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BOXEMACCHERONI


 In questo numero : Scacchi e boxe binomio primo in Europa- Cuba Guantoni e sacrificio-Cronache e news da tutto il mondo. Non perdetevi le nostre "maccheronate "

 

A scacchi, il Re d'Europa viene da Foligno
, ha 36 anni ed è finito sulle pagine dell'autorevole 'Times'. Si è infatti svolta a Londra la sfida fra il 36enne direttore di un laboratorio biochimico Gianluca Sirci  e l'inglese Andrew Costello (detto 'the rock'), con in palio il titolo europeo dei massimi di 'chess-boxing'. Ha vinto il medico e biologo (ed ex pugile dilettante) venuto dall'Umbria, impostosi per scacco matto, ma avrebbe potuto essere anche per KO: la chess-boxing unisce infatti due discipline completamente differenti quali il pugilato e gli scacchi, articolati su match di 11 riprese, cinque di pugilato da due minuti ciascuno e sei di scacchi, di quattro minuti. I due contendenti sono vestiti da pugili e fanno un round di pugilato. Poi, al suono della campanella, mettono al centro del ring un tavolino e fanno un secondo round di scacchi. La loro lotta si alterna quindi fra una ripresa di pugni e una di re, regine, alfieri e torri. Tra un round e l'altro è prevista una pausa di un minuto per cambiare la tenuta, ovvero slacciarsi i guantoni. Per vincere un incontro bisogna fare scacco matto o mandare ko l'avversario, ma il successo può essere assegnato anche nel caso in cui uno dei contendenti dovesse superare il tempo limite per la propria mossa a scacchi per due volte. Secondo il Times, che ha dedicato un articolo al fenomeno, si tratterebbe della nuova disciplina sportiva, o pseudo tale (ma non bisogna dimenticare che in passato si è parlato degli scacchi come possibile novità nel programma delle Olimpiadi invernali), più velocemente in espansione al mondo, di sicuro c'è che suscita tanta curiosità. La chess-boxing è nata nel 1992, ma il suo vero 'lancio' c'è stato nel 2001 ad opera della World chess boxing organisation (Wcbo) e dell'artista olandese Iepe Rubingh. Ora è il momento di Sirci, la nuova gloria sportiva, e della mente, dell'Umbria, almeno secondo il 'Times'.

 

In una riunione minore svoltasi in Germania nella stessa data, a Lichtenberg vicino Berlino, il 22enne  peso medio Thomas Troelenberg (19 vittorie), ha battuto ai punti in 10 rounds il 30enne camerunense Jean Rodrigue Kamdoun Kamdoun (5 vittorie e 7 sconfitte) per il titolo tedesco Internazionale. Nei supermedi il 34renne ungherese Vilmos Balogh (26 vittorie) ha battuto il rumeno Gheorghe Danut ai punti in 8 rounds. Balogh da dilettante è stato sei volte campione nazionale nei pesi welters ed ha partecipato alle Olimpiadi di Atene perdendo al secondo turno con il colombiano Novoa! Nei pesi massimi si è esibito il 39enne cubano Pedro” La Estrella”  Carrion Sago (7 vittorie ed una sconfitta) che ha messo knockout in un solo round Martin Stensky che ha perso sinora,  tutti i 16  matches disputati. Carrion che è alto 2.02, è stato oro ai mondiali juniores del 1994, bronzo a Belfast 2001 e argento a Bangkok 2003 ed ha perso da professionista solo una volta ,con verdetto a maggioranza,  con il libanese tedesco Michel Charr. Forse meriterebbe più considerazione, specialmente da chi lo guida!

 

 

 Il peso massimo americano  Lance “Mount” Whitaker (34vittorie di cui 28 prima del limite, 5 sconfitte ed un pari) ha impiegato solo 99 secondi per “demolire” il britannico Matthew Ellis (20vittorie, 9 sconfitte e 2 pari) nella  Performing Arts Center di Redondo Beach in California. Ellis non è riuscito ad opporsi in alcun modo ad un avversario che l’ha mandato per ben quattro volte al tappeto prima che l’arbitro sospendesse l’impari confronto. Nei pesi welters al femminile,  Tina “Little Tyson” Anderson (3vittorie ) ha battuto Tammy Franks per kot al second round.

 

 

 Il mediomassimo Tommy Karpency  (18vittorie, una sconfitta ed un pari) ha battuto per il titolo WBA Fedecentro ai punti in 10 rounds (100-90, 98-92 and 96-94)  il “Professore” Chuck Mussachio (13vittorie, una sconfitta e 2 pari) in un match svoltosi a Morgantown, West Virginia . Il 22enne Karpency ormaii lanciato su un’opportunità mondiale, è stato più attivo “provando”  in varie occasioni “Il Professore”. Nei pesi leggeri  Michael “Cold Blood” Clark (39vittorie, 5 sconfitte ed un pari) ha impressionato nel battere il solitamente durevole  Dezi Ford (24vittorie e 27 sconfitte) ai punti in sei rounds 60-54. Clark ha messo in evidenza una grande velocità di esecuzione.

 

 

Nell’UIC Pavilion ( sobborghi di Chicago), il peso welter  David Estrada (23 vittorie e 6 sconfitte) è tornato  finalmente a combattere davanti ad un pubblico amico dopo circa nove anni e simile ad un treno ha impiegato seui rounds  rounds per battere per kot Chris Gray (12 vittorie e 9 sconfitte ) .

 

 L’ex campione della WBC dei pesi massimi il 44enne Oliver “The Atomic Bomb” McCall (53vittorie, 9 sconfitte ) ha battuto con decisione unanime in dieci rounds Franklin “Yah-Yah” Lawrence (12vuittorie, 2 sconfitte e 2 pari)  in un match disputato nell’Orkleans Hotel & Casino di Las Vegas. Match disputato su ritmi blandi che ha visto in  Lawrence  più attivo tra i due.Solo negli ultimi due rounds Mc Call ha chiaramente fatto vedere la sua maggior sostanza, aggiudicandosi il match per :  97-93, 96-94, 96-94 . In molti però a bordoring erano convinti che Lawrence avesse vinto! McCall conscio della deludente prova si è  reso disponibile per una rivincita.

 

Nel Pedrín Zorrilla Coliseum di San Juan, Puerto Rico, è andata in onda la “guerra” dei Jimenez con il  superpiuma  Daniel Jiménez (19vittorie, 3 sconfitte ed un pari) che ha battuto per knockout al 12° round Marcos Jiménez (16vittori e 2 sconfitte).Con questa vittoria, Daniel Jiménez ha conquistato il titolo  WBA Fedecentro. Impressionante per la sua struttura fisica, il massimo leggero portoricano  Carlos Negron (4vittorie tutte prima del limite) ha battuto per kot al secondo round  Geovante Davis (3vittorie, 4 sconfitte ed un pari). Prima di essere fermato dall’arbitro, Davis era riuscito a mandare al tappeto Negron nel primo  round.

 

La Commissione atletica della California ha accolto la protesta ufficiale presentata dal  promoter  Don  King  contro il verdetto emesso dalla giuria in occasione del mondiale WBO dei superleggeri tra Timothy Bradley  dichiarato vincente su Nate Campbell  alla terza ripresa il primo di Agosto. Il match svoltosi  a  Rancho Mirage  si era concluso prima del limite  causa  una ferita  sopra l'occhio sinistro di Campbell che il medico aveva   giudicato pericolosa  provocando la sospensione dell'incontro. La Commissione ha cambiato il verdetto in No-Contest  ed  ha avviato dunque la possibilità di una rivincita. Ovviamente soddisfatti Don King e Campbell con la WBO che si è dichiarata disponibile ad avallare la ripetizione del match.

 

Nel Horseshoe Casino in Hammond, Indiana , il 25enne ed alto (1.88) peso medio irlandese Andy Lee (19 vittorie di cui 14 prima del limite ed una sconfitta) ha battuto con un impressionante knockout all’ottavo  round Anthony Shuler (21vittorie, 7 sconfitte ed un pari).  Lee ha messo al tappet Shuler nel terzo e quarto round prima di metterlo per ben tre volte al tappeto nell’ottavo round e provocare la sospensione del match da parte dell’arbitro. Era la quarta vittoria per Lee dopo la sconfitta del Marzo 2008 con Brian Vera. In un match fra ex sfidanti al titolo mondiale, Angel “Toro” Hernandez (29vittorie e 7 sconfitte) ha inflitto una dura punizione all’ormai “cotto” Antwun Echols (31vittorie, 11 sconfitte e 4 pari) , mandandolo al tappeto  nel quarto round e provocando l’intervento del suo angolo nell’intervallo tra il sesto ed il settimo round. Nei pesi massimi il 33enne giamaicano Owen “What The Heck” Beck grande tifoso di Usain Bolt, (29 vittorie di cui 20 prima del limite e 3 sconfitte)ha vinto un sonnacchioso otto rounds con Jermell Barnes (18 vittorie, 22 sconfitte e 2 pari) con il seguente score : 79-73, 77-75, 80-72.Owen Beck alto 1.87, ha perso la chance mondiale con Nikolay Valuev nel Giugno 2006 per il titolo WBA dei pesi massimi.

 

 Nel “The Circus” di Helsinki, il peso massimo finlandese Jarno Rosberg (7 vittorie) ha battuto ai punti in sei rounds il giramondo norvegese ma ukraino di origine Daniil Peretyatko ai punti in sei rounds.

 

 Il campione  australiano dei pesi welters, il nigeriano Oywale Omotoso (14vittorie) ha destato grande impressione nel battere il quotato americano Emanuel Augustus (38vittorie, 31 sconfitte e 6 pari) in  nove rounds nel  Knox Netball Center di Ferntree Gully, Melbourne, Il 24enne  Omotoso, ha cotrollato l’azione con le sue accurate combinazioni , mettendo Augustus al tappeto nel sesto round  e per ben due volte nel nono round,  provocando l’arresto del match da parte dell’arbitro per salvare Augustus da una più pesante punizione . Davvero una vittoria importante per il nigeriano che ha riempito di gioia il suo promoter  Murray Thompson che ha dichiarato: “E’ stata una bella prestazione quella del mio pugile perchè Augustus ha affrontato alcuni dei migliori pugili del mondo incluso  Floyd Mayweather.

 

 

Il peso medio uruguayano Noe Alcoba (21vittorie ed una sconfitta) ha messo knockout in 4 round  l’argentino Mariano Carrera (32vittorie e sei sconfitte) conquistando il titolo WBO . Il match si è svolto nell’Estadio Luna Park di Buenos Aires, Argentina. I due pugili sono stati entrambi sfidanti al titolo mondiale : Carrerra aveva  battuto lo spagnolo Javier Castillejo nel 2006 per il titolo WBA , ma fu destituito quando fu trovato positivo ai controlli antidoping. A sua volta Alcoba ha è stato battuto dal  tedesco Felix Sturm quando ha tentato  di conquistare il titolo WBA nel 2007.

 

 

Successo di  pubblico e di spettacolo nella riunione pugilistica di Carsoli dedicata al V  Memorial  Antonio D’Alessandro. Magnifico il colpo d’occhio con oltre 600 persone a cena  attorno al ring e fuochi  artificiali finali. Nei pesi piuma un pimpante Gianpiero Contestabile (13 vittorie ed una sconfitta) ha avuto la meglio  sul sempre ostico  Luigi Mantegna (reduce dalla clamorosa vittoria su Pisanti). Mantegna ci ha provato con il suo pericoloso destro anche questa volta ,ma la precisione di Contestabile non ha mai dato spazio al ceccanese. L’ex campione d’Italia ha vinto tutte e sei le riprese mettendo in mostra una forma "in crescendo" .Rientro brillante anche per Ivan Fiorletta  (23 vittorie, 5 sconfitte e 2 pari) che è stato continuo ed esplosivo. Davanti all’ ungherese Istavan Hegedus, tosto e coraggioso. Hegedus ha affrontato a Dicembre il polacco Bienias,(vincitore di  Paris) ed avevaa rimediato una stretta  sconfitta ai  punti. Fiorletta ha imposto i suoi duri colpi portandosi già alla terza ripresa in netto vantaggio. Fiorletta , metteva al tappeto Hegedus alla terza ed alla quarta ripresa e solo  la caparbia di Hegedus permetteva al match di giungere al termine delle sei riprese. Ora per Fiorletta si aprono nuove opportunità.

 

 

 L'italo spagnolo Luca Giacon raggiunge l'ottava vittoria prima del limite su altrettanti incontri. Il  21 enne peso leggero spagnolo  con passaporto italiano sul ring del "Casino Fantastic"di Panama city, si è sbarazzto in meno di un minuto  del 19enne panamense Leovigildo Siris. Sempre più convincente  il cammino  di Giacon che speriamo  di ammirare anche sui rings italiani.

 

Nel Centro Recreacional di Barranquilla in Colombia, il peso mosca Carlos Tamara (18 vittorie di cui 13 prima del limite e 4 sconfitte) ha battuto Nelson Cantero per kot al 4 round.

 

 Al Gimnasio German Evers di Mazatlan in Mexico, il superpiuma Alejandro Sanabria (21 vittorie di cui 16 prima del limite) ha battuto Juan Manuel Arellano (27 vittorie, 27 sconfitte ed un pari) per knockout al 5° round in un match valido per il vacante titolo NABF!Nei pesi mosca Jose Rodriguez (18 vittorie di cui 15 prima del limite) ha battuto Francisco Soto ai punti in 10 rounds. Nei superwelters, il 32enne Jose Luis Cruz (37 vittorie di cui 30 prima del limite, 6 sconfitte e 2 pari), ex avversario lo scorso Maggio di Daniele Petrucci,  ha messo knockout in 4 rounds Joel Juarez (21 vittorie , di cui 20 prima del limite, 5 sconfitte ed un pari).

 

 

A Pakkred nella provincia di Nothanburi in Tailandia, il peso gallo Tabtimadaeng Na Rachawat (29 vittorie ed una sconfitta) ha battuto l’indonesiano Hari Suharyadi per kot al 5° round ,  titolo PABA in palio. I criteri che hanno portato alla scelta di Suharayadi come sfidante (una vittoria, un pari e 10 sconfitte) sono ...ignoti!

 

 

Il peso paglia giapponese Akira Yaegashi (12vittorie e 2 sconfitte) ha conservato il titolo nazionale  utilizzando il suo gioco di gambe e la sua boxe di incontrista per battere con verdetto unanime (98-92,98-92, 99-91)  Junichiro Kaneda (19 vittorie, 4 sconfitte ed un pari) in un match svoltosi a Tokyo.

 

 

 L’olimpico 2008,  il 21enne e alto (1.85) mancino, Demetrius “The Cape Verdean Assassin” Andrade  ( 6 vittorie), combattendo per la seconda volta di fronte ai suoi fans del  Rhode Island ha sfoderato tutto il suo bagaglio per surclassare il combattivo John Williams per kot al sesto round.”Era la prima volta che sostenevo un match sulle sei riprese e l’ho fermato proprio nella sesta ripresa. Posso dirvi che il meglio deve ancora venire. Pensavo di fermare subito il mio avversario, ma lui si è rivelato più tosto del previsto e c’è l’ho messa tutta.Combattere a casa propria  è bello perchè i miei tifosi mi danno un’energia supplementare!” ha dichiarato un  Andrade molto soddisfatto dalla sua prova.

 

A Cincinnati, il 20enne coloured Adrien “The Problem” Broner (12 vittorie), ha battuto Henry White  Junior per kot al 3° round. Broner è un’autentica promessa ed  è stato messo sotto contratto dalla Golden Boy Promotions di De La Hoya.

 

Presso il palazzetto comunale di Rignano, si terrà una manifestazione di pugilato dilettantistico organizzata dall'’Associazione Sportiva Boxe Valdisieve, la Boxe Mugello e l'Accademia Pugilistica Fiorentina.  La serata che avrà inizio alle 21.00 prevede 11 incontri di boxe tra pugili toscani ed atleti provenienti dall'Emilia Romagna. Attesissimi l'incontro dei pesi mediomassimi tra il pugile di casa Lorenzo Nocentini (Boxe Valdisieve) ed il solido pugile emiliano Andreiesi e l'incontro dei pesi gallo, nella categoria 1° serie d'Italia, tra Alex Ferramosca (Pugilistica Pratese) e Giampietro Marceddu (Boxing Club Firenze) attuale campione del mondo professionistico di Thai Boxe ed ottimo pugile."

 

Cuba, guantoni e sacrificio
"Lo sport fa grande la rivoluzione"' wrapcoords="-94 0 -94 21537 21600 21537 21600 0 -94 0">"Sons of Cuba", il documentario di Andrew Lang sulla Havana Boxing Academy , Dove i ragazzini sperano di diventare campioni. E cercano il riscatto .  A 12 anni Cristian si è già guadagnato il soprannome di "el viejo" e il suo allenatore Yosvani, appena può, ricorda: "Ha la testa di un uomo di 70 anni". Potenza del sogno. Cristian è la grande promessa: "Voglio diventare come mio padre, più forte di mio padre". Suo padre, Luis Felipe Martinez, vinse un bronzo a Montreal nel '76. Cristian si sveglia un minuto prima degli  altri, all 4.29 del mattino, si infila le scarpe bucate, si fascia le mani con due garze annerite e scappa fuori dal dormitorio convinto che la sua giornata sia comunque iniziata bene, ogni mattina è la mattina più bella del mondo nel paese più dolce e accogliente del mondo, dove il comunismo è un pensiero, Fidel un padre e la mancanza di cibo soltanto un evenienza scomoda: "Vogliamo fare grande Cuba con i nostri pugni", dice davanti alla camera digitale di Andrew Lang, il regista di Sons of Cuba, presentato al Sundance e ora a Roma, 90 minuti di boxe paradisiaca, di sorrisi e di lacrime, di fatica, solitudine, di madri che vorrebbero tanto che i loro ragazzi non prendessero tutte quelle botte in faccia ma alla fine si rassegnano, di scontri fra scuole, fra province, di tramonti, di sonni agitati con i giornaletti di pugilato sotto il cuscino, di ricordi che la radio ogni tanto ripropone tanto per non far calare la percentuale di speranza nel sangue: "Lo sport è la chiave per rendere grandiosa la nostra rivoluzione". Vero forse. Di sicuro sono cinquant'anni che ci stanno provando con ogni mezzo, e con tutto il cuore. Pugni leggerissimi, pugni pesantissimi. Venti minuti dopo, i ragazzi dell'Academy dell'Avana, un manipolo di entusiasti under 12, sono fuori, sul campo di calcetto con le porte più sdrucite del mondo, a lavorare con le braccia per scaldarsi, prima di passare agli addominali. La loro palestra è un magazzino. Il loro ring è poco più di un rialzo del pavimento, quadrato, e cinto da 12 corde che soltanto perché sono lunghe e circolari ricordando le corde regolamentari. A confronto, la Giamaica di Bolt è la terra più ricca del mondo. Il Buena Vista Social Club dei pugili bambini è una via di mezzo fra una caserma, un ritiro sportivo, un collegio e una colonia. E' il mondo, immutato, in cui nacque, crebbe e rinforzò i suoi muscoli Teofilo Stevenson, dove prese da lui il testimone Mario Kindelan, e dove adesso, a tre anni dall'abdicazione di Fidel, Cristian, Santos, Junior e gli altri cercano di trovare la loro strada: "Vorrei combattere a Londra 2012", dice Cristian. La precocità a Cuba non è un ostacolo. Ammette il coach Yosvani: "Diventerà un campione prima di quanto si creda e io mi sentirò di aver fatto la cosa giusta da tecnico, non da pugile". La carriera di Yosvani è stata un disastro e lui vuole riscattarsi. Lo sta aspettando un intero paese, abituato ai trionfi olimpici della boxe, ma anche a fughe disperate verso altre terre: "I pugili cubani o credono ciecamente nella loro terra o cominciano a odiarla". Kindelan è "quello che è rimasto" sul modello Stevenson. Altri sono scappati negli Stati Uniti o in Germania. Per Cuba la boxe è odore di polvere, rugiada, di "molto presto di mattina". E' come un frutto. Sono arrivate tante medaglie olimpiche e mondiali, più che in qualunque altro paese del mondo. Dilettanti "dopati" dal senso del dovere e da un'appartenza da mandare ko qualunque trattativa commerciale con l'estero che non tenga conto del loro punto di vista. Poi qualcuno chiede asilo politico dove sente puzza di benessere: "Ma sono sempre la minoranza", riconosce Yosvani. Cristian, Santos e Junior non sentono la campana della parrocchia vicino. Dell'America sanno solo che è gente che non apre le tasche per partito preso. Non riescono nemmeno a sopportare di perdere con l'Academy di Matanzas: "Io vinco sempre, non posso perdere", urlava fra le lacrime Cristian. Era stato appena battuto da un suo amichetto di Matanzas. Sua madre: "E' terribile vederlo così, ma ogni volta che si mette a piangere gli dico: perdi, ma via quelle lacrime. Anche oggi è festa". E' "fiesta" sempre. Anche se i sacchi sono tre copertoni di macchina legati l'uno all'altro. E del sacco veloce non si è vista mai nemmeno l'ombra.

 

 

A quasi cinque mesi dalla morte della figlia di 4 anni Mike Tyson è deciso a voltare pagina senza sapere cosa portò la piccola Exodus a morire strangolata da una corda appesa ad un tapis roulant. L'ex campione  del mondo dei pesi massimi è tornato sull'accaduto in un'intervista concessa al talk show di Oprah Winfrey, popolare volto della televisione statunitense. Tyson, che ha spiegato di avere superato una prima fase di rabbia, ha assicurato di non nutrire risentimenti in merito alla morte della figlia, deceduta lo scorso 26 maggio dopo l'inutile trasporto dall'abitazione dell'ex pugile ad un ospedale di Phoenix, in Arizona. Per questo, per non vivere nel rancore, Tyson ha spiegato di non essere interessato a scoprire i dettagli della morte della piccola Exodus. "Se ci fosse qualcuno responsabile dell'accaduto allora avremmo un problema", ha detto Tyson, che ha inoltre parlato della sua famiglia definendola "il mio bene più grande": "I miei figli", ha aggiunto, "sono l'unica cosa che per me abbia importanza”.

«Hasta la victoria» sul ring:  l'antifascista campione di boxe . Salvatore Carrozza, giovane pugile, attivista dei centri sociali vince il campionato internazionale Wbf . Hasta la victoria. Sul ring. Unite il ringhio del Che e i guantoni iridati di un giovane boxeur di Chiaiano, attivista del centro sociale Insurgencia, e uscirà fuori  Salvatore Carrozza. Muscoli e cer­vello. Cazzotti e politica. Sull'anello allestito al ci­nema Barone di Melito venerdì sera ha conquista­to la sua Sierra Maestra. Ovvero il campionato in­ternazionale Wbf (pesi welter), battendo non un caudillo caraibico ma un leale avversario, Lazaro Santos de Jesus, promessa brasiliana. Per Carroz­za era il primo match da professionista con un titolo in palio. I giudici non sono mai stati sfiora­ti dal dubbio: vittoria, victoria, cristallina (97-93, 97-94, 96-94 i punteggi).   Salvatore ha 25 anni. Ha fissato nel suo panthe­on Malcom X e il pugile Sugar Ray Leonard, e pu­re il «cattivo maestro» Toni Negri. Nei giorni pre­cedenti il match si è praticamente scisso. Matti­na e pomeriggio agli allenamenti (senza «strap­pare »: più o meno quattro ore complessive divi­se tra giorno e sera) e in mezzo, tra una gragnuo­la di ganci e uppercut, correva in piazza insieme ai 'compagni' del centro sociale per protestare contro CasaPound, il movimento di estrema destra, e mesi prima ha partecipato alle lotte contro la mega-discarica poi aperta nel suo quartiere. Il Carrozza studente frequenta Eco­nomia alla Federico II. Il Carrozza sportivo si divi­de tra la «Marianella boxe» di Salvatore Todisco e la «Vesuviana» di Torre Annunziata. Il salto da dilettantismo (10 anni) a professionismo è stato bagnato dal successo. Salvatore ha boxato per il gruppo sportivo dell’esercito, e ora fa parte della scuderia Boxing Cotena.  Infine c'è il Carrozza antifascista: oltre al ring infatti sposa l’impe­gno politico con gli antagonisti di Insurgencia, centro occupato dei Colli Aminei. «Lo frequento da quando andavo al liceo Sbordone, che sorge di fronte» dice. Il futuro prossimo, per il campio­ne si staglia su un doppio orizzonte: internazio­nale, naturalmente, e locale: «Sarò maestro nella palestra popolare che inaugureremo a dicembre ad Insurgencia». Sacchi e attrezzi ci sono già. «È destinata ai ragazzi del quartiere». Cazzotti e poli­tica sociale, yes he can . Il pugilato campano maci­na giovani campioni. «Una bella scuola, nono­stante strutture un po’ troppo spartane».

 

 A Mexicali, il 33eenne panamense, l’alto (1.80) supergallo Celestino Caballero (32 vittorie 2 sconfitte) ha battuto il messicano Francisco Real (14 vittorie, 5 sconfitte e 2 pari) per abbandono all’ottavo round, erano in palio i titoli WBA e IBF dei supergallo. Nei supermosca la femminile, la mexicana Ana Maria Torres (18 vittorie, tre sconfitte e due pari ) ha battuto la 21enne americana Ava Knight (5 vittorie ed una sconfitta) ai punti in 10 rounds. Era in palio il titolo WBC!

 

 A Lynchburg in Virginia, il 24enne supermedio brasiliano Isaac Rodrigues (15 vittorie di cui 13 prima del limite) ha battuto l’esperto venezuelano Marcos “The Terminator”  Primera (20 vittorie, 18 sconfitte e 2 pari) ai punti in 8 rounds. Rodrigues è campione Latino per la WBO. Tra i due non correva buon sangue... al massimo camminava.

 

 

 

 

Nel Bell Centre di Montreal , il canadese di origine haitiana,Jean Pascal (24vittorie di cui 16 prima del limite ed una sconfitta) ha conservato la corona WBC dei mediomassimi battendo per kot al 10° round il 43enne italiano Silvio Branco (59vittorie, 10 sconfitte e 2 pari) .Si è trattata della prima difesa del titolo che aveva conquistato il titolo con il rumeno  anche lui residente a Montreal ,Adrian Diaconu. Quel   Diaconu che attende la sua rivincita  che andrà probabilmente in onda il prossimo Dicembre.Molto nervoso in avvio di match, Pascal che, ha pedalato all’indietro per un paio di rounds per sfuggire all’aggressivo e più alto Branco che cercava di stanarlo con il suo jab! Pascal “sente” i colpi di Branco nel terzo round e diventa ancora più prudente. Sul finire del quarto round, Pascal ha costretto Branco a mettere un ginocchio a terra. Il match è cominciato ad andare in salita per il civitavecchiese perchè Pascal ha dato consistenza ai suoi colpi appoggiandoli con i piedi ben piantati sul tappeto. Nel settimo round i colpi di Pascal si fanno pesanti e Branco finisce al tappeto!Il civitavecchiese si rialza e regge la furia del rivale che ha capito di avere il match in pugno. L’'epilogo si ha nel decimo round , quando il nostro rappresentante viene raggiunto da un violento destro alla tempia e finisce al tappeto.Si rialza, ma viene subito aggredito da Pascal con una combinazione pesante di colpi che provocano un nuovo knock down.
a questo punto interviene l’angolo dell’italiano che  getta  la spugna.a rendere omaggio alla prova di Branco ci pensa il suo avversario Jean Pascal che dichiara: “E’ stato un match duro che mi ha costretto ad effettuare un lavoro pesante, ma stanotte ho avuto l’opportunità di far tesoro di una grossa esperienza con un rivale  difficile ed esperto!”. Anche il promoter canadese si associa alle dichiarazioni del suo pugile : “Pascal ha combattuto con un avversario difficile ed esperto ed è riuscito ad imporsi grazie alla sua velocità e bravura!”. Nei supermedi, dopo un anno di assenza è tornato sul ring il canadese Adonis Stevenson (13vittorie di cui 10 prima del limite) che ha battuto  Jermain Mackey (18vittorie e 4 sconfitte) per kot al quinto round conquistando il titolo WBC International . Stevenson che ha messo in difficoltà il suo avversario per tutta la durata del match, ha atterrato il suo rivale nel quarto round ed ha continuato la “demolizione “ nel round successivo prima che intervenisse l’arbitro italiano Adrio Zannoni a fermare il match con  Mackey accasciato sulle corde!Salito nei supermedi l’ex sfidante al titolo dei medi Sebastien Demers (29vittorie e 2 sconfitte) che ha messo a terra nel primo round con un formidabile colpo al corpo il solitamente durevole Jose Spearman (25vittorie, 16 sconfitte e 5 pari) che ha atteso in ginocchio l’out dell’arbitro. Nei pesi welters, il canadese Kevin Bizier (6 vittorie) ha battuto ai punti in sei rounds Jose Lonardo Corona (8vittorie e 10 sconfitte) vincendo tutti i rounds. Nei superleggeri il canadese Pier Olivier Cote ( 8 vittorie) ha messo tre volte al tappeto Leonardo Rojas (8vittorie, 9 sconfitte e 3 pari) per un automatico kot al primo round. Il tutto in un minuto e 21 secondi.

 

Al Memorial Hall  di Plynouth nel Massachusetts  Mike Oliver (22-2) ha conquistato il titolo Eba dei supergallo battendo  Castulo Gonzales per per 77-73, 77-73 e 77-74  determinante  una ferita di Gonzales   che ne ha un po condizionato il match .

 

Con una cerimonia informale, svoltasi nella sala consiliare del Comune, il teatino Mario Michetti, appassionato e cultore della storia della boxe, ha donato a Ripa Teatina un paio di guantoni originali realizzati da una ditta italiana per Rocky Marciano nel 1964 ed utilizzati dal campione del mondo per degli incontri dimostrativi realizzati nella Penisola in quell'anno.   I guantoni, che sono custoditi in una teca fatta realizzare appositamente da Michetti, erano stati donati da Marciano ad alcuni amici di Ripa Teatina al termine della sua ultima visita al paese del papa', nel 1964 e poi passati di proprieta' fino a giungere nella collezione privata dell'appassionato teatino.   "Ringrazio a nome della cittadinanza - ha dichiarato il sindaco di Ripa Teatina, Mauro Petrucci - Mario Michetti che dimostra quanto sia pura e vera la sua passione: con questa donazione, mette infatti a disposizione di un pubblico sempre piu' ampio un cimelio di particolare pregio, visto che i guantoni del 1964 fanno parte di una serie limitatissima che una ditta italiana realizzo' esclusivamente per Rocky.   La teca di vetro con i guantoni sara' ora aggiunta agli altri cimeli ed ai pannelli della mostra "Da Rocco a Rocky" che sta girando l'Italia e il mondo da quasi tre anni, portando alto il nome di Ripa Teatina. La prossima destinazione sara', a fine mese, il Palazzo degli Studi di Lanciano, dove sara' possibile ammirare per la prima volta questi guantoni".

Patrizio Oliva, storico campione di pugilato nonchè tifoso partenopeo, è intervenuto ai microfoni di Radio Goal. L'ex pugile, tra una battuta e l'altra, si autocandida come dirigente sportivo della compagine azzurra: " Io avevo personalità e carisma da vendere. Sarei  perfetto per il Napoli . Io da allenatore mi sono sempre assunto le responsabilità dei risultati che facevo . Credo debba farlo anche Donadoni . La sua panchina è a rischio , la squadra non sta andando bene . Io sarei un buon motivatore per la squadra . Delio Rossi e Mazzarri ? preferisco Mazzarri perchè usa il 3-5-2 come Donadoni , quindi non ci sarebbero stravolgimenti . Io comunque mi auguro che Donadoni resti al timone della squadra  " .

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Termoli. Il sudore gronda dalla fronte senza che l’asciugamano riesca a bloccarlo. Il fiatone aumenta di parola in parola, mentre cercano di trovare le parole giuste per esprimere quello che i volti, stravolti dalla fatica, confessano senza esitazioni. Nelle facce dei giovani pugili della Boxe Termoli si legge un amore per uno sport che in Italia sta rinascendo. Nelle loro parole c’è un termine che ricorre spesso: passione. E’ quella che ti porta a fare fatica in palestra, a dare e prendere botte sul ring, a fregartene di chi ti dice che pratichi uno sport per violenti e tiri dritto per la tua strada fino a quando sono gli altri a doversi ricredere.
C’è un piccolo mondo nascosto a Termoli. Si trova in via Cina, proprio di fronte al commissariato di Polizia. E’ lì che da poche settimane è stata inaugurata la nuova palestra della Boxe Termoli. Lontano anni luce dal ghetto del Bronx in cui è cresciuto Mike Tyson e tremendamente distante dalla palestra dei campioni di Marcianise, in provincia di Caserta, questo piccolo mondo nascosto è fatto di ragazzi che ogni settimana faticano col sorriso stampato in faccia, fieri di appartenere a uno sport, che come dice il supermassimo termolese Alvio Viotti, citando l’olimpionico Roberto Cammarelle «è sacrificio, pena e dolore».
Alvio e gli altri ragazzi si allenano sotto lo sguardo attento del presidente dell’associazione Boxe Termoli Enrico Ambrogi e del segretario Vittorio D’Ercole. A dare istruzioni ci pensa Antonio Ciarrocchi, allenatore riconosciuto a tutti gli effetti dalla Federazione. «Qui vengono ragazzi di tutti i tipi e noi non buttiamo fuori nessuno. Spesso dobbiamo recuperarli ma io non ho pregiudizi». Ma cosa cerca un ragazzo che mette per la prima volta piede in una palestra con ring e sacchi da boxe? « Di solito i ragazzi vogliono crescere. Mi dicono: “Mi voglio saper difendere, non voglio subire”. Io la vedo più dal lato fisico-strutturale. Il lavoro che svolgiamo qui è soprattutto ginnastica a corpo libero». I tempi sono cambiati, da quando Antonio combatteva sul ring ed era una promessa del pugilato italiano. «Facevo sempre a botte in mezzo alla strada – racconta scherzando ma non troppo – Sono nato al Paese Vecchio, che è stata la mia scuola di vita. Io lo chiamo il Bronx, in senso buono. Prima era dura per tutti, era un posto selettivo, ti dovevi far rispettare. Quando eri ragazzino se non facevi a botte almeno una volta, non tornavi a casa. La boxe mi ha calmato. Almeno qui – dice indicando il rettangolo delimitato dalle corde - ti misuri, ci sono delle regole». Fermato prima del passaggio ai professionisti dalla frattura di una mano, Antonio smise di boxare nei primi anni ’80, proprio mentre il pugilato italiano conosceva un periodo d’oro alle Olimpiadi. Un po’ come adesso. «Con le vittorie ai Giochi e ai Mondiali c’è stato risalto, ma ci vuole molta passione per portare avanti questa disciplina. Gli abbandoni ci sono, ma poi i ragazzi tornano da soli. E’ come un fuocherello che ti si riaccende dentro e diventa un vulcano». Lallievo con più anzianità sul ring è Alvio Viotti, 23 anni. E’ un supermassimo, oltre i 91 chilogrammi. «Ho iniziato a 15 anni – racconta – Avevo tanta voglia di fare sport. Ho provato tante discipline ma cercavo qualcosa che mi appassionasse veramente. Questa è la disciplina dove serve più passione. E poi ti scarica e ti gratifica molto. Una spinta in più me l’ha data il fatto che anche mio nonno era pugile. Quando sono arrivato in palestra ero più largo che alto e all’inizio è stata davvero dura». Nonostante questo, Alvio combatte ormai da diversi anni e nel 2008 ha conquistato un secondo posto al “Guanto d’oro”. «Se sono arrivato a certi traguardi lo devo alla mia famiglia e al mio maestro che è come un secondo padre». Sulla rinnovata popolarità dei guantoni Alvio confessa che «la Notte bianca dello Sport ci ha fatto tanta pubblicità. E poi sono stati fondamentali gli olimpionici, Cammarelle e ancor di più Russo, che è più personaggio». In allenamento gli fa da sparring partner Luca Pietropaolo, 21 anni. Sarebbe uno scontro impari, dato che Luca combatte nella categoria superwelter, 69 chili. Per fortuna, jab e uppercut sono appena accennati. «Quando sei per strada e vuoi toglierti dai guai – confida Luca – fai una scelta e provi a misurarti. Questa è una disciplina fatta di sacrificio. Ti fa stare bene, è uno sport completo. Trovi sfogo, tranquillità, benessere fisico». L’amore di Luca per il pugilato ha trovato per molto tempo un ostacolo: il padre. «E’ un ex pugile. E’ stato lui a portarmi in palestra ed è lui stesso che vorrebbe portarmi via. Essendo un genitore, vorrebbe evitarmi di prendere pugni. Ma abbiamo trovato un compromesso. Viene a vedermi solo quando combatto».
Ma c’è anche chi, pur non avendo ancora compiuto 18 anni, si fa onore sul ring. Come Luca Primiano, 17enne peso medio. «Mi sono sempre piaciuti gli sport di contatto. Fino a tre anni fa, praticavo il calcio, ma non mi sentivo realizzato. Così ho provato la boxe». Anche per lui, la scelta ha significato andare contro il volere del padre. «Era dirigente di una società di calcio e voleva trasmettermi quella passione. Non era convinto che io facessi pugilato». Come tanti infatti, pensava a uno sport tutto violenza. «Quando mi ha visto combattere ha cambiato idea. Anche mia madre ha notato che da quando faccio boxe ho cambiato testa. E poi, almeno d’inverno, sto in palestra invece che in giro». Vinte le resistenze dei genitori, ora Luca prova a trascinare in palestra gli amici. «Ho fatto iscrivere tante persone». E un ultimo punto a favore del pugilato lo fa segnare Andrea Galante, 17 anni, peso leggero. «Sapere che fai boxe – dichiara sorridendo - attira anche le donne».

LE SIMPATICHE MACCHERONATE

 

PROVERBI SIMPATICI ( CITAZIONI DI GENNARINO )

In vino veritas, in scarpe Adidas

 

Volere e' potere, volare e' potare!

 

L'uomo e' il capo della famiglia, ma la donna e' il collo e muove il capo dove vuole .

 

L'imbecille cade sulla schiena e si sbuccia il naso.

 

Non esistono donne brutte. Dipende solo da quanta vodka bevi .

 

Partire e' un po' morire, ma morire e' partire un po' troppo...

Rosso di sera, hanno riacceso la ciminiera

 

Russo di sera, cecchino gli spara

 

Non bisogna giudicare gli uomini dalle loro amicizie:

Giuda frequentava persone impeccabili!

 

 Rossi, lo so che il suo stipendio non è sufficiente per potersi sposare,

ma un giorno me ne sarà riconoscente...

 

Guerra epica tra greci e siculi . Il capo dei greci esorta i suoi : " Avanti figli di Troia ! ! "

 

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