Il match ha preso quota nella seconda parte

La vittoria del peso medio kazako Zhanibek Alimkhanuly sull'inglese Denzel Bentley sul ring di Las Vegas è stata netta ma non si può dire che sia stata facile. Il 29 mancino kazako era il netto favorito in questo match in cui difendeva il titolo di sigla WBO anche perché non si capiva pr quale motivo l'inglese potesse essere stato scelto come sfidante visto un record certo positivo ma che non giustificava, almeno non ancora, la sua scelta. Alla prova dei fatti Bentley ha dato prova di essere degno di questo palcoscenico. All'inizio però ha dato l'impressione di non crederci molto neppure lui. Le prime riprese sono infatti filate via lisce con il kazako in costante ma attenta pressione alla ricerca di piazzare il suo colpo migliore, cioè il gancio sinistro al volto. Bentley girava al largo badando alla difesa e senza far vedere di avere un piano di battaglia ben definito in mente.
Solo al quinto round l'inglese si decideva finalmente a fare qualcosa di diverso e a scendere su un piano apparentemente più congeniale al kazako lasciando andare le mani, usando il jab e portando colpi da angolazioni differenti. L'impressione era comunque, senza contare le percentuali di vittorie prima del limite nei rispettivi record che dipendono dalla qualità degli avversari, che Alimkhanuly facesse più male. Però ora Bentley rispondeva colpo su colpo e il match era senz'altro più equilibrato anche perché l'inglese era abile a rientrare quando l'avversario non andava a segno. L'ultimo round di un match diventato molto bello era però chiaramente di Alimkhanuly e anzi Bentley ha fatto molta fatica a superarne la prima metà scosso come era stato da un tremendo gancio sinistro al volto.
I punteggi erano di 118-110 e di 116-112 due volte, noi avevamo sul nostro cartellino 117-111. Detto questo non ci pare però che Alimkhanuly possa essere considerato l'erede del connazionale Golovkin.



