene cosi, soprattutto se la borsa è adeguata”
Molto soddisfatto anche il suo allenatore Italo Mattioli che non nasconde il suo ottimismo relativo al prossimo impegno iridato:
“Giovanni è un ragazzo eccezionale, umile, serio, senza vizi. Non penso di esagerare nel dire che per un allenatore rappresenta l’allievo perfetto. Abbiamo lavorato molto sulla agilità evitando carichi di lavoro eccessivi. L’idea è di fare un match cercando di portare molti colpi e puntando sulla rapidità piuttosto che sulla potenza. Ci siamo rivisti l’ultimo match molte volte e siamo sicuri di poter fare meglio a livello di prestazione. Vogliamo tornare in Italia con la cintura iridata per dare un segno importante a livello internazionale e per dimostrare che la boxe italiana professionistica è viva e gode di ottima salute”
Quando partirete per la Germania ?
“Io e Giovanni partiremo Lunedi 31 Ottobre, poi qualche giorno prima dell’incontro ci raggiungeranno Luigi Ascani e Paolo Moresi. Il 1 Ottobre ci sarà la conferenza stampa, quindi la seduta pubblica di allenamento. So che da Roma arriveranno un centinaio di tifosi di Giovanni e questo ci fa enorme piacere, ci sentiremo meno soli”
Ancora non si hanno novità sulla copertura televisiva dell’evento.
C’è un interessamento di Fox Tv ma c’è un problema legato al secondo mondiale della serata (quello dei supervelter Wba tra il campione in carica Jack Culcay e Demetrius Andrade) che non è ancora stato confermato.
Stefano Buttafuoco



