Le condanne passate, le colpe del presente. Cosa altro serve per fermare Julio Cesar Chavez jr?
Questo sito ha già analizzato le storture del mondiale medi Wbc tra Julio Cesar Chavez jr e Marco Antonio Rubio. Io qui vorrei solo sottolineare alcuni significativi momenti della vicenda. Come detto da BRW, il figlio della Leggenda è salito sul ring a 181 libbre. Ma questa, purtroppo, non è una novità. Negli ultimi tre match aveva combattuto a 185 contro Bill Lyell, 179 contro Sebastian Zbik, 181 contro Peter Manfredo jr.. E', dunque, recidivo. Vorrà dire qualcosa?
Il 14 novembre 2009 JC jr ha sconfitto ai punti in 10 round Troy Rowland. Il verdetto è stato tramutato in No Contest quando l’antidoping ha rivelato che Chavez jr aveva fatto uso di Furosemide, un diuretico che può essere stato preso per dimagrire, ma potrebbe anche essere stato usato come coprente di altre sostanze doping. Per questo è stato sospeso per sette mesi e multato di 10.000 dollari. Esattamente allo scadere del settimo mese è tornato a combattere. E per un titolo Silver del Wbc. Tutto questo è eticamente accettabile?
Le successive indagini hanno rivelato che JC jr aveva assunto il diuretico in due occasioni: a otto giorni dal match (pesava 167 libbre) e a due giorni (essendo ancora a 163 libbre).
Il 4 novembre, a dieci giorni dalla sfida, era stato ricoverato in ospedale perché disidratato. Nessuno ha mai pensato di annullare quell’incontro. L’unico dubbio che si erano posti era stato: come farlo scendere di peso?
Chavez “il piccolo”, sabato 4 febbraio, ha evitato l’esame antidoping a San Antonio. Non ha dato spiegazioni, non ha risposto sul tema alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.
Il regolamento del Wbc che cura l’aspetto medico (articolo 4.38) sull’argomento recita: “….se il pugile non si sottopone al test antidoping, sarà squalificato, multato o sospeso a discrezione del World Boxing Council”.
Il 22 gennaio, quando mancavano meno di due settimane al mondiale con Rubio, Julio Cesar Chavez jr è stato fermato dalla polizia di Los Angeles alle 4:38 del mattino per guida in stato di ebrezza. Dovrà presentarsi in Tribunale il 16 marzo. Al momento del fermo pesava 175 libbre, quindici sopra il limite dei medi.
Il giorno prima del mondiale era ancora a 165. La mattina della pesatura ufficiale segnava 159.5, a ventiquattore di distanza la bilancia era a 181 libbre (presto il Wbc renderà obbligatorie le due pesature, con dei limiti precisi proprio per evitare storture del genere). E’ quindi salito sul ring da massimo leggero. Come ha sempre fatto negli ultimi quattro incontri. Nessuno nel mondo ufficiale del boxing si è chiesto cosa volesse dire questa stortura?
Questi sono i dati. Saltato l’antidoping, una condanna in passato per uso di diuretici vietati (assunti quando era a 163 libbre a 48 ore dall’incontro, mentre stavolta era ancora a 165 quando di ore ne mancavano solo 24….), peso eccessivo la sera del match, condotta sregolata in pieno ritiro. L’ultimo problema riguarda la sfera privata, il resto riguarda il pubblico.
Julio Cesar Chavez deve essere punito, ma la regola stessa offre al Wbc una scappatoia. Il sito fightnews.com attribuisce a Josè Sulaiman una risposta inquietante alla domanda: “Come mai non è stato fatto il test antidoping?”. Il presidente messicano avrebbe detto: “Ci siamo dimenticati”. Un altro sito, ha aggiunto una nuova affermazione dell’anziano dirigente: “Sull’espletamento del test antidoping dovete chiedere alla Texas State Athletic Commision che ne curava la procedura, noi dettiamo solo le regole”. Il problema non cambia. L'irregolarità resta. Ma la boxe si regge davvero sui regolamenti?
Una condanna leggera nel passato per l’uso di un diuretico vietato (su cinque giudici, soltanto uno aveva votato per una punizione più severa), problemi accertati di disidratazione, eccesso di peso chiaramente visibile anche a occhio nudo nelle vicinanze del match, recupero eccessivo una volta espletata la pesatura ufficiale, fuga al momento dell’antidoping. Cosa altro serve per fermare Julio Cesar Chavez jr?



