
L’avellinese vuole riguadagnare posizioni nelle classifiche mondiali
di Matteo Biancareddu
Domani sera, l’avellinese Carmine Tommasone (15-0-0, 4 KO) tornerà a combattere da professionista dopo la parentesi olimpica, archiviata senza allori ma con l’onore delle armi. Il peso piuma irpino, la cui scelta d’indossare temporaneamente la canotta da dilettante era stata ampiamente discussa, vuole ora riguadagnare le posizioni perdute nei ranking degli enti professionistici, da cui era stato estromesso per l’adesione al progetto dell’AIBA.
E’ il caso di ricordare che Tommasone, quando cedette alle lusinghe di mister Wu e della Federazione italiana, era sfidante ufficiale al titolo europeo: eppure, la tentazione di cimentarsi nel massimo torneo dilettantistico è stata più forte dell’attrattiva esercitata dalla ribalta continentale.
A posteriori, ci si può chiedere se ne sia valsa la pena, e la risposta non può che essere ambivalente: da un lato, considerato che il match con Rios avrà in palio il titolo intercontinentale WBA, si può argomentare che Tommasone non ha dovuto fare anticamera prima di accedere a un incontro titolato, anche se non di alto livello; dall’altro, invece, è legittimo dubitare che l’avventura olimpica, seppure allettante, sopravanzi per importanza un titolo europeo dei professionisti, per quanto decadente esso sia rispetto alle decadi passate.
L’avventura olimpica di Tommasone, come accennato, ha avuto esiti rispettabili: il pugile campano è stato eliminato agli ottavi dal cubano Lazaro Alvarez, triplice campione mondiale, ma dopo aver lottato con orgoglio. Gli resta la soddisfazione di essere entrato nella storia come il primo professionista qualificato per le Olimpiadi.
I Giochi, però, sono il passato. A trentadue anni, Tommasone ha l’urgenza di guardare avanti e darsi scadenze precise per il cammino nei professionisti, interrotto dall’intermezzo olimpico. Subito dopo l’adesione al progetto dell’AIBA, poi rivelatosi fallimentare in quanto snobbato da tutte le star del professionismo, Tommasone è stato depennato dai ranking degli enti mondiali e, ovviamente, è stato rimosso dalla posizione di sfidante al titolo europeo.
La sua carriera riparte da Avellino, la città che gli ha dato i natali, e dal confronto con il coetaneo Jesus Antonio Rios (35-8-1, 28 KO), invero non il più ostico degli avversari. Di Rios si parla come di un pugile rognoso e dal destro pesante, ma dalla partenza spesso stentata.
Non è un caso che abbia rimediato diversi KO nei round iniziali; un avvio aggressivo potrebbe quindi fruttare a Tommasone ottimi risultati. E’ superfluo aggiungere che il pubblico accorrerà numeroso per sostenere il beniamino locale, impegnato nel rilancio della carriera professionistica dopo la breve parentesi olimpica.



