Un racconto di Emilio Del Bel Belluz
di Emilio Del Bel Belluz
Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Egli crede subito nell’innocenza del pugile e sente che quella condanna è ingiusta. L’amore per la giustizia e per la verità, devono prevalere su tutto. Il ragazzo comincia a fare delle ricerche, leggendo riga per riga il libro come se dovesse sostenere un esame universitario il cui esito deve essere sicuramente positivo. Anche lui ha sofferto, i suoi genitori sono stati costretti ad affidarlo ad alcune persone che lo hanno allevato ed educato. Il giovane scrive una lettera al detenuto Harricame. Lo scritto che il pugile riceve è un segnale importante. Fa piacere sapere che non si è dimenticati, che qualcuno ci ricordi. Tra quelli che avevano sposato la sua causa c’era anche il mitico Cassius Clay che ha sempre creduto alla sua innocenza e anche il cantautore Bob Diland, che compone una canzone che ricorda questa triste storia. Cassius Clay aiuta Harricame che ha visto lottare sul ring come un ottimo peso medio che avrebbe dovuto combattere per il titolo mondiale, se non fosse caduto in disgrazia. Clay si è sempre schierato dalla parte dei deboli e dei perseguitati. Nel momento in cui pare che tutto finisca, a volte una strada si apre e dà la soluzione ai nostri problemi. Sopra la nebbia c’è sempre il sereno. E la nebbia, anche la più fitta , quella che ti impedisce di vedere le cose che ti circondano, a poco a poco si dilegua. Ma il lato nobile di questa vicenda è rappresentato dall’amore degli amici che riavvicina il pugile alla speranza, alla vita. Fuori dal carcere c’è una persona in particolare che pensa a lui, che lo vuole libero, perché sa che è innocente. L’ha convinto la lettura del libro. Tra i due nasce una fitta corrispondenza che diventa con il tempo una necessità che passa attraverso la conoscenza vera e il desiderio di un incontro che si realizza e che crea una forte emozione. Da questa vicenda nasce un film, dove vengono sottolineati i principi della giustizia. Vi sono avvocati che hanno passato l’intera vita a lottare contro le ingiustizie, credendo innocente l’uomo che difendono, lavorando anche gratis per una questione di principio. Una battaglia che in molti casi li ha isolati, specialmente quando ad essere difesi erano i vinti, quelli la cui divisa era stata lacerata dall’avversario in segno di disprezzo. perché questo non si sarebbe comportato nello stesso modo. Anche nel pugilato si sono scritte pagine di vera magnanimità da parte del pugile vincitore sul vinto sconfitto. La boxe ne ha scritti di romanzi. Vi sono stati dei pugili che si sono fatti carico del loro avversario caduto in disgrazia. Ricordo il nostro grande campione Nino Benvenuti che andò a trovare Carlos Monzon in carcere, per portargli una parola d’affetto, anche se questi era stato la causa della fine della sua carriera Monzon lo aveva sconfitto con una forza davvero devastante. Il pugile Harricame era un vinto sotto tutti i punti di vista, nel momento in cui ottenne la solidarietà di quel giovane. La battaglia inizia in tribunale e dopo molti dibattiti il processo viene rifatto finché si ottiene giustizia. Finalmente l’ago della bilancia non pende più dalla parte dello sfortunato pugile a cui l’ingiustizia ha tolto una fetta della vita, che non gli verrà mai restituita. Anche un solo giorno di carcere, in special modo da innocente, provoca nel soggetto una forte disperazione che in molti casi può portare a un grave esaurimento. Mi viene in mente Enzo Tortora che in carcere si ammalò di cancro. Sono cosciente di essere ripetitivo, ma non a sufficienza per ricordare un torto simile che costò la vita a questo nobile giornalista. I suoi occhi li ho ancora nel cuore, anche se sono trascorsi molti anni dalla sua morte. Uscito dal carcere, Harricame avrebbe di sicuro scritto il suo nome nei pesi medi vincendo il massimo alloro, se non fosse invecchiato in carcere. L’accusa ingiusta, i torti subiti, le lunghe notti insonni, trascorse a meditare per trovare la soluzione alla disperazione che lo rodeva dentro, deve essere stati cose e momenti da non poter mai dimenticare. Il pugilato allena un uomo a combattere a non arrendersi a trovare il pugno giusto che possa risolvere un incontro, insegna a rialzarsi sul quadrato dopo che siamo stati stesi, insegna ad andare avanti.
La vita che passa attraverso il ring molte volte viene presentata come l’ultima spiaggia, a cui accorrono molti uomini che magari hanno fatto delle scelte non sempre giuste. Proprio dalle carceri sono usciti grandi campioni che hanno saputo imporsi e dare una svolta a novanta gradi alla loro vita., grazie a quella ultima spiaggia che in qualche modo è passata attraverso il pugilato. Certe occasioni nella vita ci sono date dalla sofferenza, che forgia la volontà, che si accompagna alla tenacia. Quelli che hanno saputo battere la propria vita con il martello della tenacia molte volte sono stati dei vincitori. Un pugile che vuole emergere è uno che vuole lottare e, in ogni momento, il suo obbiettivo è raggiungere a ogni costo la meta.
Foto -Rubin "Hurricane" Carter nel 1963 è inserito da Ring Magazine nella Top ten dei pesi medi
Mi viene in mente la storia del pugile Harricame, che viene ingiustamente incarcerato per omicidio. Tutto gioca contro di lui e la disperazione lo aggredisce. L’agente che lo fa arrestare lo inchioda, vuole che lui paghi per un triplice omicidio che non ha commesso. Sbattuto in carcere, privato della gioia di vivere , rinchiuso in una prigione le cui sbarre diventano sempre più strette, specialmente per un uomo che sa di essere innocente, dove l’aria non passa perché chi è dentro ingiustamente vuole che sopra di lui ci sia di nuovo il cielo, una porta che si apre e una esistenza diversa. Il pugile che entusiasmava le folle che gridavano il suo nome, ora è solo. Ma non si dispera, cerca ancora di far giungere la sua voce. E dal carcere comincia una nuova vita. Affida la sua vicenda a un libro che racconta la sua esistenza: un libro che ha successo. Ma poi questo trionfo termina e come tutti i libri finisce la sua strada e va a finire in qualche libreria dimenticato. Però la storia di Harricame giunge nelle mani di un giovane ragazzo negro che lo trova in uno scaffale di libri usati, e la sua lettura gli cambia la vita. Questo acquisto, fatto per caso in un momento particolare, incuriosisce il giovane che lo porta a ritirarsi nella sua camera e a immergersi nella lettura della vita del pugile che lo affascina. Comprende che il protagonista è vittima di una ingiustizia molto grave e vuole lottare per lui. Harricame aveva già combattuto la sua guerra contro quelli che lo avevano accusato, ma tutte le prove erano contro di lui, tutto lo inchiodava: in lui stava per spegnersi ogni speranza Il giovane lettore prova simpatia e tanto dolore per questa vita schiacciata dalla malvagità dell’uomo.



