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Storie di Boxe

Se ne è andato via per sempre Giovanni Bocciolini, il maestro di Rosi e Parisi

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Giovanni Bocciolini (sopra, a destra, durante  un match di Parisi) era un uomo che ignorava il significato del termine fatica. Non rallentava mai.
Se ne è andato via per sempre, ma a quelli come noi ha lasciato dentro il ricordo di una grande passione. E questa
 non potrà mai scomparire.
Si era innamorato della boxe negli anni Cinquanta, i suoi idoli si chiamavano Tiberio Mitri, Sergio Caprari, Franco Festucci. Aveva 14 anni quando era entrato nell’Accademia Pugilistica Perugina. Ad accoglierlo aveva trovato il maestro Mario Ciombolini.
È stato un buon dilettante, il professionismo non l’ha mai frequentato. Avrebbe voluto tentare l’avventura, ma Emma l’ha convinto a incamminarsi per altre strade. Emma era la sua fidanzata, poi diventata moglie in una lunga unione.
Il pugilato però, come accade a tutti quelli che cadono nel trappolone che questo sport costruisce per uomini dall’animo ingenuo, gli è rimasto nel cuore. Ha così scelto un’altra strada per continuare a frequentarlo. Ha studiato all’Università. Ha fatto il corso per insegnanti con Steve Klaus, per poi raccogliere i consigli di Franco Falcinelli. Solo dopo si è messo in proprio.
Ha guidato più di un campione, due su tutti gli hanno dato soddisfazioni e popolarità. Quando Giovanni Parisi e Gianfranco Rosi hanno toccato la vetta, Bocciolini era accanto a loro. È stato all’angolo della coppia in ventidue mondiali. Godendo dei grandi eventi, ma entusiasmandosi anche quando in palio c’era un titolo italiano.
Piccolino, innamorato della corsa, cultore della fatica. Chiedeva tanto ai suoi allievi perché conosceva bene la boxe. Sapeva che solo con il sacrificio si ottengono i risultati, il talento da solo non basta.
Se ne è così andato via un altro protagonista della vecchia scuola. Uno che non ha mai preteso i riflettori, perché la parte che amava di più non si svolgeva davanti alle telecamere, ma nel chiuso della palestra. È lì che il pugile costruisce il successo. Per carità, deve aggiungere una buona dose di talento per potere spiccare il volo. Ma la base è quella, senza le ore di lavoro tra le quattro mura del ginnasio non puoi pretendere di andare da nessuna parte.
L’ultimo saluto a Giovanni Bocciolini è quindi un lungo applauso per come ha interpretato la grande avventura del pugilato.
Addio maestro.

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