Verdetti che hanno fatto discutere
Questo articolo probabilmente solleverà discussioni e qualche critica ma non è questa una buona ragione per non scriverlo. Sommiamo per chiarezza del lettore i tre fatti su cui esso si basa che sono in ordine di tempo: 1) la vittoria per majority decision di Floyd Mayweather Jr su Marcos Rene Maidana 2) la vittoria per split decision di Chris Algieri su Ruslan Provodnikov(nella foto Galbiati) 3) Le dichiarazioni di Paul Malignaggi a favore della vittoria di Algieri.
Anni fa chi scrive andò a una riunione con un amico del tutto digiuno di boxe. Nel primo incontro si affrontavano due pugili di modesto valore uno dei quali faceva molte mossette, movimenti di gambe coreografici, guardia bassa, in altre parole imitava Muhammad Ali che in quel periodo era ancora in attività. L'altro badava al sodo e vinceva l'incontro a mani basse, come si suol dire, pur in realtà tenendole bene in alto. Il mio amico riteneva che il primo pugile avesse stravinto e i giudici fossero stati comprati anche se in realtà il "suo" beniamino di quella sera aveva perso tutte le riprese. Basterebbe questo esempio a dimostrare come non sia poi tanto vero, anzi, che la boxe è lo sport più facile da giudicare come qualcuno sostiene. Vi sono stati nella sua storia, come tutti sapete, verdetti che suscitano discussioni dopo decenni come per esempio quello del match del 6 aprile 1987 a Las Vegas fra Marvin Hagler e Sugar Ray Leonard (in stretto ordine alfabetico, per carità!) . Pur senza voler dare un giudizio su quel match che susciterebbe più di un dubbio in qualsiasi persona assennata, diremo che ambo le parti avevano, e hanno, buoni argomenti da portare a sostegno della propria tesi.
A nostro avviso le cose non stanno così per quanto riguarda il match del 3 maggio scorso fra Mayweather e Maidana dove il giudice Michael Pernick ha preso una solenne cantonata con il suo verdetto di parità. Purtroppo la boxe rischia di essere snaturata dalla considerazione che è andato assumendo il cosiddetto compuboxe che consente di valutare il numero di colpi portati e quelli andati effettivamente a segno ma non la loro reale potenza. Non solo, dietro il compuboxe si muovono degli uomini, fattore che non va assolutamente sottovalutato. L'analisi superficiale dei dati complica ulteriormente le cose, una analisi più attenta dimostra che i colpi che Maidana portò furono molto di più di quelli di Mayweather ma quelli messi a segno erano in numero circa pari. Ma attenzione, a segno dove? Anche sulle braccia, sui gomiti, colpi cioè parati o bloccati da chi poi l'incontro lo ha effettivamente vinto mentre quelli di Mayweather erano in stragrande maggioranza a segno per davvero. Per fortuna gli altri due giudici hanno visto il match giusto e il match è passato alla storia con il verdetto che sapete. Un altro rischio che si corre nel giudicare un match con un grande favorito è quello di aggiudicare al suo rivale una ripresa solo perché ha fatto meglio che in quelle precedenti o perché si sta comportando meglio del previsto ed è questa una ragione per cui un match va valutato round per round dimenticando i precedenti e considerando uno come il pugile A e l'altro come il pugile B. Eppure si parla di rivincita fra lo statunitense e l'argentino anche perché a bordo ring i giornalisti di parte argentina, di parte sul serio badate, hanno inscenato una gazzarra sostenuti dalla Golden Boy il cui unico interesse e riavere un match con Mayweather, l'unico pugile che nel 2014 muova cifre stratosferiche. Attenzione, a chi scrive Mayweather non sta per nulla simpatico e non c'è dubbio che Maidana, assieme a Castillo e anche Cotto, sia il pugile che maggiormente ha fatto soffrire il campione. Ma una rivincita conviene anche a Mayweather che ha già detto che non non accetterà più come arbitro il bravissimo Tony Weeks che a suo dire ha permesso troppo a Maidana, in sostanza non comportandosi come fece Joe Cortez nella sfida con Ricky Hatton. E soprattutto Mayweather terrà lontano così i rischi che presenterebbe un match contro Manny Pacquiao o uno dei giovani leoni come Thurman e in misura minore Porter. Meditate gente, meditate...
Sabato scorso invece ha suscitato discussioni anche accese il verdetto a favore di Algieri contro Provodnikov. Se avete letto l'articolo da noi scritto in merito saprete che non condividiamo quel risultato. Considerando che la prima ripresa è stata inequivocabilmente vinta da Provodnikov con il punteggio di 10-7, per guadagnarsi il verdetto che lo ha visto vincente di due punti secondo due giudici, Algieri avrebbe dovuto vincere 8 delle rimanenti 11 riprese e il match non ci è sembrato, a noi come a tanti altri, andare in questo modo. Secondo Paul Malignaggi, che è sull'orlo dell'abbandono dell'attività per darsi totalmente all'attività di commentatore per Showtime già brillantemente iniziata, è andata invece proprio così. Non c'è alcun dubbio che Algieri abbia interpretato una parte che non gli si riteneva adatta ed è stato lui la vera sorpresa sul ring ma qui tornano in ballo i fattori che abbiamo appena evidenziato per il caso di Mayweather-Maidana. Quanti colpi di Algieri sono effettivamente giunti a segno e soprattutto quale effetto essi hanno avuto? E che effetto avevano quelli messi a segno da Provodnikov? Tralasciando la prima ripresa in cui la risposta sarebbe fin troppo facile, la nostra impressione è stata che Provodnikov, pugile monocorde quanto si vuole (come è facile far passare qualcuno in 36 minuti dall'altare alla polvere, vero commentatori improvvisati pronti subito ad esaltarsi?), avesse molta più sostanza nei pugni, non pochi, portati a segno e che Algieri, la cui boxe è stata senz'altro di livello, abbia avuto qualche favore di troppo proprio perché da lui ci si aspettava molto meno.
Del resto non ci si deve stupire troppo del commento di Malignaggi perché Algieri è un pugile che, oltre a venire dallo stesso Stato, è un pugile che gli assomiglia in modo notevole. Gran jab, gamb ottime, velocità d braccia e coraggio anche se noi continuiamo a preferire l'originale più che la copia. Inevitabile che Malignaggi preferisca quel tipo di pugilato al quale entrambi sono costretti anche dalla scarsa efficacia del loro pugno. Per contro il giudice Steve Weisfeld, uno dei migliori in assoluto che ha lasciato però la carriera per fungere da giudice ovviamente non ufficiale per la televisione HBO, ha visto una vittoria di Provodnikov, come noi, anche se qui parlare di furto mi sembra esagerato. Esagerato come il cartellino del giudice Max De Luca che aveva 8 punti per Provodnikov anche questi del tutto inesistenti. E anche il parere di Weisfeld merità il giusto credito come quello di Malignaggi.
Chissà come quel mio amico di 40 anni fa avrebbe giudicato questo match...



