Dov'è il British Board of Control?
La notizia che David Price sarà il prossimo avversario di Anthony Joshua è di quelle che indignano e fanno anche un po' accapponare la pelle. Soprattutto è una presa in giro per milioni di appassionati che, privati della rivincita Fury-Klitschko per il vero titolo mondiale dei massimi causa i problemi del peso massimo inglese, già assaporavano almeno un match fra lo stesso Klitschko e proprio Joshua. Non importa sapere chi per primo abbia scelto un'altra strada, ciò che conta è che la frammentazione imposta dalle sigle consenta di arrivare a sfide come questa che potrebbero risultare pure pericolose e privare gli appassionati di ciò che si aspettano.
Sappiamo benissimo che non sempre si può avere il meglio. Una volta a un campione del mondo era consentito accettare la sfida di un avversario fra i primi 10 in classifica alternata a quella con lo sfidante ufficiale. E in qualche caso si aveva pure la grande sorpresa, ricordate Benvenuti-Monzon tanto per fare un esempio? Ma il campione del mondo non incontrava il numero 50 o peggio. Siamo i primi a sostenere che Joshua con tutti i suoi meriti non è campione del mondo ma affermiamo con certezza che Price non merita assolutamente di affrontarlo.
David Price, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino battuto da Cammarelle, era una speranza del pugilato professionistico inglese ma si è rivelato inadatto per motivi di fragilità a un percorso di altissimo livello. Fa male, è vero, ma ha messo K.O. ex pugili come Audley Harrison e Matt Skelton. Messo di fronte a un letargico ma molto più accorto Tony Thompson, che aveva i suoi anni anche lui, si è sgretolato e ben 2 volte. Messi da parte i propositi, e i consigli, di ritiro, è tornato a combattere in Germania e al 5° incontro è stato messo K.O da Erkan Teper in poche battute. Dopo una disfatta simile ha solo battuto tale Ivica Perkovic, uno che ha perduto, udite udite, qualcosa come 30 match. E adesso lo mettono davanti a un uomo potente, giovane e in fiducia come Anthony Joshua.
La vicenda professionistica di David Price mi riporta alla mente quella quasi analoga di Franco De Piccoli con la differenza che De Piccoli, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma del 1960, era molto meglio di lui. Nessuno però ha mai seriamente pensato di opporre De Piccoli a Sonny Liston o a Muhammad Alì (comunque superiori a Joshua) dopo le sue sconfitte prima del limite con Bethea, Bygraves, Copeland e Weiland. E adesso De Piccoli si può godere serenamente la terza età. Altrettanto vorremmo che potesse fare Price.
Ma il British Board of Control dov'è?



