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Bordo Ring

Dilettanti allo sbaraglio!

AIBA CONGRESS ELECTIONOlimpiadi vietate a chi, prima dei Giochi, firmerà un preaccordo per una futura attività professionistica fuori dall’Aiba…

 

Ora è tutto più chiaro. Il 27 marzo scorso l’Aiba del presidente Ching-Kuo Wu (nella foto) ha reso ufficiale le modifiche al “Regolamento Tecnico e delle Competizioni”. Vi ho trovato alcune cose molto interessanti.

   La Regola 2.4, al comma 1, sancisce l’ammissibilità dei pugili che disputano le Wold Series of Boxing alle Olimpiadi. Le perplessità nascono al comma 2, quando si spiega che qualsiasi pugile coinvolto in attività professionistica non potrà mai accedere ai Giochi. I dubbi diventano ancora più grandi quando, nel comma 3, si specifica che non potranno essere ammessi ai Giochi coloro che avranno anche solo firmato un pre accordo in relazione a una futura partecipazione al pugilato professionistico che non sia governato dall’Aiba. Cioè, io dilettante firmo un accordo con Don King o Bob Arum o, per restare in casa nostra, Salvatore Cherchi a partire dal dopo Olimpiade e non posso disputare i Giochi? Ma scherziamo?

   Provo ora a chiarire il senso di questo rompicapo. Vietate le Olimpiadi ai professionisti, tranne a quelli che dal 2013 non firmeranno per l’Aiba. E già qui c’è molto da discutere. E’ legittima una regola del genere? Il CIO è su questa stessa lunghezza d'onda? Detto questo, vorrei ricordare che i Giochi di Londra si diputano nel 2012, quindi non dovrebbero consentire la partecipazione a quegli atleti che sono saliti sui ring delle WSB, avendo questi svolto attività professionistica (l’Aiba pro’ ancora non esiste). Perché?

  1. Percepiscono dei compensi fissi e a risultati ottenuti
  2. Combattono senza caschetto e a torso nudo
  3. I verdetti vengono redatti da tre giudici che stilano, ad ogni ripresa, cartellini col sistema dei 10 punti per il vincitore e a scalare per lo sconfitto
  4. I match sono di cinque round da tre minuti
  5. I match di finale diventano di sette round da tre minuti
  6. Le categorie di peso sono gallo (54 kg), leggeri (61), Medi (73), Mediomassimi (85), Supermassimi (+91)

   Secondo il regolamento Aiba in vigore dal 27 marzo, sono riconosciuti come dilettanti i pugili che combattono:

   1. Con caschetto e maglietta

   2. Vengono giudicati col sistema delle scoring machines (le mai  abbastanza deprecate  macchinette) e per di più con un complicato meccanismo che prende in considerazione la media dei punti assegnati dai tre giudici (su cinque) col cartellino più simile.

   3. Disputano match di tre round da tre minuti

   4. Nelle categorie esistenti nelle WSB hanno limiti di peso fissati in 56 per i Gallo; 60 per i Leggeri; 75 per i Medi; 81 per i Mediomassimi. Identico limite solo per i Supermassimi (+91)

       E allora?

       Allora l’Aiba continua nella sua scalata al controllo totale di questo sport, al monopolio sul pugilato ignorando i suoi stessi regolamenti. E presenta le WSB come un invenzione geniale, non curandosi delle pessime figure accumulate in un evento che avrebbe dovuto spalancarle le porte del professionismo e si è invece rivelato un flop clamoroso.

   Cosa direste se il Barcellona avesse giocato contro il Bayer Leverkusen, negli ottavi di finale di Coppa Campioni, schierando solo sette giocatori anziché undici? E se nei quarti, contro il Milan, si fosse presentato in nove?

   Non è fantasport, queste cose accadano nelle World Series of Boxing. Una competizione che al suo secondo anno ha messo in fila un’infinita serie di stranezze che hanno contribuito a gettare nuovo discredito sul pugilato. Nella “regular season” è saltato il 17% delle sfide. Nei quarti solo un match ha avuto il programma rispettato in pieno, gli altri tre hanno registrato undici rinunce. In semifinale ci sono stati tre walk over nella gara di ritorno tra Milano e Baku (per la gioia delle televisioni collegate e degli spettatori in sala).

   E questo in una competizione che ha registrato un altro record assoluto. Per la prima volta nella storia dello sport un verdetto è stato cambiato per incompetenza dei giudici. A dire la verità i verdetti modificati sono stati almeno cinque, ma queste sono quisquiglie, pinzillacchere. La sostanza è la manifesta, diciamo, incompetenza degli uomini chiamati a giudicare.

   E veniamo alle classifiche mondiali. Sono uscite le ultime e ci si è meravigliati che non vi sia traccia di Clemente Russo. La risposta è semplice: le WSB non assegnano punti per entrare nella graduatoria Aiba (?!), e questo avvalora la tesi che la competizione sia totalmente a carattere professionistico. Tra gli azzurri è presente Domenico Valentino, ma solo perché lo scorso anno ha acquisito punteggio agli Europei (argento) e Mondiali (bronzo). Eppure le classifiche Aiba servono per l’assegnazione delle teste di serie all’Olimpiade, consentono di evitare rivali forti ai primi turni. Niente paura, le World Series of Boxing sono come i panda, vanno tutelate. Ecco allora che dal cilindro esce fuori la regola per cui in ogni categoria di peso, ai Giochi saranno aggiunte due teste di serie assegnate ai pugili che godono della migliore classifica nelle WSB della stagione precedente.

   E’ la boxe bellezza, direbbe qualcuno. E no, qui vi sbagliate. E’ l’Aiba, purtroppo. E minacciano di volersi prendere il professionismo…

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