Battuto Kamegai a Carson
Dopo un match di straordinaria intensità e di estrema durezza il peso welter Robert Guerrero torna alla vittoria battendo ai punti largamente il kamikaze giapponese Yoshihiro Kamegai. Questo tipo di match, un continuo estenuante dare e prendere, esalta le folle del pugilato ma permetteteci di dire che non capiamo perché un pugile come Guerrero debba fare così troppo onore al suo cognome quando potrebbe portare a casa vittorie altrettanto nette, se non prima del limite, utilizzando ciò che sapeva fare così bene una volta. Il soprannome "The Ghost, cioè "Il fantasma", fu dato al 31enne pugile californiano perché era difficile da prendere, da colpire. Non che fosse inafferrabile come un fantasma ma insomma l'intenzione era quella. Adesso Guerrero non sa più sottrarsi alla tentazione di epiche scazzottate come questa e come fu quella con Berto come se provasse un particolare gusto a farsi gonfiare la faccia di pugni e a vincere in una guerra di trincea, che accorcia la carriera, anzichè in una sala di fioretto. Guerrero ha combattuto come doveva fare in questo match solo nella prima ripresa intera, in qualche inizio di round a mezza strada e nella prima metà dell'ultima ripresa. Il dubbio che può sorgere è che non abbia più le gambe per fare quel tipo di boxe e sarebbe davvero un guaio ma se fosse davvero così non avrebbe saputo iniziare un ultimo round, quando la stanchezza ti mozza il fiato, in quel modo.
E' logico che un picchiatore monotematico come Kamegai è invitato a nozze quando può tenere il suo avvesario alle corde o a corta distanza mentre va in sofferenza se appena viene costretto alla media distanza. Tra l'altro Guerrero, mancino, ha un ottimo jab destro, lo sa portare a ripetizione, sa doppiare i colpi ma dalla seconda ripresa in poi Kamegai lo ha costretto, e lui ha avuto il torto di accettare, a stare spalle alle corde. Vi chiederete allora come è possibile che Guerrero sia riuscito lo stesso a vincere con due cartellini di 116-112 e uno di 117-111 (quest'ultimo identico al nostro) nonostante si ostinasse a battagliare in quel modo, sordo ai richiami dell'angolo. La risposta è che è un ottimo pugile comunque, assai meglio del giapponese, e anche nello scambio ravvicinato è più preciso, porta colpi migliori e meglio distribuiti oltre che in maggior numero. Però ha rischiato perché l'occhio sinistro gli si andava gonfiando in modo tale che il match avrebbe potuto essere interrotto o l'occhio chiuderglisi a tal punto da non vedere il destro di Kamegai con risultati catastrofici Non che il giapponese abbia demeritato, tutt'altro. E' riuscito a fare il match che voleva e ha messo a segno tantissimi colpi, soprattutto ganci e montanti destri che hanno fatto sobbalzare la testa dell'ex fantasma. Ma è un dato di fatto che quando il giapponese ha traballato, come all'8° round su uno splendido gancio sinistro di Guerrero, era perché in quel momento il californiano combatteva da lontano.
Guerrero non saliva sul ring dalla sera della sconfitta contro Mayweather e punta a risalire. Lo può fare se torna a darsi una disciplina tattica maggiore, altrimenti pagherà presto il prezzo di questi match tremendi. Incassa le cannonate, e Kamegai non gli è stato da meno, ma si sa che questa dote la si perde per somma di colpi e non la si recupera mai più.



