
di Maurizio Roveri
Morike Oulare è un giovane peso massimo che vale. La conferma arriva dal PalaPilastro di Bologna dove il ragazzone della Boxe Le Torri ha sconfitto chiaramente ai punti il tunisino, proveniente da Marsiglia, Mohamed Sadok Sebki. Nel combattimento principale d’una riunione Professionistica nella quale erano in scena anche i superwelter bolognesi Kevin Mustafaj e Giampaolo Sazzini. I quali hanno sconfitto, rispettivamente, il francese Remi Scholer e il serbo Bozidar Ilic.
Discreta affluenza di pubblico, fra i 250 e i 300 spettatori, ma la buona qualità della proposta organizzativa di Paolo Pesci, e il grosso sforzo economico che ha richiesto, avrebbero meritato una risposta ben più intensa e convincente da parte d’una Bologna snob. Che non ha capito il valore di quest’evento pugilistico.
Non mi sbilancio nel prevedere dove Morike Oulare, il cruiserweight del maestro Pesci, arriverà in futuro. E’ ancor presto, e di strada da fare ce n’è tanta. Però è certo: sul ring ci sa stare, con personalità talento e resistenza, accompagnato da forti motivazioni, una impostazione tecnica che si fa apprezzare (ed ha ampi margini di miglioramento), una bella rapidità che è la risorsa migliore. Oltre al fisico, armonioso e forte.
Faccio una constatazione. Se un massimo leggero, al debutto da Pro soltanto tredici mesi fa, è già in grado nel suo sesto match di uscire vincitore con ammirevole personalità da una battaglia aspra e fiera contro un tunisino pieno di esperienza e di malizia, significa che è una realtà interessante. Meritevole di considerazione.
Sei match, sei vittorie.
Mohamed Morike Oulare, nato in Guinea, arrivato in Italia nel 2018, inizialmente in Sempre Avanti palestra DLF (allenato da Rocco Petruzzi), ha scelto nel corso del 2021 di passare alla Boxe Le Torri nel corso del 2021. Per diventare pugile Professionista. Il debutto il 25 settembre dell’anno scorso. Ha combattuto in tutte le riunioni organizzate dal suo maestro Paolo Pesci al PalaPilastro bolognese. L’estate scorsa ha vinto a Mantova affrontando un pugile valoroso come Ovidiu Enache.
E poi… ecco che Pesci decide di mettergli di fronte un guerriero tunisino al ventiduesimo incontro da Professionista. Morike è appena al sesto (lui i 22 match li ha fatti in totale, mettendo assieme i 16 da Dilettante e i 6 da Pro).
Si prende il rischio, il maestro-organizzatore della Boxe Le Torri. Ma bisogna anche saper osare. E Pesci lo fa. Ritiene che sia venuto il tempo per sottoporre Oulare ad un esame decisamente più complesso e indicativo rispetto ad altri test.
Morike si è fatto trovare pronto. Anche quando la sfida ha assunto i toni della battaglia. Un avvio di match limpido, con bella espressione tecnica da parte del cruiser della Boxe Le Torri. Buon lavoro in velocità con combinazioni diretto sinistro-gancio destro, poi una scarica di colpi alla corta distanza con l’avversario alle corde e una bella serie con apprezzabile scelta di tempo sull’avversario all’assalto. Tutto molto bene.
Mohamed Sadok Sebki, pugile professionista dal 2008, è un trentanovenne che ha orgoglio e ancora un’apprezzabile vitalità. Alza il ritmo e mette in campo tutta una serie di scaltrezze e astuzie per frenare la fluidità di Oulare.
Il tunisino va in battaglia. Morike non si spaventa. Okay, ci sto, la faccio anch’io, sembra dirgli il ragazzone che vive a Bologna. Volano colpi duri, pesanti. Morike Oulare ne porta di più, però il franco-tunisino ha preparato delle trappole: ogni tanto esce, da una scarica portata da Olulare, con una zampata insidiosa. Morike è bravo nelle schivate. A volte però qualche zampata improvvisa gli arriva, normale quando la battaglia è intensa. Oulare non fa una piega. Diventa una sfida a viso aperto. Che perde qualcosa sul piano della limpidezza, ma accende il pubblico.
Montante destro. Montante sinistro e gancio destro. Morike nella foresta della battaglia, pur talvolta scomponendosi, dimostra personalità. E’ più attivo. Produce in un’azione prolungata con un energico lavoro al corpo, è così che conclude il quinto round. Nella sesta e ultima ripresa il peso massimo di Pesci recupera linearità e la sua pregevole espressione tecnica. Due destri rapidi sopra, gancio destro al corpo, Morike Oulare attacca e colpisce, dimostra d’avere ancora buone energie, mentre Sadok Sebki sente il peso del combattimento e pare in flessione. L’incontro si chiude con Oulare in totale controllo.
Il commento di Paolo Pesci. “Quando abbiamo scelto Sadok Sebki sapevamo bene che tipo di combattente sia: pugile duro, solido, resistente, espertissimo, molto impegnativo, ti mette davanti ad un percorso tutt’altro che semplice e ad un combattimento molto impegnativo, che se non affrontato con la testa giusta ti può complicare la vita. Il tunisino possiede anche colpacci velenosi, tre delle sue sei vittorie in carriera sono dei KO’s. Nel suo record c’erano tredici sconfitte, prima di questa, avendo spesso affrontato avversari di buon livello contro i quali si era, comunque, battuto valorosamente. Lo volevo proprio così, insidioso, di non semplice interpretazione, questo test per Oulare. Morike mi ha confermato le sue qualità, soprattutto mi è piaciuto la personalità con la quale ha tenuto il controllo del combattimento anche nei momenti insidiosi. Ovviamente la limitata esperienza di Oulare si nota ogni tanto in qualche sbavatura. E’ un aspetto naturale, al sesto match da Professionista e al ventiduesimo in totale considerando anche la ridotta attività dilettantistica. Morike si sente forte. In questi anni siamo andati in giro a fare i guanti con gente forte, Turchi ad esempio. Tutti gli dicono che è forte. E allora sul ring, sentendosi forte, tende, talvolta, a volere strafare. Credo che acquisendo gradatamente esperienza, saprà gestire meglio combattimenti rognosi. E conseguentemente gestire con più efficacia la forza, la rapidità e la buona tecnica che possiede. L’avversario che ha incontrato in questa occasione ha messo in campo tutta la sua esperienza. Tutta. Cercando di creare delle difficoltà a Oulare. E costringendolo ad un match decisamente impegnativo. Mi è piaciuta la personalità dimostrata da Morike. E quando nel quinto e sesto round di un combattimento intenso e anche aspro l’ho visto crescere e avere ancora belle energie, mentre il tunisino aveva già dato tutto, ecco questo aspetto mi trasmette ulteriori certezze. Chiaro, Morike ha commesso anche degli errori ma è naturale essendo ancora un po’ acerbino. Continuerà ad acquisire esperienza proprio attraverso combattimenti ostici e che lo mettano davanti alle insidie, come è stato questo. E sono certo che crescerà, tanto. Un’altra constatazione è che Morike Oulare piace. Piace alla gente che lo vede. Perché un peso massimo con questo fisico, e con questa rapidità, trasmette belle emozioni”.
Frattanto, Oulare mantiene l’imbattibilità. Sei match, sei vittorie. Un ragazzo con tante motivazioni nel pugilato. Vuole andare lontano. E si allena intensamente tutti i giorni. Non manca mai in palestra. La boxe è la sua missione, il suo destino.

Ostico e insidioso l’avversario di Oulare (foto), altrettanto il pugile chiamato a “saggiare” le capacità del superwelter ventenne Kevin Mustafaj. L’altro interessantissimo “progetto” della Boxe Le Torri. Più alto, e con un lunghissimo jab sinistro che ha usato con esperienza e abilità, Remi Scholer si è rivelato avversario fastidioso per il giovane bolognese. Anche perché questo Scholer in realtà è un peso medio.
Non c’è stato niente di semplice per Kevin in questo combattimento. Tuttavia l’ha vinto. Abbastanza bene, ai punti. Superando un altro ostacolo e portando il suo record a 4 vittorie in altrettanti incontri.
Non è stato il Mustafaj brillante delle precedenti occasioni. Lo sa e gli dispiace. Infatti rivela, con il candore dei suoi vent’anni: “Non sono riuscito a fare il match che avrei voluto fare. Pensavo che Pesci mi sgridasse…”.
Invece no. Il maestro gli ha fatto i complimenti.
“Mustafaj ha affrontato un avversario che gli proponeva delle difficoltà, per l’altezza, per l’allungo. Mani pese, quelle di Remi Scholer. Pugile più pesante, anche. Non è semplice affrontare avversari così. La realtà è che sia questo match, sia quello di Oulare sono stati incontri veri. C’erano delle difficoltà da superare e i nostri pugili lo hanno saputo fare. Mustafaj ha fatto il primo combattimento davvero duro in quest’inizio di carriera Pro. Era il momento giusto per farlo. Avversario molto impegnativo, e sono queste le esperienze che fanno crescere un pugile giovane”.
Giampaolo Sazzini, il terzo “prodotto” della Boxe Le Torri ad essere salito sul ring, ha vinto anche lui ai punti. Dignitosamente. L’avversario ingaggiato, il serbo Bozidar Ilic, era più morbido rispetto agli altri. Giusto così, considerando che Sazzini era al rientro dopo tredici mesi. E dunque alla ricerca del ritmo migliore. Il 25 settembre 2021, la sera del debutto da Professionista, Sazzini s’era rotto una mano nel corso del combattimento con Xhelal Tata.
Nel contorno dilettantistico mi sono piaciuti particolarmente il 67 chili Joris Ousmane Toure, e il 71 chili Moaad Laaliliss.
E’ stata, questa, la quinta riunione - con pugili Professionisti interpreti principali - organizzata dalla Boxe Le Torri Bologna al PalaPilastro nello spazio di 1 anno e 48 giorni. Per un totale di 16 combattimenti Pro.
Uno sforzo organizzativo, ed economico, che sarebbe meritevole di maggiore sensibilità e coinvolgimento da parte della città.
Paolo Pesci va avanti. Ed è già al lavoro per la prossima riunione. Prossimamente. Protagonisti Arblin Kaba in versione peso leggero (un cambio di categoria molto interessante per il pugile che ha detenuto per tre anni il titolo italiano dei superleggeri e che ad agosto ha vinto il titolo WBC del Mediterraneo, nei superleggeri), Pavel Zgurean e il recente acquisto della Boxe Le Torri, Nawab Ali Khan, arrivato dalla Boxing Medicina,
I RISULTATI
DILETTANTI
Junior, kg. 52 femminile: Madalina Grabucea (Centro Arti Marziali Pavia) batte Anita Borghi (Boxe Le Torri Bologna) ai punti.
Junior, kg 57: Ryan Permal (Boxe Le Torri) batte Diego Amodio (Ravenna Boxe) ai punti.
Youth, Kg 71: Moaad Laaliliss (Boxe le Torri) batte Francesco Libanore (Pug. Padana Vigor Ferrara) RSC 2° round.
Youth, kg 63,500: Emanuele Malavasi (Boxing Club Bologna) batte Giulio Lo Votrico (Boxe Le Torri) ai punti.
Elite, kg 67: Joris Ousmane Toure (Boxe le Torri) batte Alberto Civitella (Pug. Padana Vigor Ferrara) ai punti.
PROFESSIONISTI
Pesi superweiter: Kevin Mustafa (Boxe Le Torri Bologna) batte Remi Scholer (Francia) ai punti in 6 round.
Pesi superweiter: Giampaolo Sazzini (Boxe Le Torri) batte Bozidar Ilic (Serbia) ai punti in 6 round.
Pesi massimi leggeri: Morike Oulare (Boxe Le Torri) batte Mohamed Sadok Sebki (Tunisia) ai punti.



