
di Gualtiero Becchetti
Sabato sera, presso l’elegante Grand Hotel Terme di Castrocaro, si è manifestato un piccolo “miracolo” del pugilato italiano.
Davanti ad un’ampia platea di appassionati, di addetti ai lavori e di ex-pugili, é nata la Hall of Fame Italia. Nino Benvenuti, Patrizio Oliva, Maurizio Stecca e il compianto Giovanni Parisi sono stati i primi ad entrare nella lista di coloro che hanno reso immortale la Nobile Arte tricolore.
Nella sua centenaria storia sono i soli ad aver vinto il massimo: le Olimpiadi da dilettanti e il campionato mondiale da professionisti! A loro, con il tempo si aggiungeranno tanti altri campioni, indicati secondo il solo criterio che il ring e lo sport prevedono: i risultati. Flavio Dell’Amore, Dario Torromeo, Franco Esposito, Davide Novelli, Vittorio Parisi, Alessandro Ferrarini e il sottoscritto, ciascuno per quanto poteva, ha portato il proprio mattone più o meno grande per riempire un vuoto che si allargava di anno in anno nella memoria di chi ancora ama il pugilato. Un vuoto fatto di oblio…
Nata come un chimera, l’idea della Hall of Fame è diventata sogno, poi illusione, quindi speranza e infine realtà. Un percorso costellato di tanti passi avanti e altrettanti indietro, di mille difficoltà, di ostinate soluzioni e subito di altre difficoltà... Poi l’avverarsi appunto del “miracolo”. Un angolo tra le dolci colline di Romagna e soprattutto dentro il cuore degli appassionati é adesso dedicato agli “immortali” della boxe nazionale, affinché ciascuno si tenga cari i loro nomi e i loro volti per poi passarli a chi verrà dopo.
Dai più immensi palcoscenici alle più umili palestre di periferia, nessuno deve essere lasciato indietro e la storia infatti non lascia mai indietro chi la rispetta.
Ricordare, ricordare, ricordare...e amare. la dimenticanza é il vero morire. E forse una luce in più, nella nebbia del tempo che tutto copre, é stata accesa.
Un gruppo di amici, senza tutori, né padrini, né finanziamenti, né condizionamenti di alcun genere hanno attivato l’interruttore. E nel pugilato italiano di oggi, nella realtà sociale di oggi, come non pensare che sia stato appunto un avvenimento quasi miracoloso?
Io non c’ero, perché la boxe quella sera mi ha portato lontano e mi resterà sempre il rimpianto di ciò. Ma sono orgoglioso di essere stato una piccola pedina, un due di briscola al servizio del gruppo.
E se un miracolo piccolo-piccolo é avvenuto, perché non credere che prima o poi ne avverrà un altro immenso? Il pugilato verde-bianco-rosso di nuovo sulla strada tracciata da coloro che nella Hall of Fame sono i testimoni di una grandezza vera, acclarata, comprovata dalle gesta e non dalle parole.



