logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Boxe&Dintorni

Arbitri e giudici: attenzione che la barchetta affonda per tutti!

ArbitroAggreditoOre incandescenti. Discussioni incandescenti... Sempre le stesse, sempre per i medesimi motivi. Ripropongo un articolo scritto e pubblicato tanti anni fa. Troppi. I nomi e le situazioni sono diversi, il contesto altrettanto. Se avete voglia e tempo provate a rileggerlo e vi accorgerete come nulla sia cambiato. Basterebbe solo mutare i nomi. Infatti quando ripropongo un articolo scritto parecchio tempo fa é (purtroppo) quasi sempre un brutto segno. Che dire? Speriamo che la prossima volta si possa riscrivere tutto e il titolo sopra riportato sia finito nel cestino della carta da buttare...

Gualtiero Becchetti 


FEBBRAIO 15, 2014
Il pugilato è afflitto da tanti mali, ma quelli che gli infliggono gli “altri” sono nulla rispetto a quelli che è capace d’infliggersi da solo.
E’ una triste ed amara considerazione; in un certo senso, la certificazione di una decadenza iniziata tanti anni fa e che perdurerà probabilmente ancora un po’, sino a quando non si uscirà dal tunnel o si chiuderà bottega per sempre.
Tutto quanto accade nella boxe di oggi, a livello politico-dirigenziale, è confuso, contraddittorio, miope, talvolta demenziale…E’ la minimalistica trasposizione nazionale e internazionale di ciò che accade con esiti ben più drammatici nella contemporanea vita civile dei popoli, quasi in ogni angolo del globo.
Probabilmente è proprio vero quello che la storia insegna: quando sull’umanità s’abbatte la ciclica epoca della decadenza, essa coinvolge tutto e tutti, dai “massimi sistemi” alle biglietterie degli autobus, dai capi di Stato ai venditori di caldarroste.
Talvolta però non sarebbe così difficile limitare i guai. Capisco che quanto accade intorno a noi non invita all’ottimismo, ma basterebbe poco-poco per far sì che le cose marciassero, seppur zoppicando, in una maniera almeno sopportabile.
Da pochissimo, tra le nebbie e la pioggia di Calais, il nostro povero Devis Boschiero è stato scippato del titolo d’Europa, vale a dire del traguardo sportivo, morale ed economico per raggiungere il quale aveva sacrificato sino ad oggi la parte più bella della sua vita: la giovinezza. E come lui, tantissimi altri pugili di ieri, di oggi e di domani sparsi sui cinque continenti.
Un verdetto richiede solo un istante ad essere emesso. Poi, per i giudici e l’arbitro la storia è finita lì…
Sono i pugili che devono ricostruire il loro fragile castello di carta dal principio e spesso non ci riescono più; ciò che è perduto, è perduto talvolta per sempre! Ma è la regola del gioco, dell’esaltante e drammatica trama della noble art. Sì, è il “sale” stesso di questo meraviglioso sport…Purché la bilancia della giustizia funzioni bene!
E invece, no; o almeno non sempre. E se noi italiani gridiamo alla scandalo ai danni di Boschiero, ecco che i francesi ci sbattono in faccia il ricordo della vergogna perpetrata ai danni di Rebrasse e allora noi potremmo elencare altre porcherie transalpine, alle quali sicuramente essi opporrebbero ulteriori nefandezze “nostrane”…Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Ciò vale per qualsiasi pugile in qualsiasi paese. Quindi, è evidente che non se ne esce e non se ne uscirà mai e questo squallido ritornello risuona dalla notte dei tempi del pugilato.
Eppure basterebbe poco. Lo ripeto…
L’andamento di certe direzioni arbitrali e di certi cartellini, chiunque conosca appena l’ABC delle cose della boxe lo può prevedere con ampie possibilità di fare centro. Circolano i nomi (quasi sempre gli stessi…) di giudici e arbitri molto sensibili all’ospitalità degli organizzatori; sono note a tutti le preferenze che parecchi promoter indicano alle sigle professionistiche e dilettantistiche riguardo alla designazione degli ufficiali di gara. Perché? Inutile dirlo…Com’è superfluo sottolineare che la carriera di vari uomini in papillon dipende più dalle amicizie giuste che non dai meriti personali.
E allora? Allora si aprano le porte e s’invitino gli incapaci e/o i disonesti, nonché i deboli, ad andarsene. Si faccia pulizia, ma la si faccia per davvero! Credo che nessuno di coloro i quali abbiano avuto la pazienza di leggere ciò che scrivo possa dire che io sono un “anti” arbitri e giudici, perché (carta canta!) li ho sempre difesi e sono convinto di farlo anche in questo momento. Ma ormai l’emergenza è insostenibile.
Non è possibile che quando si varcano i confini di uno Stato (ma spesso pure di una regione, a livelli dilettantistici), i protagonisti, vale a dire i pugili (sì, proprio loro!) salgano sul ring con mezza sconfitta già sulle spalle. Com’è naturale tra i pugili e i tecnici, anche tra arbitri e giudici vi sono i grandi, i normali, i mediocri e i “negati”, con l’aggiunta e l’aggravante che alcuni sono pure disonesti.
Il principio che vale per gli atleti non si vede perché non debba valere per chi ha l’enorme responsabilità di stringere in mano il destino degli atleti stessi.
Il pugilato sarà pure un gioco, ma è un gioco serissimo e talvolta persino drammatico; se oggi, specialmente in Italia, è simile ad una barchetta di carta al largo di Capo Horn, il minimo che si può fare è pretendere che coloro che scelgono gli sfortunati marinai siano persone in grado di farlo e in possesso di quelle conoscenze e doti morali che consentono di individuare i migliori.
Altrimenti la barchetta affonderà. Affonderà per tutti.

 

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1373 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go