Impegni sulla carta semplici per i due neopro di Arum
Secondo il vocabolario italiano il "boccalone" è una persona dalla bocca larga ma viene chiamata così anche una specie ittica, quella d'acqua dolce del persico-trota. Dobbiamo partire da qui per capire come nel linguaggio popolare il "boccalone" sia una persona credulona che, aprendo la bocca come un persico-trota, abbocca a qualsiasi amo gli venga gettato. Non sono un pescatore ma di "boccaloni" ne ho conosciuti tanti nel mondo e anche nel mondo della boxe. Se nel mondo del calcio è difficile spacciare un match fra Juventus e, che so e senza offesa, il Capracotta come un match equilibrato questo può succedere invece nella boxe contando sul fatto che la grande maggioranza del pubblico soprattutto occasionale si fidi dei record che gli organizzatori gli stampano sul programma. Chi invece "boccalone" non è va a vedere cosa c'è dietro quei record e scopre chi è la Juventus e chi il Capracotta, sempre senza offesa. E' il caso del sottoclou della riunione di Macao dove l'ultra ottuagenario organizzatore statunitense Bob Arum deve promuovere la carriera di Vasyl Lomachenko e Zou Shiming, laddove quest'ultimo gli serve anche per ampliare il suo giro d'affari asiatico.
Cominciamo però dal match di Lomachenko (2-1, 1 K.O.) opposto al 29enne peso piuma Chonlatarn Piriyapinyo (52-1, 33 K.O.), un thailandese che deve un minimo di notorietà a una battaglia alla va o la spacca con l'indonesiano Chris John che non si aspettava di trovarsi di fronte un assatanato di quel tipo. Piriyapinyo finì comunque strabattuto ai punti e da quel giorno risalente a 2 anni fa non ha più battuto un pugile di vero livello come del resto non aveva fatto neppure in precedenza. Arum ha già sbagliato una volta con Lomachenko quando, fidandosi dell'enorme esperienza dilettantistica del plurimedagliato ucraino e della sua breve permanenza nell'inutile ibrido delle World Series, gli aveva posto di fronte al secondo match un "becco a gas" come Orlando Salido e infatti Lomachenko ne uscì battuto. Superato alla grande Gary Russell Jr , Lomachenko punta ora a incontrare Nicholas Walters che corrisponde a un altro passo assai pericoloso mentre se dovesse avere difficoltà contro Piriyapinyo vorrebbe solo dire che l'ucraino non è fatto per il professionismo. Potrebbe pure essere ma francamente non lo crediamo, solo che, si sa, la fretta fa i gattini ciechi e in fondo Lomachenko ha solo 26 anni. Pensiamo che Lomachenko farò ottimamente il torero contro Piriyapinyo.
Il peso mosca Zou Shiming(5-0, 1 K.O.) è alla base dello sbarco di Bob Arum a Macao. Anch'egli purimedagliato dall'AIBA non ha perso tempo con i giochini del cinese di Taiwan conosciuto come Wu e si è messo nelle mani di Freddie Roach che non capiva un'acca di cinese così come Shiming non capiva un'acca di inglese. In effetti con Shiming c'era più fretta perché un peso mosca di 33 anni non ha un'eternità davanti a sè da spendere sul ring. Arrivato al 6° match, Shiming trova sul ring anch'egli un thailandese, tal Kwanpichit Onegsongchaigym (27-0-2, 12 K.o.) che è come se chi scrive si facesse chiamare Vittorio Olimpic Sauna dalla palestra dove si allena. Di questo thailandese non è dato sapere il vero nome ma un soprannome, 13 Rien Express, che, per la nostra esperienza di treni thailandesi, non sembra poi così benaugurante. Questo Kwanpichit ha la stessa età di Shiming e un record abbagliante e immacolato ma provate a leggerlo. Su 29 avversari, con due dei quali ha pareggiato anche se nel primo caso per decisione tecnica, alto è il numero degli assoluti debuttanti e dei neoprofessionisti. E' vero che il boxing thailandese pullula di atleti che praticavano la boxe anche con i piedi come costume da quelle parti, ma si tratta di uno sport diverso.
Conclusione prevedibile le vittorie di Shiming e Lomachenko sembrano assicurate, in attesa di meglio.



